Beatrice Cenci di VilmaGaist

Beatrice Cenci di Vilma Gaist

Roma nel Cinquecento

Beatrice Cenci di Vilma Gaist è un ritratto intenso di passione e tragedia, un romanzo ambientato nella Roma del Cinquecento, ricco di fascino e pathos.

Il libro, edito da Giovane Holden Edizioni, è incentrato sulla vita e le vicende di Beatrice Cenci, giovane donna vittima delle violenze e dei soprusi del padre, il nobile Francesco. 

L’autrice non si limita a descrivere i fatti storici, ma indaga la personalità di Beatrice, figura di rara bellezza e sensibilità, ne scruta l’animo e ne intercetta le emozioni. Vilma Gaist ci guida al tragico epilogo della storia attraverso le dinamiche familiari e le passioni dei suoi protagonisti.

“Beatrice Cenci è una giovane donna realmente vissuta nella Roma del tardo Cinquecento e tristemente famosa per l’omicidio paterno -dichiara l’autrice- su di lei, sull’evento è stato scritto molto, romanzi drammatici, testi teatrali e crono storie. Ho deciso di dedicarmi a questo romanzo – continua- non tanto per la vicenda in sé, ma per dare risalto alla figura di Beatrice. Ho voluto dare una voce a questa donna esplorando i suoi sentimenti, i suoi pensieri e capire come la carenza affettiva, le vessazioni subite possono trasformare un animo gentile come il suo in una donna capace di un gesto tanto estremo”.

Come di consueto, ringrazio l’autrice per la bella intervista, che ci ha permsso di approfondire alcuni aspetti chiave del romanzo. 

Beatrice Cenci di Vilma Gaist

Salve Vilma, lei è nuova ai lettori di Sguardo ad Est. Ci racconta brevemente cosa fa nella vita e quali sono le sue passioni a parte, ovviamente, la scrittura?

Dopo anni di insegnamento, sono una pensionata che coltiva gli interessi di una vita come giust’appunto la scrittura. Ho iniziato nei primi anni Ottanta a dedicarmi alla narrativa scolastica realizzando antologie e romanzi per adolescenti con alcune case editrici, principalmente De Agostini, Garzanti, Edisco e Mondadori. Altri interessi che amo coltivare sono la lettura, l’arte e la ginnastica.

Nel suo libro lei narra le vicende di Beatrice Cenci. Perchè ha deciso di raccontare la sua storia? Cos’è che l’ha colpita al punto tale da dedicarle un libro?

Mi sono imbattuta, è proprio il caso di dire, in questa tragica vicenda da ragazzina trovando nella libreria di una parente il testo pregiatissimo di Domenico Guerrazzi. Ne rimasi ovviamente impressionata. Rileggendo in età adulta altri libri sulla storia di Beatrice ho provato una forte empatia per questa figura di donna al punto di sentire il bisogno di raccontarla scavando dentro il suo animo.  Beatrice Cenci era una dolce fanciulla che la crudeltà paterna ha reso un’assassina;  ecco a me interessava immaginare e descrivere i risvolti intimi di questo mutamento, gli stati d’animo, le  angosce e le pulsioni anche sentimentali di questa donna.

C’è un aspetto del carattere della sua eroina che l’affascina particolarmente?

La forza d’animo, la resilienza di fronte all’ evolversi  dei fatti, il coraggio delle proprie azioni.

Nel suo romanzo lei analizza anche la condizione della donna. Può dare al lettore qualche informazione in più per incuriosirlo? Quali sono gli aspetti su cui si sofferma maggiormente?

Fin dalle prime pagine il lettore può avere un quadro della condizione femminile nel Cinquecento, del resto non dissimile dal passato più lontano e, in alcuni casi, anche dai tempi recenti: la sottomissione delle fanciulle al padre, la rigida educazione, il rispetto ossessivo delle regole del viver sociale. Nella vicenda di Beatrice, però, ho evidenziato quanto lei, anziché figlia e ” persona”, fosse considerata dal padre un oggetto, anzi un” fastidio ” in alcuni casi, però, utile ad appagare il suo egoismo.

Lei ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Tra tutti i libri che ha scritto ce n’è qualcuno a cui è particolarmente legata? