La Russia blocca il Nord Stream. Ma le motivazioni sono davvero chiare?

La Russia blocca il Nord Stream

Da oggi la Russia blocca il Nord Stream, la rotta del gas verso l’Europa

E’ tutta una questione di sanzioni

La Russia blocca il Nord Stream, la principale rotta (di proprietà Gazprom) che porta il gas russo all’Europa. Tutte le maggiori testate del mondo annunciano che da oggi, 11 luglio, e per i prossimi 10 giorni, le forniture di gas russo saranno interrotte per questioni di manutenzione.

Alla notizia entrano in allarme i Paesi europei che dipendono maggiormente dalla Russia per l’importazione di gas. Ma si tratta davvero di ritardi dovuti alla manutenzione?

foto di Siemens Pressebild – http://www.siemens.com/index.jsp?sdc_p=cfi1075924l0mno1104052ps5uz3&sdc_bcpath=1327899.s_5%2C%3A1176453.s_5%2C&sdc_sid=31766592256&, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=443357

La Russia afferma che la turbina necessaria al pompaggio del gas proviene dalla tedesca Siemens in Canada. Dal Canada, però, questa turbina tarda ad arrivare. L’indugio avrebbe già limitato di parecchio la fornitura del gas all’Europa, che si assesta all’attuale 40%.

La causa di tale diminuzione di fornitura pare che siano le sanzioni che il Canada ha applicato alla Federazione Russa già nel marzo di quest’anno. Il pericolo è che l’inasprimento di tali misure possano bloccare definitivamente l’invio alla Russia della turbina necessaria alla manutenzione: niente turbina alla Russia, niente gas all’Europa.

Ma siamo davvero sicuri che queste sanzioni stiano facendo male al Grande Orso bianco? Non ci stiamo forse dando la zappa sui piedi?

Certo, la Russia non potrà più esportare gas in Europa ma continuerà a farlo innanzitutto verso la Cina con cui ha stretto un accordo per aumentare la fornitura. La nuova intesa si chiama Power of Siberia 2, il nuovo gasdotto che la Gazprom ha deciso di costruire in tempi record, che attraverserà la Mongolia e che avrà una capacità annua di 50 miliardi di metri cubi.

La Russia blocca il Nord Stream: pericolosa alleanza con la Cina

Attualmente la Cina importa la quantità maggiore di gas dall’Australia che, però, fa parte del Quad, un’alleanza strategica non formale tra Stati Uniti, Australia, India e Giappone per contrastare l’affermazione economica della Cina nelle aree dell’Oceano Indiano e dell’Oceano Pacifico. Va da sé, che nell’attuale crisi mondiale, Russia e Cina abbiano tutto l’interesse a coalizzarsi contro l’Occidente, creando un circolo di fornitura e importazione energetica che lo escluda.

A rischio è, ovviamente, il nostro inverno. Il Ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, ha già annunciato che cercherà di arginare una potenziale spaccatura sociale in merito all’argomento e che verrà fatto tutto il possibile affinché il deficit di gas per l’inverno non si trasformi in un problema sociale da dover affrontare. 

Ma il sentore è che questo inverno non sarà affatto rose e fiori. Il prezzo del gas sta salendo alle stelle, inflazione e speculazione la fanno da padrone. E l’Italia che misure concrete ha ipotizzato dimettere in atto per prevenire una possibile crisi sociale?

E intanto, domani, a Chanty-Mansijsk, nella Siberia Occidentale, verranno annunciati i vincitori del Global Energy Prize 2022, il prestigioso premio russo a livello internazionale nel campo dell’industria energetica. Il Premio ha l’obiettivo di selezionare le ricerche scientifiche più straordinarie nel campo dell’energia con l’intento di promuovere maggiore efficienza e tutela ambientale per le fonti energetiche sulla Terra nell’interesse di tutta l’umanità.

Foto di copertina di Samuel Bailey (sam.bailus@gmail.com) – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=8454783

Fonti

https://www.agi.it/economia/news/2022-07-11/gas-chiuso-gasdotto-nord-stream-1-timori-in-europa-17395613/

https://tass.ru/ekonomika/15181037

https://kmetro0.it/2022/03/03/canada-sanzioni-economiche-contro-la-russia-nel-settore-energetico/https://www.rainews.it/articoli/2022/03/gas-la-russia-guarda-alla-cina-come-alternativa-alleuropa–660227b7-36e2-424c-b8ac-4007b06fe334.html

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