Il pergolato di Silvestro Lega e la depressione degli anni ‘70

Il pergolato è uno degli ultimi quadri “spensierati” di Silvestro Lega prima del grande cambiamento personale e artistico che travolse il pittore

Il pergolato di Silvestro Lega

Nei post precedenti vi ho omesso una serie di dettagli importanti sulla sua formazione artistica giovanile e su alcuni periodi decisivi della sua vita. E’ stata una scelta. Mi faceva piacere condividere con voi le sensazioni che mi ispirano tre quadri di Lega che sono peraltro i miei preferiti: Il canto dello stornello, la Visita e il Pergolato; di conseguenza, ho dovuto soprassedere su alcune informazioni riguardanti la sua vita. Rimedio cercando di darvi adesso qualche pillola di biografia mentre analizziamo il Pergolato (1868), attualmente alla Pinacoteca di Brera (Milano).

Cominciamo dal titolo, e diciamo che quello originale dato da Lega era Il dopo pranzo, successivamente rinominato il Pergolato.  Il 1868, l’anno di realizzazione del quadro, fu un periodo molto sereno per il Lega che coincise con la realizzazione di quadri di ispirazione purista orientati a idealizzare il mondo piccolo borghese. Il Pergolato, così come il canto dello stornello e la Visita (1868), è una vera e propria istantanea di vita. Qui Lega ritrae un momento meraviglioso della giornata, almeno per me che sono napoletana: il momento del caffè dopo pranzo (ecco perché il titolo originale del quadro era Il dopo pranzo). La domestica porta alle signore che chiacchierano sotto il pergolato una un bel bricco di caffè.

Silvestro Lega, La passeggiata in giardino,1864-1868

I soggetti raffigurati

Notate con quanta maestria Lega coglie gli atteggiamenti di tutte le figure ritratte: ai passi della domestica, si gira una delle donne, quella che le è più vicina; un’altra è in posizione rilassata con la mano sotto al mento intenta a guardare i capricci della bimba che la madre tira leggermente per il vestito. Tutto rappresenta un momento di pace e serenità inondato dalla luce pomeridiana del sole che allunga sulla pavimentazione irregolare le ombre dei soggetti raffigurati. Come nel Il Canto dello stornello (1867), anche nel Il pergolato Lega dà particolare risalto alla luce, elemento essenziale in tantissimi suoi dipinti e che egli ci ripropone in questo quadro in maniera mirabile.  

E poi, tutto intorno, l’immancabile campagna fiorentina, gioia della vista e dell’anima, elemento cardine di tutti i dipinti di questo periodo. Come abbiamo già detto negli articoli precedenti, gli anni che seguono il 1860 sono caratterizzati, stilisticamente parlando, dall’adesione di Lega al realismo dei macchiaioli. Tuttavia, il suo carattere (idealista e romantico) e la sua formazione purista (sotto l’ala del maestro Luigi Mussini) fanno sì che la sua pittura si discosti leggermente da quella dei macchiaioli, generando dipinti più originali e di grande valore stilistico.

La depressione degli anni ‘70

Il periodo felice trascorso a Pergentina cessò improvvisamente con una serie di lutti che colpirono il Lega, primo fra tutti quello di Virginia Batelli, la donna di cui si innamorò e che morì prematuramente nel 1869.

Iniziò così un nuovo periodo per il Lega, il secondo per la precisione, che va dal 1870 al 1880, un periodo di grandi cambiamenti non solo personali ma anche stilistici. Essendo l’arte espressione dell’anima per ogni artista, anche per il Lega i traumi subiti in questo periodo si riversano sul suo stile e sulle sue opere.

Tra i lutti di persone care subiti, tra cui quello dolorosissimo di Virginia, è da menzionare nel 1872 anche la morte di Mazzini di cui il Lega era un fervente sostenitore. L’anno dopo, il pittore realizzò Mazzini morente, un ritratto a mio avviso, molto suggestivo e dolce.

Silvestro Lega, Mazzini morente, 1873

L’angoscia e lo struggimento per queste morti cambiarono radicalmente il suo stile. Le pennellate diventarono febbrili e tormentate, quasi rabbiose. Lega iniziò a essere più sommario nelle caratterizzazioni degli ambienti e dei personaggi, abbandonò il dettaglio, e la macchia, espressione del suo istinto, ebbe il sopravvento. Un esempio è Bambine che fanno le signore (1872), tanto per riprendere un tema di vita quotidiano, ma lo sono anche una serie di paesaggi dipinti in quegli anni.  

Come se non bastasse, Lega tentò, senza fortuna, di avviare con l’amico Borrani una galleria d’arte specializzata per la pittura macchiaiola. Il fallimento del progetto lo porterà alla miseria, aumentando il senso di solitudine e sconforto…

Nel prossimo e ultimo post, affronteremo l’ultimo periodo della vita di Lega, caratterizzato da una grave malattia agli occhi che non limiterà affatto la sua pittura. Scopriremo insieme le capacità straordinarie di uno dei più importanti pittori del Verismo italiano.

Bambine che fanno le signore, Silvestro Lega_1869

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