L’angelo di Natale, la bambola russa di gennaio

L’angelo di Natale non è solo un giocattolo. Presso il popolo era simbolo di protezione e buon augurio per un nuovo anno di speranza e fiducia nel futuro.
La bambola: simbolo e giocattolo
L’Angelo di Natale è una bellissima bambola russa della tradizione popolare che si realizzava a gennaio, in prossimità delle feste natalizie.
Anche se abbiamo finito di mangiare a quattro palmenti da un pezzo (da noi si dice che l’Epifania tutte le feste porta via”) in realtà non è così per i cristiani ortodossi. Per questi, infatti, il clima natalizio è ancora vivo nell’atmosfera e negli animi, anche perché, l’Epifania ortodossa è terminata da poco rispetto alla nostra.
Ne approfitto allora per raccontarvi qualcosa dell’Angelo di Natale, una graziosissima bambola russa natalizia, che vi invito a fare con i vostri piccoli e che non necessariamente dovete appendere all’albero, perché, come vedremo, l’Angelo di Natale era considerato anche una bambola protettrice, e non solo a Natale! Io, ad esempio, ce l’ho appesa tutto l’anno alla maniglia del mio armadio, e poiché adoro le campanelle, al filo di juta ne ho aggiunte due in modo da deliziarmi con loro dolce tintinnio ogni volta che prendo un vestito.
Come tutte le bambole di pezza della tradizione popolare russa, anche l’Angelo di Natale è senza volto, ed era realizzato con pezzi di stoffa e materiali semplici, spesso di riciclo, che si potevano facilmente recuperare tra gli oggetti di casa. A parte la stoffa, moltissime bambole erano realizzate con rametti secchi, paglia, pannocchie di mais e canne. Quella che andava per la maggiore era la Striguška, una bambola realizzata alla meno peggio con fili d’erba (da strišennaja trava, erba tagliata). Le donne, infatti, quando dovevano andare nei campi, portavano con loro i bambini, e per impegnarli mentre loro lavoravano, facevano delle piccole bamboline con fili d’erba e ramoscelli.

Le caratteristiche dell’Angelo di Natale, la bambola russa di gennaio
L’Angelo di Natale, come tutte le bambole russe doveva essere realizzata rispettando determinati criteri, primo fra tutti il colore. La bambolina, infatti, doveva essere realizzata rigorosamente con stoffa bianca, simbolo degli angeli e della purezza. Solitamente, si utilizzavano canovacci, pezzi di tela, scampoli o vestiti che non si usavano più e poi si decoravano a piacere. Le bambole moderne invece, si allontanano un po’ dalla tradizione, perché vengono realizzate con stoffe più pregiate e riccamente decorate.
Le bambole più piccole adornavano la casa dei contadini russi (noi potremmo ad esempio appenderle all’albero di Natale, alle maniglie delle porte o ai pomelli di cassetti e cassettiere), quelle più grandi invece venivano regalate. Fin dai tempi più antichi, infatti, gli angeli sono simboli di protezione (pensiamo agli angeli custodi), pertanto il regalarli equivaleva ad un atto d’amore, un dono alla persona cara a protezione dalle disgrazie e dalle malattie. Quando si voleva proteggere un bimbo piccolo dagli spiriti maligni, ad esempio, l’Angelo di Natale veniva posto sopra la culla o sopra al letto.
Chi invece riceveva in dono l’Angelo del Natale, doveva esprimere un desiderio per il nuovo anno, desiderio che simboleggiava un atto propiziatorio verso un futuro di speranza e prosperità. Mi verrebbe da dire che per questo 2021 ci servirebbe una vagonata di Angeli di Natale!
Una cosa che non vi ho detto nel post precedente sulla bambola Filippovka è che le bambole non erano un oggetto solo femminile, ma anche maschile. I maschietti ci giocavano tanto quanto le femminucce, con la differenza che queste ultime lo facevano fino al matrimonio.
Le bambole erano anche simboli di prosperità, per cui gli adulti incoraggiavano i bambini a portarla sempre con sé e a giocarci spesso. Si riteneva, infatti, che se i bimbi ci avessero giocato molto, per la famiglia ci sarebbero stati molti profitti e benefici. Un bambino che giocava poco con il suo bambolotto e non si ne prendeva cura, destinava la famiglia ad un anno di sventure e patimenti.
E ora siete pronti per realizzare la bambola? Se volete, potete chiedermi il pdf con le istruzioni e conservarlo per l’anno prossimo! Scrivete a sguardoadestmyblog@gmail.com

