Nella Chiesa del Salvatore sul sangue versato a San Pietroburgo, Santa Eudossia ha il volto di Eleonora Duse!

Questa mi mancava. Ho visitato recentemente la chiesa, ma il particolare mi era completamente sfuggito. E poiché il fatto non è riportato neanche nella mini guida che ho acquistato proprio in chiesa, mi sono incuriosita e ho cercato di capirne di più, anche perché, non è frequente dedicare ad una santa il volto di una star!

E.Duse
foto: biografieonline.it

Rifletto un attimo però e mi metto panni di un pittore che vuole realizzare un volto unico per il suo quadro. A chi ispirarsi? Forse alla donna che ama? alla figlia? a volti della mitologia classica? oppure ad una star? Ricordo che quando avevo 15 anni mio padre realizzò un quadro, il volto santo della Madonna, ancora appeso in camera da letto, Mi chiamò, mi fece sedere su una sedia e mi mise un asciugamano in testa. “Resta ferma così per un po’, mi disse, sei la mia modella per un giorno! Voglio fare un quadro da mettere in camera da letto”. Poi mi scattò una foto. La Madonna di mio padre però non mi assomiglia affatto. Dovevo semplicemente ispirarlo, tutto qua.  

Non mi meraviglio quindi che per realizzare il mosaico, Alfred Parland, il vincitore del progetto per la realizzazione della chiesa del Salvatore sul sangue versato, si sia ispirato alla Duse che, probabilmente, ritrasse in alcuni suoi disegni. Eleonora Duse veniva soprannominata la “divina” e forse ad ispirare Parland per i suoi due mosaici furono proprio le caratteristiche “divine” che la distinguevano dalle altre attrici e dalle donne del tempo. La Duse, tra fine dell’’800 e l’inizio del ‘900 fece letteralmente impazzire il pubblico. Il suo stile era inconfondibile e operò una vera e propria rivoluzione teatrale. Catturò il cuore degli italiani, ma anche quello dei russi durante i suoi tour a San Pietroburgo nel 1891, 1986 e nel 1908. Era un’anticonformista. Aveva uno stile unico: vestiva di viola a teatro, non si truccava, non indossava parrucche e non metteva il corsetto. Il viso acqua e sapone e il suo sguardo languido dai tratti marcati e irresistibili fu particolarmente apprezzato dal pubblico e dalla critica.

Fece impazzire D’Annunzio e i suoi spettacoli registravano sempre il tutto esaurito. Era un mito. Perché quindi non ispirarsi a lei per un volto santo? Anzi, due. Perché Parland ne fece realizzare un altro, sempre all’esterno della chiesa, sulla facciata nord. In quest’ultimo mosaico (foto di copertina) la somiglianza è fortissima e le critiche dei contemporanei furono asprissime. La santa Eudossia era considerata una martire e probabilmente  il viso caratteristicamente languido e sofferente della Duse faceva proprio al caso di Parland. Inoltre, la delicatezza e la sobrietà dei suoi movimenti le conferivano un indiscusso alone di grazia, perfettamente idoneo a rappresentare un personaggio dalle grandi virtù umane e spirituali.

Anche Repin ne restò folgorato e realizzò un ritratto in carboncino (1891) in occasione del tour della Duse a San Pietroburgo. Il ritratto è splendido, e Repin, da gran maestro qual è, coglie appieno l’espressione caratteristica del suo viso, meravigliosamente in armonia con la posa tipica, naturale e delicata del suo corpo. Anche Cechov partecipò ad uno dei suoi spettacoli e alla fine della serata scrisse a sua sorella una lettera, dicendole che la Duse, nonostante l’incomprensione della lingua, si era fatta capire da tutti grazie alla sua mimica delicata, alla voce insolitamente musicale e ai suoi bellissimi occhi espressivi.

Ogni suo gesto ed espressione del viso esprimeva i moti dell’animo, in perenne tumulto d’amore.  Repin la conobbe dalla baronessa Ilskul’ e ne rimase fortemente impressionato a tal punto che le chiese di posare per un ritratto. In realtà il ritratto era stato concepito per diventare un quadro a tutti gli effetti, ma poi, per qualche ragione è rimasto un bozzetto su carta. Repin scelse per lei una posa inusuale e di impatto. L’attrice infatti scivola sullo schienale della grande poltrona in una posa maestosa, fiera ed elegante. Il ritratto catalizza l’attenzione dell’osservatore sul personaggio, l’ambiente circostante non è rappresentato. Gli occhi devono puntare solo sulla “divina”!

Fonti

https://www.liveinternet.ru/users/stewardess0202/post440015412/

Salvatore sul sangue versato, ed. Torgovij Dom vsadnik, 2016

E.N. Evstratovoj, REPIN, Galereja Geniev, 2007

FOTO

https://pravlife.org/ru/content/mozaiki-hrama-spasa-na-krovi
https://biografieonline.it/foto-eleonora-duse

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