Il Kisel’ e i “gelatinai” hanno qualcosa in comune? Scopriamolo!

Kisel'

Il Kisel’ è un’antica bevanda russa, che si preparava in casa e si vendeva nelle piazze delle grandi città. E i “gelatinai”? cosa c’entrano con il Kisel’?

Il Kisel’ di cereali

Del Kisel’ ne abbiamo già parlato in due ricette (Kisel’ di mele e Kisel’ di avena), però, poiché, ci sono tante informazioni curiose su questa antichissima bevanda, ho deciso di continuare il discorso con altri argomenti. Per chi non avesse letto i post precedenti, ricordo che il Kisel’ è una bevanda tipica della tradizione russa, conosciuta già nel Medioevo e molto amata dal popolo. Il Kisel’, anche oggi, si può preparare sia con la frutta sia con i cereali. Anticamente però, si preferivano i cereali, perché la pietanza risultava più sostanziosa anche in previsione dei giorni di digiuno religioso, quando era vietato mangiare carne.

Il nome della bevanda deriva dal russo kislyj (кислый) cioè acido, proprio perché il liquido era un prodotto della fermentazione (cereali spugnati nel latte), quindi particolarmente aspro.

Kisel’ di avena decorato con albicocche sciroppate (dessert)

Il Kisel’ a Mosca

I russi hanno sempre amato questa bevanda, e il grande consumo è provato anche dal fatto che nelle grandi città esisteva una vera e propria professione legata al Kisel’. Parliamo dei “gelatinai” (traduzione mia) cioè dei kisel’ščiki (кисельщики), ossia coloro che preparavano il Kisel’(specialmente di piselli) in determinate zone della città e poi lo rivendevano nelle maggiori piazze. A Mosca, per esempio, esisteva un quartiere dove lavoravano i “gelatinai” e che ancora oggi conserva il nome di questa antica attività. A nord della città, a 400 metri dall’Università MGU, infatti, esiste il Gran Viale Kisel’nyj (Большой Кисельный переулок) e, a qualche metro, il Piccolo Viale Kisel’nyj (Малый Кисельный переулок), che si trova a ridosso del vicolo Kisel’ny (Кисельный тупик). Parliamo quindi di un vero e proprio quartiere adibito alla preparazione del Kisel’!

Mosca, Piccolo Viale Kisel’nyj, 1926

Kisel’ con proverbi

Come ho detto,  il Kisel’ è una bevanda che risale al Medioevo, un periodo attanagliato da fame e carestie in quasi tutta Europa. Poiché c’era pochissimo da mangiare, quando i russi preparavano il Kisel’ di cereali, cercavano di sfruttare quanto più possibile il composto fermentato. Nella ricetta del Kisel’ di avena, vi ho mostrato che dopo aver pressato il composto di fiocchi di avena e pane di segale, questo va gettato.

Anticamente invece, si riutilizzava, rimettendolo più volte in ammollo con l’acqua, in modo da riciclare il cereale e il pane per un altro Kisel’. Da quel procedimento è nato il modo di dire russo sed’ maja voda na kisele (седьмая вода на киселе) letteralmente la settima acqua (versata) sul Kisel’ che possiamo tradurre con l’italiano “parente per parte di Adamo” ossia, parente lontanissimo. Questo modo di dire potete utilizzarlo per far comprendere al vostro interlocutore che quella cosa, “non ha niente a che vedere con l’originale” (che, detto alla napoletana, perché rende meglio l’idea, suonerebbe “è tutt natu fatt” ossia è tutta un’altra cosa!).

Come ho detto poc’anzi, il Kisel’ non è solo una bevanda. Infatti, se il composto, lo facciamo cuocere di più, otteniamo una pietanza corposa, una gelatina compatta e consistente. Condita con l’olio è un ottimo primo o secondo piatto, decorata con frutta fresca o sciroppata, è un delizioso dessert.

il Kisel’ l’antica saggezza popolare

La pietanza era quindi molto amata dal popolo che nella vita di tutti i giorni menzionava spesso questo piatto apparentemente semplice e di poche pretese. A tale proposito, mi piace ricordare alcuni proverbi che lo richiamano: “per il Kisel’ e per lo zar c’è sempre posto!” (Kiselju da carju vsegda mesto est, Киселю да царю всегда место есть) oppure “se il Kisel’ mangerai, la pancia non ti rovinerai (Киселем брюха не испортишь). Quest’ultimo proverbio è legato al fatto che il Kisel’, specialmente quello di avena, ora come allora, è molto usato per aumentare le difese immunitarie e per curare lo stomaco da ulcere e gastriti se preso a intervalli regolari. E la saggezza popolare con questo proverbio ce lo ricorda!

Mosca, Gran Viale Kisel’nyj

Pensate sia finita qui? Eh no. Avete mai sentito Moločnye reki i kisel’nye beregà? (молочные реки и кисельные берега?) Letteralmente significa fiumi di latte e sponde di gelatina. E’ un’espressione mutuata dal mondo fantastico delle fiabe, dove i fiumi di latte rappresentano un mondo di abbondanza fatto di piaceri e gioie. La frase possiamo dire che corrisponde al nostro italiano “Una vita spensierata e sicura”, dove le sponde di gelatina (kisel’) ci danno il senso figurato della protezione in qualcosa di morbido e accogliente, che tutela dagli “urti” della vita.

Stanchi? Troppe informazioni? Siamo quasi alla fine, un po’ di pazienza! Questa è divertente e quindi non posso non menzionarla: za sem’ verst kiselja chlebat’ (за семь верст киселя хлебать), che letteralmente traduciamo con “Per sette vestre di kisel’ da bere”. E’ una espressione ironica e molto antica che significa fare tanta strada per mangiare il kisel’, cioè qualcosa di poco consistente. Solitamente questa espressione si usa per indicare “andare tanto lontano per niente” (perché magari la stessa cosa la si può fare sul posto o più vicino)!

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