Occorrente per l’Angelo di Natale, la bambola russa di gennaio
1 quadrato di stoffa bianca 20X20 cm (per il corpo)
1 quadrato di stoffa bianca oppure 2 strati di tulle bianco, giallo, argento o oro 20X20 cm (per le ali)
1 pallina di cotone idrofilo (oppure filtro per la cappa, fili spessi di lana) per fare la testa
Filo bianco
Filo oro o argento
Nastrini oro o argento per decorare la testa e il busto

Realizzazione dell’Angelo di Natale, la bambola russa di gennaio
Piegate il quadrato di stoffa bianca, unendo due angoli e formando un triangolo.

Preparate la vostra testa e inseritela all’interno del triangolo, giusto al centro.

Ora inserite l’ovatta nella stoffa dandole la forma di una testa e chiudetela con diversi giri di cotone bianco. Fate un nodino alla fine e passate alle braccia.

Come ho fatto io, sistemate la sagoma dell’angelo, aprendo bene le braccia e spianando la stoffa sul piano da lavoro (se necessario, stiratela prima di iniziare a fare la vostra bambola).

Passiamo adesso alle braccia. Con il cotone bianco o colorato (io ho utilizzato un filo di seta molto spesso color argento) formate le manine, cercando di far rientrare verso l’interno la stoffa all’altezza delle braccia in modo da non renderne visibile il taglio. Eventualmente, se la vostra stoffa è troppo scivolosa e non ve lo consente, chiudete la linea di stoffa lungo tutto il braccio con un po’ di colla a caldo.

Fate questa operazione su entrambe le braccia. Se le manine non vi piacciono, fate come nella foto e tagliate di netto la parte allungata.
Utilizzate ora il filo di cotone per stringere la vita. Fate tanti giri di cotone fino a quando la sagoma non vi soddisfa. Infine, decorate la testa con un nastrino color oro per fare l’aureola. A questo punto abbellite il corpo come preferite.

Io ho utilizzato un pezzo di pizzo, che ho avvolto attorno alle gambe e fissato indietro con una punta di colla a caldo. Per la cintura, invece, ho utilizzato un piccolo pezzettino di trina, anche questa chiusa dietro con la colla. Voi, per restare quanto più possibile fedeli alla tradizione, potete legare la trina in vita con un nodo e far scendere liberamente i lembi sul davanti (o indietro se preferite).
Passiamo alle ali. Come potete notare dalla foto, ho utilizzato del tulle giallo, ma potete usare anche un altro quadrato di stoffa identico a quello del corpo dell’Angelo di Natale. Piegatelo al centro e chiudetelo ben stretto con il filo di cotone. A questo punto dovete attaccarlo al corpo e per farlo vi servirà parecchio filo.

Appoggiate le ali dietro la schiena dell’angelo e passate il filo diagonalmente, prima dalla spalla destra alla vita sinistra facendo almeno 5 giri, poi ne fate altrettanti sotto al collo e poi passate dalla spalla sinistra al punto vita opposto, continuando sempre con almeno 5 giri. A questo punto chiudete con 5 giri solo in vita e terminate con un nodino.

Il vostro Angelo di Natale è terminato! Io l’ho decorato ulteriormente con del filo di juta lunghissimo che ho attorcigliato attorno al colo con 1 solo giro. Ho usato poi una estremità e ho legato le campanelle. Con l’altra estremità invece ho realizzato un piccolo cappio in modo da poter appendere dove voglio il mio Angelo di Natale, la bambola russa di gennaio!


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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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