“Il cuore pieno di te” di Veronica Squeglia

Il sequel
“Il cuore pieno di te” di Veronica Squeglia edito da D’Amato Editore è l’ultimo libro dell’autrice casertana. Ancora una volta, Veronica ci appassiona con la storia della sua eroina, Celeste, protagonista del suo primo romanzo “Il mio noi”.
“Il cuore pieno di te” è il seguito del primo romanzo, che vede nuovamente l’eroina alle prese con il suo mondo interiore, con le sue fragilità ma anche con quella forza innata che ognuno di noi ha e che non sa di avere fino a quando non arriva il momento giusto. E per Celeste quel momento è arrivato. Un passato fatto di dolori e delusioni rischia di logorarle l’anima, di corrodere le sue forze vitali. E’ necessaria una svolta, ci si deve imporre un cambiamento. Riuscirà Celeste nel suo intento?

“Il cuore pieno di te” di Veronica Squeglia è un romanzo appassionante, che commuove e che fa riflettere. Molti lettori sicuramente si riconosceranno nel percorso dell’eroina che affronta sfide quotidiane come quelle che hanno combattuto molti di noi. Con uno stile accattivante e un linguaggio fluido e fresco, l’autrice entra nei nostri cuori e ci conquista.
Come di consueto, ringrazio Veronica per la bella intervista. Anche se ho cercato di tirare la corda, Veronica non ha spoilerato, quindi, poiché sono certa che vi ha incuriosito con le sue risposte, per saperne di più, dovete acquistare il libro! 😉
“Il cuore pieno di te” di Veronica Squeglia
Salve Veronica, “Il cuore pieno di te” è il suo secondo romanzo, il sequel di “il mio noi”. C’è un motivo particolare che l’ha spinta a continuare la storia della sua protagonista Celeste?
Buongiorno Francesca. Il motivo per cui ho deciso di scrivere il sequel del primo romanzo è semplice. Scrivo romanzi nello stesso modo in cui amo leggerli. Mi spiego meglio. Come lettrice prediligo testi in cui non vi è un finale definito, mi piace stimolare la fantasia. Quindi anche nel “Il mio Noi” il finale era aperto motivo per cui tanti lettori mi chiedevano di Claudio e Celeste; ho voluto accontentarli
Analizzando l’eroina del romanzo, possiamo anticipare ai lettori qual è la spinta emotiva che anima Celeste in questo nuovo romanzo e che le fa scegliere di abbandonare Firenze?

La voglia di ricominciare. Questo è un monito per le donne: non arrendersi. Anche quando sembra di aver toccato il fondo, bisogna trovare dentro di noi la spinta per riemergere.
A tal proposito nel libro ripropongo una frase della Marquez: “Le dissero. Non sarai in grado di sopportare l’uragano. E lei rispose: io sono l’uragano”
Celeste rappresenta la rinascita ed abbandonare Firenze, metaforicamente, raffigura il lasciarsi il passato alle spalle ed avere il coraggio di mettersi in gioco in una città totalmente diversa.
Il suo nuovo libro è ambientato a Napoli. Perché ha scelto questa città e non Caserta dove è nata?
E’ vero sono nata e risiedo tutt’ora a Caserta ma ho vissuto a Napoli per gran parte della mia vita.
Napoli è una città che si odia e si ama allo stesso tempo. E’ difficile ambientarsi, entrare a far parte di quel meccanismo, in quella giostra di profumi e colori, ma una volta che ne sei dentro ne diventi parte integrante e quando, come me, accade di andar via ti manca terribilmente. Mi son sentita napoletana per più di vent’anni. Ho voluto che “Il cuore pieno di te” fosse ambientato lì per riconoscenza verso una città che mi ha accolta e mai abbandonata.

Nel suo primo libro lei ha affrontato il tema delicato dell’infertilità. Nel “Il cuore pieno di te” c’è un altro argomento importante, anche di rilevanza sociale, che lei affronta e su cui vorrebbe che si soffermassero a riflettere i suoi lettori?
Viviamo in una società dove conta tanto l’estetica, l’immagine. Ci si sofferma poco sull’interiorità delle persone.
I social spingono i giovani verso modelli estetici a volte irrealizzabili e ciò produce insicurezza e frustrazione. Mesi fa ho scritto una frase, che ripeto spesso: “In un mondo di apparenza, siate realtà”. Realtà significa apprezzarci con i nostri difetti. Impariamo ad amarci perché i primi a doverlo fare siamo noi, poi gli altri.
Ci racconta qual è la parte del romanzo che, mentre scriveva, l‘ha coinvolta di più ?
In ogni romanzo vi è una parte di me. Non nascondo che mentre scrivo mi capita spesso di emozionarmi.
Non posso esprimermi tanto in relazione a questa domanda perché potrei spoilerare ma, mantenendomi vaga, posso dire che lo scrivere emozioni che non ho mai provato ma tanto desiderato ha fatto si che per un attimo, anche se in modo fantasioso, le vivessi.
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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