Teatro di Marcello: la peste e un drago spaventoso

Teatro Marcello drago peste

Un luogo magico

Cosa c’entra il Teatro Marcello con un drago e la peste? Come tutti i grandi monumenti di Roma, anche questo è circondato da storie, leggende e curiosità. Ma andiamo con ordine.

Il Teatro di Marcello a Roma è il tipico esempio di teatro romano. Formato da una salda unità architettonica, la struttura poteva contenere fino a 15.000 spettatori.

Non c’è nulla da obiettare: il Colosseo è il Colosseo, è vero, ma ogni volta che mi soffermo ad ammirare il Teatro di Marcello ne resto sempre particolarmente affascinata.  Il movimento che crea il gioco delle strutture sovrapposte nel tempo lo rende unico.

Per apprezzarlo meglio, guardatelo da una certa distanza, magari a ridosso dell’entrata, su Via del Teatro di Marcello. Il contesto dei resti archeologici che lo circondano, fa poi il resto. Per quanto mi riguarda, la trovo una cartolina particolarmente suggestiva. 

La prima cosa che risalta all’occhio sono i colori. Le diverse strutture sovrapposte spaziano dal bianco del travertino dei primi due ordini architettonici fino al color mattone delle strutture laterali. Al tramonto, il luogo è magico.

La struttura

Originariamente, il Teatro era composto da una facciata con tre arcate. Oggi ne vediamo solo due, quelle bianche in travertino che partono dal basso. Il Teatro era alto circa 33 metri ed era composto da ben 41 arcate

Drago alato. Incisione tratta da Serpentum et Draconum Historia di Ulisse Aldovrandi (1640). Foto da Roma magica e misteriosa, 2006 Newton Compton editori

Chiudete gli occhi e immaginatevi un’enorme calca di persone a ridosso del Teatro che preme per entrare. Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze, perché i romani erano dei geni nelle costruzioni, e la calca si trasformava in un attimo in un gregge composto. 

Il flusso dei visitatori, infatti, era ben organizzato grazie a una serie di accessi con rampe, scale e gallerie che permettevano un’ordinata circolazione prima e dopo gli spettacoli. Come per il Colosseo, in meno di 20 minuti migliaia di persone erano fuori dalla struttura! 

Il Teatro fu voluto da Giulio Cesare, ma non si chiamava ancora Marcello. Il nome gli fu dato da Augusto, che completò la costruzione e la dedicò nell’ 11 a.C al nipote Marcello, morto prematuramente. Il Teatro poi fu restaurato da Vespasiano (seconda metà del Id sec. d.C.) e da Alessandro Severo (inizio del III sec. d.C).

Teatro Marcello: un drago e la peste

San Gregorio di Antonello da Messina, 1470. Foto di dominio pubblico

Esiste una storia che lega l’area del Teatro Marcello con castel Sant’Angelo e la peste. La leggenda parlava di un drago che in epoca medievale nuotava indisturbato nel Tevere, esattamente a metà strada tra il Teatro Marcello e il Tempio di Diana, terrorizzando gli abitanti. Nel 590 il Tevere straripò creando non pochi danni e mettendo in bella mostra la schiena del terribile drago che affiorava di tanto in tanto dalle acque. La leggenda narra che il mostro si dilettava ad alitare sugli abitanti esalazioni pestifere e che quelli colpiti di lì a poco si sarebbero ammalati di peste.  

La popolazione era stremata da questa infernale malattia che era arrivata dall’Egitto l’anno prima. Ad un certo punto, però, si intravide una luce… Questa, si narra, fu portata da papa San Gregorio I Magno, l’unico che fu in grado di sconfiggere il maledetto drago. I Draghi, essendo creature infernali, spesso e volentieri soccombevano davanti ai Papi o ai Santi. Anche questa creatura mostruosa morì appena si trovò dinnanzi Gregorio che recitava le sue preghiere. 

statua di San Michele Arcangelo sulla cima di Castel Sant’Angelo. Foto da Le strade di Roma, Newton Compton Editori, 1987

Il papa organizzò una processione in sette chiese a cui partecipò il clero e l’intera popolazione. Il corteo era diretto a San Pietro e portava l’immagine di Maria conservata in Santa Maria Maggiore. La leggenda narra che, a mano a mano che il corteo si avvicinava a San Pietro, l’aria diventava più fresca e più salubre. Ad un certo punto, arrivati al ponte che collegava la città al Mausoleo di Adriano, la gente vide scendere dal cielo una schiera di angeli che planava sulle loro teste e che poi avvolse il dipinto di Maria. Tutti videro sulla cima del castello adagiarsi placida la figura di San Michele Arcangelo mentre riponeva la spada nel fodero: la battaglia era finita, la peste era stata sconfitta!

Il Teatro Marcello, quindi, con la storia del drago e della peste, si conferma uno dei monumenti di Roma più ricchi di storie e leggende. Nei prossimi articoli vi svelerò altre curiosità interessanti su uno dei monumenti più visitati della città. 

Se il post ti è piaciuto, metti “mi piace” sulla mia pagina facebook e continua a seguire Sguardo Ad Est. Grazie!

Puoi trovarmi anche su:

0 Comments

Leave A Comment

You must be logged in to post a comment.

Translate »