La discesa verso i binari è un viaggio nel tempo: la nuova Metro Colosseo/Fori Imperiali

I ritrovamenti in bella mostra
La nuova Metro Colosseo/Fori Imperiali è davvero un viaggio nel tempo! Quattro livelli interrati e due dedicati alle meraviglie archeologiche ritrovate durante gli scavi. I resti di un articolato complesso di strutture comprese tra la prima età imperiale e la tarda antichità allieterà il passaggio di pendolari e turisti, a conferma ancora una volta che a Roma dove si scava si trova. E cosa si è trovato durante i lavori per la realizzazione della nuova fermata Colosseo/Fori Imperiali? Tantissima roba!

Iniziamo con ben 28 pozzi, una parte dei quali (sei) sono esposti appena si scende la prima scala mobile. Si tratta di pozzi utilizzati dagli abitanti della collina Velia per l’approvvigionamento quotidiano. I pozzi erano stati realizzati tra il V e il II sec. a.C e quelli esposti riportano ben visibili il rivestimento con lastre di tufo dove è possibile notare anche la rientranza utilizzata per poggiare i piedi durante le fasi di costruzione o manutenzione [FIG.1] .
La brocca presente nella teca alle vostre spalle era utilizzata per tirare su l’acqua e gli archeologi l’hanno ritrovata sul fondo; spesso, infatti, le corde si spezzavano e le brocche cadevano giù sul fondo.
Riti legati alle chiusure dei pozzi

L’ambiente della Metro, inoltre, è ricco di teche con oggetti votivi per riti diversi. Sono esposte lucerne, bruciaprofumi, brocchette, contenitori in ceramica e statuette.
Nel corso dei secoli, attorno ai pozzi, venivano gettate offerte (monete, oggetti in legno, contenitori, scatoline ecc…)[FIG.2] a conferma dell’importanza che l’acqua rivestiva per le comunità. Cerimonie religiose e rituali scandivano il rapporto tra la popolazione e questi pozzi che venivano onorati in occasione delle loro chiusure. E’ sconcertante scoprire che in tantissimi di questi pozzi la maggior parte dei resti rinvenuti appartenevano ad animali. Questo tipo di offerte rimandava al mondo degli inferi e ai rituali legati alla ciclicità della natura. Durante gli scavi sono stati rinvenuti, in ottime condizioni, resti di capre, galline, pecore, un suino e finanche una mandibola di cane.
Il ritrovamento è di per sé eccezionale; gli archeologi hanno confermato che i resti degli animali risalgono a periodi lontanissimi gli uni dagli altri. Le diverse stratificazioni vanno dal IV al I sec. a.C. e la mascella del piccolo cane appartiene allo strato più antico.
La nuova Metro Colosseo/Fori Imperiali
Ma le sorprese non finiscono qui, perché sono state portate alla luce anche ossa umane che si fanno risalire al VI sec. a.C e che identificano un ragazzo di circa 17 anni gravemente malato e sepolto sulla Velia [FIG.4].
Un altro reperto di eccezionale bellezza è la parte di un quartiero abitativo. Siamo nel periodo della Repubblica e le case, molto vicine le une alle altre, condividevano il pozzo per l’acqua. Al centro di uno spazio è possibile un elemento circolare in muratura che molto probabilmente era il sostegno per un braciere [FIG.3]. Lo spazio attiguo, invece, era stato trasformato dai proprietari dell’abitazione in una sorta di bagno con scale di accesso.

Potete ammirare questa struttura al piano inferiore della Metro Colosseo/Fori Imperiali. Tutto il quartiere di cui faceva parte l’abitazione in questione fu distrutto a causa dell’incendio che divampò a Roma sotto l’imperatore Nerone nel 64 d.C.
Questa porzione di edificio, denominati Edificio 1 ed Edificio 2, sono stati esplorati solo parzialmente ma sono comunque una grande testimonianza dell’assetto residenziale alle pendici del collo Oppio.
E poi troverete capitelli corinzi, un sarcofago, statue, e tanto altro. Insomma, non potete assolutamente perdervi questa scoperta nel cuore di Roma. La nuova la nuova Metro Colosseo/Fori Imperiali è una tappa obbligatoria!
Foto di copertina: Brocca in lamina di bronzo usata per attingere l’acqua dal pozzo circa 2300 anni fa




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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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