La ragazza che vedeva nel buio di Nisini: il mistero si fa realtà tra solitudine e visioni dark

La ragazza che vedeva nel buio di Giorgio Nisini edito da Oligo è un racconto breve, fresco di stampa, che si colloca tra il mistero e la riflessione interiore, definito spesso come una moderna favola dark.
Ambientato nel suggestivo borgo di Civita di Bagnoregio, nel testo confluiscono atmosfere sospese, introspezione psicologica, e perché no, anche un certo brivido!
La trama ma senza spoilerare!

Il protagonista del romanzo di Giorgio Nisini, Helmut Frida, è uno scultore del legno che si è ritirato a vivere isolato in un affascinante borgo del Lazio. L’aspetto fisico di Helmut non viene quasi mai menzionato, ma grazie agli splendidi disegni di Luca Ralli, riusciamo a immaginare il personaggio e guardarlo negli occhi mentre segue con agitazione le improvvise apparizioni di una donna. I disegni in bianco e nero di Ralli, inoltre, contribuiscono ad amplificare l’atmosfera dark del racconto, rendendo più vivida di buio e mistero l’atmosfera che evoca la storia.
Helmut, infatti, una sera, nota una ragazza misteriosa che lo osserva dalla piazza sotto la sua finestra. E’ una figura enigmatica che scompare e riappare, instillando nel protagonista un dubbio atroce: le apparizioni sono frutto della sua immaginazione oppure sono reali?
L’incontro con la ragazza incrina il suo labile equilibrio, basato sul desiderio di solitudine, nell’illusione di essere felice senza il bisogno di nessuno. Da quel momento, Helmut inizierà ad avere alcuni contatti umani che gli consentiranno di percepire il mondo illusorio che si era costruito in maniera completamente diversa. Una vecchia che gli sussurra dalla finestra, Eva ( la titolare di un’osteria), e la misteriosa ragazza, daranno un forte input al suo cambiamento.
Le giornate di Helmut sono scandite da un’inconsueta mancanza creativa. Il ciocco di legno che nelle sue mani di solito prendeva forma per raccontare il mondo informatico e tecnologico, restava un pezzo di legno senz’anima. Poi il miracolo: tra le sue mani, dopo una settimana di lavoro, il ciocco si anima e…

I temi principali del libro
La ragazza che vedeva nel buio di Giorgio Nisini ha diversi livelli di lettura. A parte l’inquietante storia noir che attraversa tutto il libro, Nisini mette in evidenza il tema della solitudine. Helmut, infatti, non vive isolato solo fisicamente, ma anche emotivamente. Il libro in questo senso mostra come la solitudine per Helmut sia diventata quasi una “zona di comfort” da cui era difficile uscire.
Ampio spazio è dato anche al confine tra realtà e immaginazione. Il rincorrere la ragazza dai capelli rossi da parte di Helmut, genera continua ambiguità, creando una tensione costante nel lettore che, come Helmut, non capisce (se non alla fine) se la ragazza sia reale o frutto della sua immaginazione.
Un altro apetto interessante del libro è il contrasto buio/luce in relazione al passato e ai ricordi del protagonista. La presenza della ragazza, infatti porta alla luce ricordi e rimpianti, suggerendo che il vero “buio” non è quello della notte, ma quello interiore. Il ricordo della madre porterà alla luce fatti ed eventi passati che Helmut percepisce ancora vivi e dolorosi e che forse contribuiscono al suo “buio interiore”.
La ragazza che vedeva nel buio di Giorgio Nisini

La storia che narra l’autore è una lettura adatta a tutti, grazie allo stile semplice ma evocativo di Nisini in grado di catturare l’attenzione del lettore con immagini ipnotiche ed evocative. La storia scorre fluida, il linguaggio è essenziale ,ma nello stesso tempo suggestivo, in grado di creare immagini molto forti, soprattutto grazie alle descrizioni e all’ambientazione. A proposito di quest’ultima, Civita di Bagnoregio, di per sé già particolarmente affascinante, si carica di mistero e significato, diventando non solo lo sfondo della storia ma parte integrante di essa. Non a caso, il borgo è per sua natura isolato, il luogo ideale per ospitare Helmut, che è proprio alla ricerca di tranquillità e solitudine. Nello stesso tempo, però, il borgo si presta ad atmosfere sospese, noir e misteriose. Direi che Nisini non poteva scegliere luogo migliore per ambientare la sua storia dark!
Nel complesso, La ragazza che vedeva nel buio di Giorgio Nisini a mio avviso è una lettura piacevole e coinvolgente, con numerosi punti di forza, tra cui l’atmosfera suggestiva, l’approfondimento dei risvolti psicologici del protagonista, lo stile asciutto, il ritmo lento che permette agli eventi di sedimentare nell’inconscio del lettore e innanzitutto il finale, che apre a numerose chiavi di lettura personali.
Se il post ti è piaciuto, metti “mi piace” sulla mia pagina facebook e continua a seguire Sguardo Ad Est. Grazie!
Seguimi anche su:
- Instagram: https://www.instagram.com/sguardoadest/
- Twitter: https://twitter.com/Sguardoadest1
- Pinterest: https://www.pinterest.it/SguardoAdEst/_saved/
- Linkedin: https://www.linkedin.com/in/sguardo-ad-est-blog-47545b1ab/detail/recent-activity/
- Facebook: https://www.facebook.com/sguardoadest
- Facebook: https://www.facebook.com/duck.amelia
- YouTube. https://www.youtube.com/channel/UCRltYIZk55MiHbw45taqHhg
- Tik Tok: https://www.tiktok.com/@sguardo.ad.est
- Telegram: https://t.me/Sguardo_Ad_est









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
0 Comments