Droga e alcool per sperimentare l’arte: i ritratti di Witkacy

Droga e alcool nei ritratti degli amici di Witkacy

I ritratti del Tipo C e D

Ritorna il nostro secondo appuntamento dedicato alla ritrattistica di Witkiewicz (Witkacy). Nel post precedente ho fatto una veloce introduzione sulla ritrattistica di questo straordinario artista polacco. Oggi, andremo ad esaminare insieme un gruppo di disegni che rompono i canoni della ritrattistica tradizionale e che ci trasportano nel mondo onirico e originale di Witcacy .

Come anticipato, Witcacy aveva creato una società che si occupava di realizzare e vendere ritratti. La ditta “S.I. Witkiewicz Portrait” però, aveva imposto delle regole ben precise tra cui la scelta preventiva del modello (Tipo) a cui si sarebbe dovuto attenere Witkacy. Come vedremo però, poteva capitare che la creatività dell’artista sconfinasse verso un Tipo diverso da quello scelto dal cliente, e allora Witkacy lo indicava diligentemente all’in terno del ritratto. Il cliente, non poteva rifiutarlo comunque!

Oggi analizzeremo i ritratti del Tipo C e D che sono diciamo così, irreali, onirici e, aggiungerei, allucinanti.  

Solitamente, i disegni appartenenti al Tipo C non erano venduti, bensì regalati agli amici. La particolarità dei ritratti consisteva nel fatto che venivano eseguiti durante feste e incontri e, quasi sempre sotto l’effetto di droghe o alcol. Il risultato del lavoro era quasi sempre un volto alterato e irriconoscibile, tuttavia poteva capitare che un effetto simile catturasse l’attenzione di qualche cliente. In quel caso Witkacy procedeva con l’esecuzione della copia, non garantendo al committente il risultato finale perchè la realizzazione non avveniva sotto l’effetto di droghe e alcool. Questo tipologia di ritratto rientrava nella categoria Tipo D.

Droga e alcool nei ritratti di Witkacy

Come abbiamo detto, il Tipo C comprendeva ritratti eseguiti durante i coca party, solitamente a casa dell’amico e dottore Theodor Białynicki-Birula.  Witkacy non era un cocainomane, non faceva uso regolare di droghe, ma le utilizzava occasionalmente per sperimentare l’effetto che queste sostanze avevano sul processo creativo. Durante una sola festa poteva realizzare fino a 12 ritratti che poi, puntualmente, regalava agli amici presenti. Scegliamo due ritratti di Maria Nawrocka ( la moglie del suo dentista di Zakopane), per capire la differenza tra il Tipo A e il Tipo C. In quest’ultimo caso è evidente che la ricerca dell’artista è tutta incentrata sulla sperimentazione perchè non è ravvisabile alcun tratto reale della signora Nawrocka. 

Un esempio del  Tipo D è  proprio un ritratto dell’amico Theodor Białynicki-Birula. Notiamo che tutto il disegno è un unico spazio di sperimentazione, non c’è distinzione tra soggetto e sfondo. E’ un tutt’uno di colori psicodelici.

Un altro elemento molto curioso che caratterizza la ritrattistica di Witcacy sono le annotazioni presenti nei suoi disegni. Si tratta di informazioni curiose legate alla modalità di esecuzione.  Witcacy era un uomo fuori dalle righe e non poteva certo limitarsi a datare e firmare i sui lavoro. Così a lavoro terminato, colui che riceveva il disegno, se lo ritrovava corredato di scritte e numeri. Witkacy in questi casi informava che durante l’esecuzione del ritratto era, ad esempio, sotto l’effetto della cocaina. Accanto alla scritta T.C che identificava il Tipo C, l’artista ad esempio aggiungeva CO (cocaina), oppure “ET” se aveva inalato viniletere, “P” se sotto l’effetto del peyote (un allucinogeno), dell’alcool (C) etc…

Seguiteci ancora e nei prossimi post parleremo degli altri Tipi di ritratti e di annotazioni che diligentemente Witkacy riportava nei suoi disegni.  

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