05 giugno Giornata mondiale dell’ambiente: una lettura sul tema

La Giornata mondiale dell’ambiente
La Giornata mondiale dell’ambiente si celebra il 05 giugno di ogni anno fin dal 1974, anno in cui venne istituito il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente.
In tutto il mondo la giornata si celebra con eventi, dibattiti e confronti per sensibilizzare tutti su un tema che ci riguarda in prima persona oggi e che interesserà i nostri figli domani.
Come in tutte le cose, ahimè, c’è grande strumentalizzazione, e attorno alla questione sono più quelli che lucrano fingendo un sincero interesse che quelli che si impegnano per generare valore attorno ad un tema allarmante.
Senza farsi divorare dall’ ecoansia (che è totalmente inutile, perché la questione è troppo complessa per essere risolta in un ventennio e non ci si può certo ammalare psicologicamente per questo) vi propongo un libro che mi ha turbata ma che mi ha anche aperto la mente a nuove riflessioni e consapevolezze sull’ambiente.

La regina indiscussa: la plastica
“Com’è profondo il mare” di Nicolò Carmineo edito da Chiarelettere è una lettura difficile da mandar giù, una finestra spietata su una situazione ormai oggettiva, nascosta ai nostri occhi, un pugno allo stomaco.
Sappiamo che la plastica è uno dei protagonisti della tragedia che viviamo, eppure non riusciamo proprio a farne a meno. E non fate finta di niente, nessuno di noi si prende la briga di andare a cercare un negozio che vende lo shampoo nella bottiglia di vetro (ma poi, esiste?) oppure il detersivo alla spina che costa il triplo di quello nella bottiglia di plastica; e una famiglia con bambini non si può certo permettere di inserire nel bilancio familiare spese così esose, e potrei continuare all’infinito.
E poi, diciamoci la verità, se iniziassimo tutti a comprare liquidi nel cartone o nel tetrapak, ad esempio, avremmo un’altra emergenza: le foreste. Per quanto si possa riciclare, questa attività da sola non riuscirebbe a soddisfare la domanda crescente. Ovviamente, sto banalizzando, l’argomento è ben più complesso, ed è globale, non lo dimentichiamo, perché, ci sono molti Paesi del Terzo Mondo che inquinano più di noi e il problema dell’ambiente non se lo creano minimamente (innanzitutto perché non sono strutturati e non hanno i mezzi per far fronte al problema) e hanno una popolazione tre volte quella europea…

“Com’è profondo il mare” di Nicolò Carmineo
Sono certa che molti di voi dopo la lettura del libro smetteranno di mangiare il pesce, o perlomeno, lo guarderanno con sospetto ogni volta che ce l’avranno nel piatto. E fate bene.
Nicolò Carmineo insegna Diritto della navigazione e dei trasporti all’Università di Bari e collabora con Limes, La Stampa, Il fatto Quotidiano, La Gazzetta del Mezzogiorno e la trasmissione Linea Blu.
“Com’è profondo il mare” è un libro inchiesta che si legge come un racconto.
Il testo si apre con la storia delle “isole di plastica”, tonnellate di plastica che favorite dalle correnti vorticose degli oceani si aggregano fino a formare gigantesche isole che si trovano nel Pacifico, nell’Oceano Indiano e nell’Atlantico. Non gioite, ce n’è anche per il Mediterraneo anche se non si parla di “isole”…
Specie aliene portate da questi ammassi giganteschi di plastica che si spostano continuamente trascinati dal vento e dalle correnti, minacciano l’intero ecosistema, come le note alghe killer che hanno invaso il Mediterraneo. Ma questa non è l’unica problematica connessa alla plastica. Essa viene deteriorata dal mare che, nel tempo, la tritura in pezzetti piccolissimi che i pesci e gli uccelli scambiano per plancton. Quest’ultimo è formato da esseri minuscoli, tra cui piccole meduse, gamberetti, larve, conchigliette e tanto altro.
La sua forza, come dice l’autore nel libro, è sempre stata l’ enorme quantità, tanto da riuscire a saziare persino le balene. Il problema è che tutte le creature marine che si cibano di plancton non riescono più a distinguere questi organismi dalla plastica, così questo prodotto entra a mano a mano nella catena alimentare raggiungendo quantità significative nei predatori più grandi come pesci spada, squali e tonni fino ad arrivare all’uomo, che di questi pesci si ciba.
Pesce sì, pesce no
La plastica è indistruttibile e molti degli oggetti che utilizziamo quotidianamente, come vestiti, alcuni dentifrici e cosmetici, non riescono ad essere trattenuti dagli impianti di depurazione e finiscono in mare. Li si vede solo al microscopio e ormai fanno parte del tessuto dei pesci. Il paragrafo Che nausea il pesce!lascia sgomenti.
Nuove mode alimentari come il sushi – ormai locali che lo vendono sono diffusi a ogni angolo come prima i fast food – hanno aumentato i nostri consumi settimanali di tonno crudo che è una delle specie a rischio insieme al pesce spada. Qualche anno fa fece far scalpore un’inchiesta del New York Times sui tonni serviti nei migliori ristoranti della Grande Mela: dalle analisi condotte il livello di metilmercurio risultò 5 volte superiore alla norma.
Com’è profondo il mare” di Nicolò Carmineo si legge tutto d’un fiato, come un vero thriller, dove le vittime, però, in questo caso, siamo noi.
Gli argomenti che tratta l’autore sono tantissimi, dalla varietà dei pesticidi al cancro indotto da queste sostanze, dalle esplosioni nucleari sperimentali negli oceani ai fiumi di plastica del Mediterraneo, dai batteri mangiaplastica alle norme sui rifiuti plastici (che ci sono, ma vengono ignorate in nome del vil danaro), dalle campagne di sensibilizzazione allo stomaco dei capodogli pieni di plastica e reti dal peso di 80 kg!
Questi sono solo alcuni degli argomenti interessantissimi trattati nel libro che ci obbligano a riflettere (senza ansia), sulle conseguenze dei nostri gesti quotidiani. Il libro vuole essere uno stimolo a un cambio di mentalità e cattive abitudini, perché se ognuno di noi facesse la propria parte (fatta bene) sarebbe già un gran risultato, ci sarebbero tonnellate di plastica in meno al minuto immesse nell’ ambiente ogni giorno.
Chiudo con un’amara considerazione presente in “Com’è profondo il mare” di Nicolò Carmine che, però, non deve scalfire affatto la nostra speranza e le buone pratiche quotidiane che possiamo mettere in campo apportando un fattivo cambiamento, anche se piccolo, ai numeri da capogiro presenti nel libro:

La Giornata mondiale dell’ambiente può essere un’opportunità per ascoltare dibattiti, informarsi e leggere; un modo per allargare le nostre conoscenze e avere maggiore consapevolezza sulle attuali (e future) problematiche ambientali.









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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