“madonna libertà” di Daniele Dionisi

Recensione
“madonna libertà” di Daniele Dionisi edito da Biplane è il romanzo d’esordio dell’autore. Credo di non aver mai letto un libro così velocemente. E’ stato un romanzo inaspettato che mi ha lasciata completamente spiazzata. Probabilmente mi aspettavo altro. I temi trattati hanno calamitato la mia attenzione, così come i personaggi, tutti e nessuno escluso.
La densità delle figure che popolano il romanzo permette al lettore di fare un viaggio nei meandri nell’animo umano, tra gli scogli che tutti noi abbiamo affrontato nella vita: i conflitti generazionali, l’adolescenza, la maternità, la paternità, la mancanza d’affetto, il desiderio di libertà.
Ogni tematica è trattata con profondità e rispetto. Ogni dramma è un grande dramma, perché così è vissuto dai personaggi. Siamo tutti diversi e quello che è un dramma per me probabilmente non lo è per un altro. Mal l’autore non sta dalla parte di nessuno, fotografa e basta.
Sappiamo, però, che ad un argomento è particolarmente legato. Nell’intervista che mi ha rilasciato per Cinquecolonne Magazine , Daniele Dionisi ha detto che il tema che gli sta più a cuore è collegato alla maternità e alla paternità, e nel romanzo scoprirete perché.
Sinossi:
Siamo negli anni ’90 a Roma e due adolescenti Lucia (Luce) e Adamo Schuster (detto Mad) vivono un’intensa storia d’amore. Sono giovani ma sentono di appartenersi per l’eternità. Poi Luce scopre di aspettare un figlio e da quel momento in poi le loro vite si stravolgono. Troppo piccoli per scegliersi il proprio futuro e quello di una terza anima. C’è chi sceglie per loro, deviandone sentimenti e atteggiamenti, verso se stessi, gli altri e la vita in generale. Mad vivrà fino all’età adulta con un senso perenne di colpa nei confronti di Lucia. Lucia “stabilisce” che i sentimenti forti e i legami unici non fanno per lei. Si catapulta nel lavoro, sceglie di non avere figli e inizia una bella relazione, nella quale però non si dà completamente.

Poi, dopo 25 anni, le arriva un messaggio su Facebook. E’ Mad che si rifà vivo. Che vuole? Perché è riapparso nella sua vita? Come ha fatto a trovarla? Lei ora vive a Milano, ha la sua vita e non vuole che i ricordi affiorino per catapultarla in un passato doloroso. La curiosità, però, la fa da padrona, e alla fine decide di incontrare Mad a Roma. E’ agitata e confusa. Perché? Lo ama ancora? Ma no, è passato troppo tempo. E allora? E allora Mad ha bisogno di lei, la deve risarcire. Risarcire? Di cosa?
Mad è sempre stato un ribelle, un idealista, un anticonformista, un cavallo pazzo e solo con Luce (come la chiamava lui) riusciva ad essere pienamente se stesso, a trovare il suo rifugio, la sua luce appunto. Mad capisce che anche a distanza di 25 anni, la sua salvezza può essere ancora e solo lei.
E Luce? Accetterà e asseconderà Mad in questo ennesimo colpo di testa in cui vuole coinvolgerla? E lui come sta? com’è diventato? Sa che gli è successo qualcosa di grave e ha bisogno del suo aiuto. Ma se è successo a lui qualcosa di grave, perché deve risarcire lei?
Maternità e paternità in “madonna libertà” di Daniele Dionisi
Per fare la recensione non vi tolgo affatto il piacere della lettura, che certamente sarà veloce come è capitato a me, perché il libro si legge tutto d’un fiato. Vi racconterò, quindi, molto poco, se non quello che mi ha colpita.
La cosa che ho amato di più di tutto il romanzo è stata la capacità dell’autore di dipingere con estrema verità e delicatezza le debolezze e i desideri di una donna, Luce, la protagonista del romanzo. Non è facile immedesimarsi completamente nell’altro, specialmente se abbiamo a che fare con logiche e comportamenti che non ci appartengono e che sono peculiari dell’altro sesso. Ci vuole empatia e tanta. E Daniele Dionisi ha dimostrato di averne molta.
Inizialmente ho parlato di densità dei personaggi, ed è vero. Tutte le figure descritte dall’autore, anche se alcune non particolarmente simpatiche (pensiamo al padre di Mad ad esempio), ti lasciano comunque un segno, ti invitano a riflettere e a prendere consapevolezza che oggi, probabilmente più di ieri, non è facile essere genitori. E’ anche vero, però, che scegliere di diventare genitori non è solo un atto d’amore. E’ innanzitutto un atto di grande responsabilità, e un genitore distratto (come il padre di Mad e la madre svampita di Lucia) è un genitore “cieco” che cresce figli “ciechi”, tanto per riprendere le parole di Maria Pia Colella psicologa e psicoterapeutica (“Oggi assistiamo all’educazione di figli ciechi su se stessi perché educati da genitori ciechi su sé stessi e quindi su gli altri”).
Daniele Dionisi fotografa una realtà, quella della mia generazione (gli attuali quarantenni e cinquantenni), uomini e donne che non sono diventati genitori. Luce e Mad si troveranno difronte a tale realtà, faranno i conti con il loro passato e prenderanno decisioni…beh lascio a voi l’aggettivo migliore. Assurde? Inverosimili? Uniche? Giuste? Meravigliose? Coraggiose? Irresponsabili? Egoiste?
Tutte sono lecite. E’ la nostra storia personale che sceglie per noi. Mad e Lucia hanno scelto in base alla loro.
Chiuso con un’immagine del libro, una parentesi che non ha nulla a che fare con la storia, ma che mi è piaciuta tantissimo, che condivido pienamente e che mi ha trasmesso molta tenerezza :

Consiglio vivamente la lettura di questo bellissimo romanzo.
Buona lettura!
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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