Bambola da nutrire in caso di disgrazie!

La bambola nella fiaba russa di magia è tra gli oggetti magici più curiosi. Perché rifocillarla? Ce lo spiega Propp

Gli oggetti magici nella fiaba

Prima di parlare della bambola nella fiaba di magia, facciamo una premessa. Premessa doverosa direi, perché ai genitori con bambini piccoli, in questo periodo potrebbe far comodo qualche nozione in più sull’argomento. Sfruttate il tempo a disposizione per diventare dei veri specialisti!

Dunque, dove c’è un oggetto magico c’è un eroe e un antagonista. La lotta dell’eroe con l’antagonista è un momento importante, quasi fondamentale per la conclusione della storia stessa. Se il principe Ivan, per esempio, non affronta il drago per liberare la figlia dello zar, non la potrà mai sposare e diventare ricco e felice. Se proprio non volete leggere ai vostri figli una fiaba di Afanas’ev, inventatevela, ma ricordate questo concetto altrimenti non sarete credibili; i bimbi sono attenti, non li sottovalutate!

L’eroe, generalmente, per vincere un combattimento o per seminare l’antagonista durante un inseguimento, ha bisogno di un aiutante o di un oggetto magico in grado di diventare un ostacolo per l’inseguitore.

Per questo post ho analizzato le fiabe di Afanas’ev e, tra gli oggetti magici, ho scelto la bambola. Quest’ultima però si incontra molto raramente rispetto ad esempio allo zufolo, al fazzoletto, al “berretto-non ti vedo”, alla selce e all’acciarino o al destriero eccezionale.  Quella che vi sto raccontando è quindi una chicca, tenetelo a mente! 😉. La caratteristica della bambola è il suo legame con il “regno dei morti” e questo perché è donata all’eroe dal defunto genitore.

La bambola nella fiaba di magia deve essere nutrita

Come dicevamo inizialmente, la caratteristica principale della bambola nella fiaba russe di magia (e non solo come vedremo) è che deve ricevere del cibo affinché rientri nella categoria degli oggetti magici. Perché? Ce lo spiega Ja. V. Propp (1895-1970), linguista e antropologo russo che, con la sua Morfologia della Fiaba, è considerato una pietra miliare nello studio del folclore.

Propp riteneva che il motivo del nutrimento della bambola fosse in correlazione con il “regno dei morti”. In moltissime culture, tra cui quella siberiana ed europea, ma anche africana, egizia e cinese, si costruiva una bambola o un pupazzo di legno in memoria di un membro della famiglia defunto. Si riteneva che nell’oggetto si racchiudesse l’anima del morto. Questo spiega perché in molte popolazioni ci si prendeva cura delle bambole come se fossero state esseri viventi e perché si rifocillavano con gli stessi cibi della propria tavola. La bambola quindi rappresentava l’anima del caro defunto che, solo se nutrita, dava il proprio aiuto.

fiaba Vasilissa la Bella

Vasilissa la bella

La bambola, in questa fiaba di magia di Afanas’ev, compare fin dalle prime righe, e da subito capiamo qual è il suo potere:

                In un reame c’era una volta un mercante. In dodici anni di matrimonio, aveva avuto solo una figlia, Vasilissa la Bella. Quando la madre morì la bambina aveva otto anni. In punto di morte la madre chiamò a sé la figlia, tirò da sotto una coperta una bambola e le disse: ”Ascolta mia piccola Vasilissa! Ricorda e segui le mie ultime parole. Io sto per morire e insieme alla mia benedizione ti lascio questa bambola; tienila sempre con te e non la mostrare a nessuno; e se  ti dovesse succedere qualche disgrazia, dalle da mangiare e chiedile consiglio. Una volta rifocillata, ti dirà come rimediare alla sventura”.

E nella fiaba infatti, la bambola salva Vasilissa dalle vessazioni della matrigna e delle sorellastre e dalla baba-jagà che vorrebbe mangiarla. La fiaba finisce bene, e Vasilissa, sempre grazie alla sua bambola costantemente rifocillata, riesce addirittura a sposare lo zar!

Fonti:

Propp, Morfologia della fiaba, Le radici storiche dei racconti di magia, newton, 1992

Afanas’ev, Fiabe popolari russe, newton, 1994

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