La bambola russa di Carnevale: lotta tra l’inverno e la primavera

bambola russa di carnevale
image_pdfApri come PDFimage_printStampa articolo

Lotta tra luce e ombre. La natura vuole esplodere, ma sembra che l’inverno abbia ancora la meglio, e allora costruiamo la bambola del Carnevale! Perché? Scopriamolo insieme!

La bambola di febbraio

La bambola russa di Carnevale era una tipica bambola popolare, realizzata dai contadini slavi a febbraio, proprio nel periodo di Carnevale (quest’anno invece cade a marzo). Quest’ultimo simboleggiava l’addio al freddo e l’inizio della primavera e, come tutte le feste, si trascorreva in compagnia. Ecco allora che i villaggi si animavano di un via vai festoso, le donne preparavano tavole imbandite per parenti o amici e si realizzavano amuleti

Gli antichi slavi, infatti, ritenevano che a febbraio l’inverno combattesse con la primavera. Le due stagioni si contendevano una sorta di porta, simbolo tra il mondo dei morti e il mondo dei vivi. L’inverno cercava di tirarla a sé, chiudendola, e la primavera cercava di aprirla, spalancandola, per far entrare il sole. Poiché febbraio è un mese di transizione, questa benedetta porta restava semi chiusa, si poteva intravvedere un po’ di luce da una fessura, un bagliore che la primavera riusciva ad imporre. Si era ancora in balia del freddo e delle tenebre, e gli antichi slavi pensavano che fosse necessario premunirsi di un buon amuleto contro le forze oscure e la natura, che minacciava ancora i campi e le case. Questo amuleto era proprio la bambola russa del Carnevale, la bambola Màslenica.   

Foto di Willgard Krause da Pixabay

Màslenica, grande e Màslenica piccola

L’arrivo della primavera era una vera e propria festa per tutti. L’inverno russo è molto rigido e gli abitanti dei villaggi soffrivano parecchio. Gli antichi slavi ritenevano che il gelo fosse mandato sulla terra dalla Morena, la Matrona dell’inverno e della Morte. Nell’immaginario popolare, la divinità aveva le sembianze di una vecchia rugosa che, a febbraio, veniva bruciata su un rogo per simboleggiare la fine dell’inverno. Immaginate una sorta di spaventapasseri in mezzo ai campi, alto quanto un uomo, completamente di paglia e a cui si dava fuoco. Questa era la bambola Màslenica, grande, portata in processione dalla gente nei villaggi e poi bruciata. La bambola Màslenica piccola invece, era la bambola-amuleto fatta in casa, realizzata per proteggere l’intera famiglia.   

La padrona di casa la preparava con la paglia qualche giorno prima della festa della Màslenica ed era considerata un vero e proprio talismano da mantenere in casa tutto l’anno. La vecchia bambola, cioè quella dell’anno precedente, veniva bruciata in un piccolo fuoco simbolico oppure lanciata nel fiume, perché il vecchio doveva far posto al nuovo!

Come tutti i talismani, anche la bambola russa del Carnevale doveva essere custodita bene e le si doveva riservare un posto speciale della casa. Solo così potevano essere allontanate avversità e sciagure! 

Foto di David Mark da Pixabay

La bambola russa di Carnevale: un’antica tradizione

Poiché tutte le bambole realizzate dagli slavi antichi erano considerate amuleti, si riteneva che se fossero stati usati ago e forbici, cioè oggetti di metallo, la bambola avrebbe perso il suo potere salvifico. La bambola, infatti, veniva sostanzialmente “assemblata” e l’utilizzo dell’ago e delle forbici era permesso solo per gli accessori. Il vestito e il copricapo dovevano essere cuciti prima e, solo in un secondo momento, potevano essere aggiunti alla bambola.

Una caratteristica della bambola russa del Carnevale rispetto alle altre era la testa. Poiché il fantoccio simboleggiava l’arrivo della primavera e delle belle giornate, la testa doveva avere la forma di un sole, con tante treccine a raggiera proprio per simboleggiare il dorato atro celeste.

Inoltre, poiché la bambola di Carnevale era comunque una rappresentazione in miniatura del grande spaventapasseri che si bruciava nel villaggio, doveva essere realizzata richiamando la Màslenica grande. Per farlo, molte donne utilizzavano un ramoscello attorno al quale attorcigliavano la paglia che poi veniva coperta con uno scampolo per fare la gonna.  

La classica bambola russa di Carnevale era alta circa 20-25 cm e i suoi “stracci” dovevano avere colori sgargianti come il rosso, il blu, l’arancio o il verde brillante. Ogni colore, però, aveva un suo significato, quindi, se c’era ad esempio in casa un malato oppure se si voleva semplicemente augurare buona salute a tutti i membri della famiglia, l’abito della bambola doveva essere necessariamente verde. Se, invece, ci si voleva proteggere da sfortuna e avversità, il colore d’obbligo era il rosso.

La bambola russa del Carnevale: dove e come

Una volta realizzata, la bambola doveva essere messa ben in vista e posizionata in un luogo “importante” della casa. Solitamente la si appoggiava in un ambiente a ridosso della porta di ingresso, così la vedevano tutti, chi entrava e chi usciva oppure nell’angolo più bello dell’izbà. Tuttavia, se si attendevano ospiti considerati invidiosi oppure che portavano sventure, allora la bambola veniva tolta e nascosta alla vista di presenze minacciose.

Una curiosità. Se la vostra bambola ha fatto “cilecca”, potete sempre sfogarvi. Mi spiego meglio. Se durante l’anno, nonostante la bambola russa protettrice, siete stati oggetto di sventura, anziché bruciarla o abbandonarla nel fiume come voleva la tradizione, potete vendicarvi, dando sfogo alla vostra rabbia. In che modo?  Picchiandola e infliggendole punizioni corporali, come se aveste davanti la causa dei vostri mali! A volte, la si riempiva anche di spilli! Vi ricorda qualcosa? A me sì:, i riti malefici tipici di alcune popolazioni africane (e non solo).

La settimana della Màslenica, inoltre, era dedicata anche alle giovani coppie e la bambola russa di Carnevale rivestiva un ruolo di primo piano durante gli incontri. In genere, la madre della futura sposa invitava il fidanzato di sua figlia in casa per augurare alla coppia salute e un futuro prospero. La padrona di casa preparava un buon pasto, ricco di bliny di ogni tipo, e poggiava la bambola russa di Carnevale sul davanzale della finestra. Tutta la famiglia, compresa la bambola, attendeva gli ospiti!

Foto di Яна Тикунова da Pixabay

Qualche giorno dopo venivano invitati anche i consuoceri, e se questi si presentavano alla porta con in mano una bambola di Carnevale, allora significava che anche loro avevano accettato e benedetto la giovane coppia!

Voglio chiudere il post con una leccornia. Vi ricordate come si preparano e cosa simboleggiano i bliny ? Ve l’ho raccontato qui, rinfrescatevi la memoria con una buona ricetta se vi va! I bliny sono una tipica frittella slava che si prepara in abbondanza proprio in questo periodo dell’anno. La sua forma è circolare, perché deve ricordare il sole, simbolo di vita e prosperità, proprio come il dio Jarilo, lo ricordate? Anche di lui ne abbiamo parlato qui.!

Se il post ti è piaciuto, metti “mi piace” sulla mia pagina facebook o “like” su questo articolo. Grazie!

Foto di copertina: L. Slaeva, Addio alla settimana grassa, 2006 dal libro Le lacche russe, Jarkij Gorod 2007

0 Comments

Leave A Comment

Your email address will not be published.

Translate »