La Polonia è caduta, non voglio più vivere. La scelta di Ignacy Witkiewicz

Ignacy Witkiewicz, uno dei più grandi esponenti dell’avanguardia tra le due guerre, non resse alla notizia dell’ invasione della Polonia da parte delle truppe sovietiche e si uccise. Fu solo quello?

Pessimismo e catastrofismo

Ignacy Witkiewicz si uccise il 18 settembre 1939 a Jeziory un villaggio della Polonia che oggi fa parte dell’ Ucraina. Animo inquieto, dalla personalità bizzarra, insolente e provocatore, Witkiewicz (1885-1939), detto anche Witkacy, fa parlare di sé ancora oggi. Pittore, disegnatore, critico d’arte, teorico, fotografo, drammaturgo, e filosofo, Ignacy Witkiewicz era dotato di una grande personalità e di un grande attaccamento alla vita, con la quale decise di recidere il cordone quando capì che per l’umanità, così come per la Polonia, non c’era più speranza. Il grande attaccamento alla vita è una considerazione del tutto personale.

Tutta la sua produzione letteraria e artistica di Witkiewicz è permeata di cinismo, ironia, sarcasmo, pessimismo e catastrofismo. Eppure, io sono convinta che fosse un inguaribile amante della vita. Witkiewicz nelle sue maggiori opere tra cui Insaziabilità (1927), lancia un grido di dolore, a modo suo. Il romanzo, difficile da leggere perché onirico, visionario, impregnato di un catastrofismo cosmico cheinghiotte la città e i personaggi dediti ad alcool e sesso, è un punto da cui partire per capire il suo pensiero sulla vita e l’umanità.Il catastrofismo di Witkiewicz era legato innanzitutto alla sua riflessione sui mali che minacciavano lo sviluppo sociale, primo fra tutti il capitalismo.  Quest’ultimo infatti, secondo Witkacy, avrebbe portato l’uomo alla catastrofe e alla disumanizzazione. Tema quanto mai attuale direi.

Ignacy Witkiewicz, La lotta, 1921-1922

Il mistero dell’esistenza

Witkacy considerava il raggiungimento dei beni materiali anelati dalla società piccolo borghese e dal proletariato, la causa della perdita da parte dell’uomo non solo dei veri valori, ma innanzitutto del mistero dell’esistenza. A questo concetto Witkacy dedicò tutto il suo lavoro filosofico ed artistico, perché anche l’arte aveva senso se rapportata al concetto del mistero dell’esistenza. Mistero dell’esistenza… Come può una persona non amare la vita se dedica tutto se stesso a capirla e a indagarla?  E’ quando ami troppo la vita e capisci che tutta l’umanità sta andando nella direzione sbagliata che non vedi più il tuo futuro con lei e con le persone che ti circondano. E’ solo allora che decidi di mollare. Un po’ come chi sceglie di farla finita quando l’uomo o la donna che ama non potrà più accompagnarli nel cammino di vita; si ama così tanto quella persona che un futuro senza di lei, non è futuro.

Sia beninteso, queste sono considerazioni personali che non vogliono affatto giustificare, condividere o giudicare chi fa un gesto così estremo. Qui sto solo cercando di provare a “sentire”, come se lo vivessi sulla mia pelle, quello che forse ha provato chi si è sentito privato di quello che considera il bene più grande. Nel caso di Witkiewicz, la consapevolezza di una vita omolagata, dove la libertà personale non è sinonimo di democrazia e dove l’ego e il danaro sono i carri su cui salgono tutti, dimenticando perché siamo al mondo e quali sono le cose vere per cui vale la pena di vivere, ha fatto la differenza. La sua amata vita, snaturata nei suoi valori più alti, in pasto a perversioni e illusioni di ogni sorta… No, un animo sensibile che fa girare ininterrottamente i propri neuroni, a questa visione, a mio avviso, non avrebbe retto a lungo.

La critica ancora indaga su Ignacy Witkiewicz

Witkiewicz è un personaggio molto complesso sul quale ritornerò a più riprese. In questo articolo infatti, non abbiamo affrontato alcuni episodi della sua vita tristi, bizzarri, e drammatici che hanno forgiato la sua visione dell’esistenza, condizionato i rapporti interpersonali (specialmente con le donne), plasmato la sua arte e orientato i suoi scritti. Preciso che Ignacy Witkiewicz è ancora, diciamo così, in esame da parte della critica. Poiché è un personaggio unico nel panorama artistico e letterario dell’epoca, non si è potuto catalogarlo in una corrente o movimento preciso. Ancora oggi il dibattito sulle sue opere è tutt’altro che chiuso

YOU MIGHT ALSO LIKE

0 Comments

Leave A Comment

Your email address will not be published.

Translate »