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La delicatezza della ritrattistica femminile di Vladimir Borovikovsky


Italia mon amour! Il successo di Karl Brjullov

Anno 1833. Il pittore russo Karl Brjullòv (San Pietroburgo 1799- Manziana 1852) termina il suo capolavoro Gli ultimi giorni di Pompei.Il dipinto riscuote un successo strepitoso. L’arte russa si impone in Europa, e per il pittore si aprono le porte di un futuro glorioso.  Ma chi era Brjullòv? E perché tra il pittore russo e l’Italia fu amore […]

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L’ultima dimora di Brjullòv: la famiglia Tittoni

Il nostro viaggio alla riscoperta di Brjullòv è giunto quasi al termine. Se vi incuriosisce conoscere la storia degli ultimi giorni del “grande Karl” e avete voglia di fare una piacevole passeggiata in vista anche delle mitiche ottobrate romane, dirigetevi verso il Gianicolo e andate alla ricerca della statua di Garibaldi. All’incrocio con viale Lorenzo Brunetti, ci sono una serie di mezzobusti in marmo di eroi garibaldini tra cui quello del patriota Angelo Tittoni

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La Storia della letteratura russa: il prof. Guido Carpi

Si è tenuta mercoledì 27 settembre la presentazione del II volume di Storia della letteratura russa, Dalla rivoluzione d’Ottobre a oggi edito da Carroci e scritto dal prof. Guido Carpi, ordinario all’Istituto Orientale di Napoli. Alla presentazione, organizzata dall’Istituto di Cultura e Lingua Russa e moderata dal Direttore Carlo Fredduzzi, ha presieduto anche lo slavista Mario Caramitti, docente dell’Università di Roma Tor Vergata

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Un tocco di colore e di humor: gli acquerelli di Brjullòv

Oltre ad esser un testardo e un ribelle, Karl Brjullòv era anche un sentimentale. Avrebbe voluto una vita familiare felice, ma l’amore arrivò solo a 40 anni; inoltre la sua storia fu molto tormentata e interrotta dopo poco. Probabilmente fu il desiderio inconscio di una vita di coppia solida e sincera che lo portò a realizzare una serie di acquerelli unici, che ci regalano una splendida fotografia della realtà popolare italiana dei primi dell’Ottocento

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Brjullov alla conquista dell’Europa: il “genere italiano”

Facciamo un salto a Roma per capire come si è modificata la visione dell’arte di Brjullòv rispetto agli insegnamenti ricevuti dall’Accademia di Pietroburgo.Brjullòv era un irrequieto e un curioso; osservava tutto ciò che gli stava intorno e cercava di imprimerlo nella sua mente per poi trasferirlo sulla tela alla prima occasione. I colori, i profumi della città e la gente del posto lo attiravano enormemente

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