La Festa del Salvatore delle noci

Festa del Salvatore delle noci

Ultima festa della Triade del Salvatore per i russi, che oggi festeggiano non solo il martire Callinico ma anche una serie di prodotti della terra, come volevano le antiche tradizioni e credenze popolari. Scopriamole insieme

Le noci protagoniste della tavola

La festa del Salvatore delle noci (Ореховый Cпас, Orechovy Spas) si celebra il 29 agosto ed è l’ultima festa della Triade del Salvatore. Ve le ricordate le altre? Ripassiamole: la prima era la Festa del Salvatore del miele (14 agosto), la seconda era la Festa del Salvatore delle mele (19 agosto) e infine la Festa del salvatore delle noci (29 agosto).

Tutte queste ricorrenze erano festeggiate dagli antichi slavi perché coincidevano con alcuni momenti importanti del raccolto. In quelle date i contadini ritenevano, rispettivamente, che le api producessero il miele in abbondanza e che le mele le noci raggiungessero il punto perfetto di maturazione. I prodotti venivano poi portati in chiesa per la benedizione e conservati come provviste per il rigido inverno. Le feste di agosto quindi salutavano di fatto l’estate e annunciavano i mesi duri, specialmente per i contadini.

Esiste un proverbio siberiano che, in relazione alle tre feste di agosto appena citate, così’ recita:

Per il primo Salvatore munisciti di  cappello, per il secondo di guanti e per il terzo di pelliccia!!! (Первый Спас – шапку припас, Второй Спас – рукавички припас, а Третий Спас – шубу припас» !).

Il terzo Salvatore quindi annunciava a tutti gli effetti l’arrivo dell’inverno.

La Festa del Salvatore delle noci detta anche Festa del Pane

La Festa del Salvatore delle noci era nota anche come Festa del Pane (Chlebnyj Spas, хлебный спас) . In questo giorno infatti, se il raccolto del grano dell’intero anno fosse stato buono, nelle case dei contadini si sarebbe preparato pane in gran quantità. Secondo la saggezza contadina infatti, in uno stesso anno non si poteva avere un buon raccolto di grano e di noci contemporaneamente. E un proverbio ad hoc lo ribadisce:

Ecли много opexoв в этoм гoду, тo будeт мнoгo xлeбa в будущeм гoду. Se quell’anno ci fosse stato un buon raccolto di noci, allora ci sarebbe stato tanto pane l’anno successivo!

Ma il popolo si sa, oltre ad essere saggio era anche superstizioso. Un antico proverbio ricorda che se durante la raccolta delle noci, ve ne capita una con il verme, allora aspettatevi solo guai!: При сборе орехов попался плод с червяком – ждать беды!).

La Festa del Salvatore delle noci detta anche Festa del Salvatore su tela

Ma i nomi non finiscono qui! La festa del Salvatore delle noci infatti era nota anche come Festa della tela (Холщовый Спас, cholščovyj Spas oppure del Salvatore su tela ( Spas na polotne, Спас на полотне,). In questo giorno si organizzavano numerosi mercati, dove i contadini vendevano non solo i prodotti della terra, ma anche stoffe di cotone, canapa, lino e biancheria in generale. Il popolo pensava che questo giorno dell’anno fosse particolarmente produttivo per ogni sorta di commercio. La convinzione era strettamente legata al significato religioso della festa.

Salvatore su tela

In 29 agosto infatti si celebrava il ricordo del passaggio dell’immagine di Cristo sulla tela, un passaggio avvenuto non per mano umana. Si narra che il sovrano di Edessa guarì dalla lebbra baciando l’asciugamano con cui Gesù Cristo si asciugò il viso e su cui rimase impresso il Suo volto. Al mercato, in questo giorno, l’acquisto più redditizio e il regalo più gradito da fare ad una persona cara, è proprio l’asciugamano.

…e per finire detta anche e Festa di Kalinnik

Pensavate che i nomi di questa festa fossero finiti? Noooo!. In Siberia, la festa del Salvatore delle noci è nota anche come Festa di Kalinnik (Калинник). Il nome deriva da kalina, viburno (калина), una sorta di bacca aspra e amara che matura proprio in questo periodo dell’anno. Il viburno veniva messo a tavola in tante varianti, composte, marmellate e dolci.

La festa pagana legata alla bacca si era sovrapposta a quella religiosa che ricorda il martire Callinico (Kalinnik in russo). Egli non abiurò la fede cristiana e il governatore lo sottopose ad ogni tipo di tortura. Si racconta che fu obbligato a calzare scarpe con chiodi verticali e a correre per la città di Gangra (nell’attuale Turchia) dove alla fine fu bruciato vivo.

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