La fabbrica dei ritratti di Ignacy Witkiewicz – ultima parte

I ritratti più costosi realizzati da Witkiewicz erano quelli richiesti dalle donne…per le donne!

I ritratti di Witkiewicz (Tipi A e B)

Torna il nostro appuntamento con i ritratti di Ignacy Witkiewicz detto Witkacy. Nel post precedente abbiamo analizzato i ritratti del Tipo C e D, perché fanno parte di una ritrattistica fuori dal consueto, che non segue i canoni di quella tradizionale. Nel video all’interno dell’articolo vi ho mostrato alcuni esempi di ritratti “deliranti” perché realizzati da Witkiewicz sotto l’effetto di alcool e droga.

Tipo A, ritratto di Maria Nawrocka

Con oggi chiudiamo il nostro viaggio alla scoperta della ritrattistica di Witkiewicz, andando ad analizzare  ritratti decisamente più realistici, cioè ritratti nei quali si riconosce la persona disegnata. I ritratti di Tipo A erano di solito i più costosi e generalmente erano commissionati dalle donne o per le donne. L’artista restava quanto più possibile fedele al modello, ma lo sfondo poteva essere libero, spesso fantastico o con paesaggi naturali reali o immaginari.   

Un esempio del ritratto di Tipo A è quello di Maria Nawrocka, la moglie del suo dentista di Zakopane (città a sud della Polonia nella quale Witkacy visse per alcuni periodi della sua vita). Il ritratto della donna è molto aderente alla realtà, non ci sono deformazioni caricaturali nell’aspetto fisico e lo sfondo riprende elementi veri della natura (paesaggi e motivi floreali).

Esiste poi un tipo di ritratto che andava per la maggiore e che identifichiamo con il Tipo B. Tale tipologia era la più richiesta in quanto Witkacy vi sottolineava alcune caratteristiche fisiche del modello, e probabilmente questo aspetto piaceva particolarmente ai committenti.

Tipo B, ritratto di Maria Nawrocka

Se analizziamo ancora un disegno che ritrae Maria Nawrocka (Witkacy ne realizzò molti), vediamo che l’autore restava molto fedele al modello, ponendo tuttavia particolare attenzione allo sguardo, che forse l’artista trovava particolarmente interessante. Lo sfondo è astratto, ma a me piace immaginare che Witkacy abbia inserito qualche elemento naturale: io ci vedo un albero spoglio, qualche cima montuosa e dell’erba alta. Mi piace immaginare così le linee alle spalle della donna.

I ritratti di Witkiewicz  (Tipo E)

Analizziamo infine l’ultimo tipo, il Tipo E, che possiamo considerare una via di mezzo tra il Tipo A e il Tipo B. Vedremo quindi ritratti abbastanza realistici, ma con una libera interpretazione psicologica. Nella maggior parte dei ritratti del Tipo E sono ritratte donne (amiche o conoscenti di Witkiewicz) oppure bambine.  Vi consiglio di dare un’occhiata sul web perché troverete tantissimi ritratti appartenenti al Tipo E. Noterete un aspetto che a me piace particolarmente e cioè gli occhi. Witkacy dà sempre grande risalto agli occhi non solo delle donne, ma anche degli uomini. Sono sempre molto grandi e a mio avviso molto espressivi.

Tipo E, ritratto di Zofia Santariusowa

Nell’articolo precedente, ho detto che l’artista prima di iniziare il ritratto, stilava una sorta di contratto con il committente nel quale si stabiliva il Tipo a cui Witkacy si sarebbe dovuto attenere. Ma gli artisti si sa sono spiriti liberi e Witakacy era uno di questi. Quando l’estro  prendeva il sopravvento mettendo in discussione le stesse regole imposte dall’artista, allora venivano fuori lavori che presentavano un miscuglio di più Tipi. In questo caso, Witkacy, per non disorientare il suo cliente e non intaccare la professionalità del suo operato e della sua azienda, specificava sul ritratto i Tipi di riferimento (T.B + D + E).

Le annotazioni dei ritratti

A chiusura del post, vi do qualche altra informazione su quelle che nell’articolo precedente abbiamo definito come partiche molto curiose, ossia le annotazioni. Witkacy era molto scrupoloso e ci teneva particolarmente a sottolineare i momenti e i modi che caratterizzavano i suoi lavori. Pertanto, sui ritratti non solo lasciava traccia delle droghe utilizzate, ma anche di tutta un’altra serie di curiose abitudini. Se beveva caffè specificava “Cof”, se prendeva tè indicava “herb” (herbata in polacco), se aveva alzato il gomito con la birra scriveva “piwko” (birra in polacco), se invece era stato bravo e non aveva fumato specificava NP (Nie pałil in polacco) e se non aveva bevuto indicava “NΠ”.

Tipo E/D con annotazioni

Poiché Witkacy amava esagerare, non si fermava qui. Le sigle potevano anche essere seguite da numeri che indicavano i giorni di astinenza dal bere o dal fumare. Inoltre, Witcacy annotava anche situazioni particolari che valeva la pena evidenziare: “quasi al buio” indicato con la siglia “p.p.c” (prawie po ciemku in polacco) oppure fumare la pipa senza fare boccate con la sigla “FBZ” (fajka bez zaciągania się in polacco) etc..  Se non era estroso lui…

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