Crossing Carnevale di Guido Casaretto

Crossing Carnevale di Guido Casaretto

Tradizioni precristiane sarde nell’opera Crossing Carnevale di Guido Casaretto alla Casa di Goethe a Roma

Casa di Goethe a Roma

Crossing Carnevale di Guido Casaretto è l’opera realizzata dall’artista nel 2019, oggi in esposizione alla mostra Viaggio in Italia XXI presso la Casa di Goethe a Roma.

L’opera di Casaretto è un video di 15 minuti che l’artista ambienta nel lago salato di Tuz in Anatolia.

Casaretto si richiama a riti ancestrali che sembrano evocare anche scenari apocalittici in cui l’uomo si ritrova improvvisamente indietro di migliaia di anni. Crossing Carnevale di Guido Casaretto è un misto di Land Art e performance Art che fonde linguaggi artistici contemporanei e che riporta in vita i Mamuttones, un antichissimo rituale precristiano sardo.

I Mamuttones iniziano i primi giorni dell’anno e sono legati, come tutte le antiche tradizioni popolari, alla natura e al ciclo delle stagioni. Nel caso specifico, le danze e il frastuono dei  Mamuttones si legavano al rito della pioggia. 

Crossing Carnevale di Guido Casaretto

Strani personaggi si aggiravano per le strade della città, indossando pelli nere di capra, caricandosi le spalle con pesanti campanacci (fino a 100 chili!) e indossando una maschera nera di legno. Se ne andavano in giro agitandosi e danzando in modo scomposto per rendere il suono dei campanacci il più forte possibile. Il rumore di questi ultimi, infatti, infastidisce e mette in fuga i demoni e gli spiriti malvagi. 

I Mamuttones, inoltre, sono legati alle cerimonie del capro espiatorio, un rito antichissimo, praticato in tutto il mondo e anche molto crudele, perché in alcune civiltà il capro espiatorio, cioè il mezzo su cui far ricadere tutti i peccati della comunità, poteva essere, oltre ad un animale, anche un essere umano. Con il rumore dei campanacci quindi, si mandavano via gli spiriti maligni, si allontanavano i peccati e si dava inizio al nuovo, che coincideva con la nuova stagione, con il nuovo anno e con l’arrivo della primavera, il periodo di rinascita per eccellenza.

maschera sarda, Mamuttones (foto da Wikipedia)

Crossing Carnevale di Guido Casaretto riporta il visitatore ad un’epoca ancestrale, interpretando le migrazioni di simboli e rituali antichissimi praticati nel Mediterraneo. Nella sua opera passato e presente si mescolano, i confini si fondono creando un mondo quasi surreale, generativo di nuove combinazioni e suggestioni.  

Sull’origine della tradizione dei Mamuttones, non essendoci fonti certe, gli studiosi fanno numerose ipotesi. Molti sostengono che gli indigeni dell’isola abbiano ideato questa tradizione per onorare gli animali da cui traevano le fonti del loro sostentamento come carne, latte, pellicce o lana. Secondo un’altra teoria, invece, queste cerimonie corrispondevano ai festeggiamenti dei pastori sardi in occasione della vittoria sui saraceni invasori.

Rituali romani e slavi

Mi solletica particolarmente un’ analogia che voglio riportare perché ci sono alcuni echi di un’antica tradizione romana che si avvicina per molti aspetti a quella dei Mamuttones. La cerimonia del capro espiatorio era molto simile a quella sarda, anche se praticata qualche mese dopo. Ogni anno, il 14 marzo, si portava in processione per le vie di Roma, un uomo ricoperto di pelle di capra scura che veniva prima bastonato e poi cacciato dalla città. Quest’uomo si chiamava Mamurio Veturio (Mamurio…Mamuttones, c’è assonanza) ossia il vecchio Marte, che prima di essere il dio della guerra era, presso i romani, il dio della vegetazione.

A questa divinità infatti, i romani si rivolgevano per la prosperità del grano, delle vigne e dei boschi.

Cito l’usanza romana, perché di fatto molto simile al costume slavo dell’ “espulsione della Morte”, la Maslenica, un’antico rituale che porta in processione nei villaggi un grande fantoccio di paglia. Gli antichi slavi ritenevano che il gelo fosse mandato sulla terra dalla Morena, la Matrona dell’inverno e della Morte. Nell’immaginario popolare, la divinità aveva le sembianze di una vecchia rugosa che, a febbraio, veniva bruciata su un rogo per simboleggiare la fine dell’inverno.

L. Slaeva, Addio alla settimana grassa, 2006 dal libro Le lacche russe, Jarkij Gorod 2007

Entrambe le tradizioni celebrano la fine della stagione invernale, caratterizzata da scarsi raccolte e malattie, ossia sventure per tutta la popolazione. Come il Mamurio Veturio romano carica su di sé tutte le sventure del villaggio allo stesso modo accade simbolicamente durante le processioni della Maslenica e durante i Mamuttones. Tutti scacciano il vecchio per far posto al nuovo.

Crossing Carnevale di Guido Casaretto

Dopo questa breve digressione, ritorno al bellissimo video dell’artista perché dall’opera trasuda una contaminazione di mondi e culture che caratterizzano anche la vita dell’artista. Guido Casaretto, infatti, è nato in Turchia, cresciuto in Grecia e in Italia e ora vive e lavora a Istanbul. I suoi antenati italiani partirono per l’Asia Minore durante l’Impero Ottomano ma a quella cultura non si sono mai uniformati, proprio come l’artista. Casaretto, infatti, ha studiato Belle Arti a Istanbul e a Bologna, ma nelle sue opere non prevale mai l’una o l’altra cultura, semmai richiami lontani ad entrambe, proprio come nel caso di Crossing Carnevale.

Crossing Carnevale di Guido Casaretto

L’opera è anche, idealmente un richiamo alle maschere del Carnevale romano che Goethe inserì nella seconda parte del Faust, pubblicata nel 1832. Quale migliore location quindi per ospitare Crossing Carnevale di Guido Casaretto se non la Casa di Goethe?

Guido Casaretto, classe 1981, vive e lavora a Istanbul. Ha presentato numerose mostre personali, ha partecipato a molte mostre collettive in Turchia e in Italia. Il suo lavoro è presente al MOCAK–Museum of Contemporary Art di Cracovia in Polonia, alla National Gallery of Victoria (Melbourn, in Australia) e in molte importanti collezioni private in Europa e Medio Oriente. 

Fonti:

Frazer G., il ramo d’oro, Bollati Boringhieri, 2012

https://en.mocak.pl/the-ghosts-of-matter

https://www.shmag.it/insardegna/folklore-tradizioni/05_03_2021/le-origini-misteriose-dei-mamuthones/

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