Una nuova opera donata alla GNAMC: Waterbones di Loris Cecchini

In dialogo con la scultura italiana contemporanea
“Waterbones (the social diagram)”di Loris Cecchini è la scultura monumentale donata alla GNAMC (la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea) da parte dell’artista e che dal 12 dicembre 2025 entra a far parte della collezione permanente del museo. L’opera, parte della celebre serie “Ossa d’Acqua”, rappresenta un momento significativo nella carriera dell’artista per il suo carattere partecipativo e comunitario.
La scultura è stata realizzata insieme ai ragazzi del quartiere Barona di Milano, coinvolgendo oltre 600 beneficiari tra studenti, insegnanti, genitori, volontari e residenti. L’opera è stata esposta al Centro Sociale Barrio’s, avvicinando la comunità locale all’arte contemporanea tramite laboratori e attività educative.
La scultura è collocata alla GNAMC in Sala Consagra, in dialogo con maestri come Sergio Lombardo, Eliseo Mattiacci, Pietro Consagra e Francesco Lo Savio, rafforzando il legame tra innovazione e tradizione artistica.
Waterbones di Loris Cecchini alla GNAMC

L’installazione, sospesa mediante cavi, è composta da quattro cluster di elementi in acciaio inox lucidati a specchio, avvitati e saldati tra loro. Questi cluster richiamano analogie tra strutture micro e macro cellulari, creando un dialogo visivo organico e suggestivo. Le sculture di Loris Cecchini si sviluppano nello spazio evocando forme fluide e dinamiche, ispirate alle strutture della natura e alle comunità umane. Le ramificazioni rizomatiche si propagano liberamente, senza gerarchie, riflettendo la complessità e la bellezza della diversità.
Loris Cecchini è un artista affascinato dalla natura e dalle sue strutture profonde: osserva il movimento dei liquidi, le forme vegetali e minerali, e li trasforma in arte attraverso un approccio che unisce scienza, tecnologia ed emozione.
Cecchini supera la superficie estetica, esplorando le strutture intime della materia, spesso con strumenti scientifici come il microscopio. La sua creatività si muove tra il naturale e l’artificiale, utilizzando software di progettazione tridimensionale per simulare processi morfologici naturali. Le sue opere non copiano la realtà visibile, ma si ispirano alle strutture molecolari e ai legami chimici, materializzando idee organiche in composizioni macro e micro. Il suo “naturalismo” è una ricerca poetica della complessità nascosta della materia, dove la tecnologia diventa alleata della natura.
Il “Museo Rigenera”
Waterbones di Loris Cecchini nasce da un progetto di arte partecipativa, realizzato con il sostegno di “Il Museo Rigenera”, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il Museo Rigenera è nato per sostenere la rigenerazione urbana a base culturale, favorendo la creazione di comunità e la trasformazione di spazi abbandonati”, dichiara Angelo Piero Cappello, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’opera diventa così metafora visiva delle interconnessioni umane, come sottolinea lo stesso Loris Cecchini.
La direttrice della GNAMC, Renata Cristina Mazzantini, sottolinea come l’iniziativa confermi la missione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea: promuovere la creatività contemporanea e la coesione sociale nelle periferie. Waterbones di Loris Cecchini alla GNAMC quindi, si inserisce nella politica di incremento delle collezioni con opere di artisti contemporanei, in linea con lo statuto originario della Galleria.












Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
0 Comments