Joan Mirò e il Cantico delle Creature nella collezione del Vaticano

Joan Mirò illustra con 33 tavole la traduzione catalana del Cantico delle Creature. Parte delle illustrazioni sono visibili gratuitamente fino al 29 febbraio nel Braccio di Carlo Magno in Piazza San Pietro.

Il valore simbolico dei colori per il Cantico delle Creature

Joan Mirò iniziò a lavorare al Cantico delle Creature all’età di 82 anni. Terminò le 33 tavole in acquaforte e acquatinta (due tecniche di stampa) il 20° aprile del 1975. Il suo interesse per la letteratura medievale italiana, l’amore per la natura e il trasporto per il mondo contadino della Catalogna sono stati probabilmente i motivi che lo spinsero ad accettare il progetto. Con queste 33 tavole in acquaforte e acquatinta, l’artista ha dato la sua personale visione di un testo fortemente evocativo e universale. Le tavole di Joan Mirò accompagnano la traduzione catalana del Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi realizzata dal poeta e drammaturgo Josep Carner.

La semplicità del messaggio e del linguaggio di San Francesco d’Assisi ispirano in Mirò forme altrettanto semplici, non solo nelle linee ma anche nei colori.  Mirò infatti, scegli di utilizzare solo quattro colori, quasi sempre lasciati puri, a cui attribuisce un forte valore simbolico: rosso, verde, blu e giallo. Fin dagli anni Quaranta, Mirò aveva dato a questi quattro colori una grande valenza allegorica che richiama anche in queste tavole: il rosso simboleggia la forza, il giallo l’attività e la positività, il verde la generazione della vita e il blu la dimensione spirituale. Nelle 33 tavole per il Cantico delle Creature, la simbologia dei colori si plasma nel contenuto del testo, così il rosso evoca il Fuoco, il giallo il Sole, il verde la madre Terra e il blu la Luna.

Acquaforte e acquatinta per il Cantico delle Creature

L’intensità di alcuni colori utilizzati nelle tavole di Mirò, lasciano intuire un’attenzione particolare dell’artista alla tecnica dell’acquatinta. L’osservazione al microscopio delle tavole ha permesso di stabilire che Mirò, prima di passare sotto il torchio la matrice, l’abbia levigata con carta smeriglio, consentendo all’inchiostro di attenuarsi e intensificarsi al contempo in modo da creare un effetto ondulato del colore con risultati sorprendenti.

Attraverso queste immagini aniconiche, Mirò ci trasmette tutta la forza e la bellezza della natura mista ad un intenso sentimento religioso che unisce tutto e tutti un’unica meraviglia.

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