Jan Karski. Una missione per l’umanità

Jan Karski.Una missione per l’umanità

Jan Karski. Una missione per l’umanità è la mostra fotografica sull’uomo che scoprì l’Olocausto e a cui nessuno dette retta.

Chi era Jan Karski

Jan Karski era un partigiano polacco che scoprì i campi di concentramento nazisti, si infiltrò nel ghetto di Varsavia, raccolse le prove e le riportò al ministro degli esteri inglese e al presidente Roosevelt, ma entrambi non gli credettero… Jan Karski doveva fare rapporto agli Alleati sulla situazione della Polonia occupata dai nazisti. Presentò il suo rapporto anche a giornalisti, politici e vescovi, ma tutti continuavano a non credergli…

Jan Karski era un impiegato polacco e lavorava al ministero per gli affari esteri. Poi, un bel giorno, nel 1939 i russi lo catturarono, lo fecero prigioniero e lo consegnarono ai nazisti. Per fortuna, durante un trasferimento riuscì a scappare e a rifugiarsi a Varsavia. Qui si unì alla Resistenza ma quasi tutti i suoi amici vennero fucilati dai russi. Catturato e torturato dalla Gestapo, Jan Karski per paura di non sopportare il dolore e rivelare informazioni, tentò il suicidio tagliandosi le vene, ma la resistenza lo intercettò e lo salvò. Da quel momento cominciò la sua vita come attivista partigiano, divenne informatore per il governo polacco in esilio in Francia, iniziò a fare da spola da un luogo ad un altro con missioni diplomatiche in Gran Bretagna e Stati uniti. La situazione degli ebrei nei campi di sterminio in Polonia documentata con i microfilm che Jan Karski portò ai potenti della terra, non venne presa in considerazione. Jan Karski era furioso con Roosevelt e Churchill…

Il Giardino dei giusti di Milano

Nel 1944 Jan Karski scrisse La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto. Nel 1982 è stato riconosciuto Giusto tra le nazioni e ora una pietra commemorativa al Giardino dei Giusti di Milano ricorda l’enorme valore dell’attività clandestina di Jan Karski. Il Giardino dei Giusti è nato nel 2003 ed è un luogo riservato alla memoria dei giusti, cioè di coloro che hanno aiutato le vittime delle persecuzioni di tutto il mondo. Una pietra circolare posta nel Giardino ricorda così Jan Karski:

Jan Karski messaggero della resistenza polacca ha informato il mondo della Shoah e chiesto invano ai grandi della terra di salvare gli ebrei

Jan Karski. Una missione per l’umanità

La mostra, visibile alla Biblioteca Casa della Memoria e della Storia fino al 27 febbraio, è stata organizzata dall’Istituto polacco di Roma in collaborazione con le autorità cittadine. L’esposizione raccoglie fotografie, documenti e appunti che contribuiscono a ricostruire la storia di un uomo si è sentito sconfitto nella sua missione, che non è stato supportato da chi poteva mettere fine al massacro.

Chiudo questo breve excursus su Jan Karski con un profondo amaro in bocca, ma innanzitutto con tanta rabbia quando sento parlare di negazionismo. E’ ovvio che non si può negare l’evidenza e allora penso che quando la si nega a è solo e unicamente perché sotto c’è dell’altro. Quando nel 1943 Jan Karski incontra il segretario di stato inglese Anthony Eden con una richiesta disperata di aiuto per gli ebrei polacchi, il segretario gli risponde che l’Inghilterra ha già accolto 100 mila profughi e che non è possibile fare di più. Corsi e ricorsi storici, logiche di stato, necessità di contenere la popolazione nazionale etc.., sono troppi i motivi a sostegno del negazionismo e dell’immobilismo di fronte a certi drammi. Mi si arrovella il cervello, volto pagina, ma l’amaro in bocca lo sento più di prima.   

E’ possibile visitare la mostra dal lunedì al venerdi dalle 9.30 alle 20

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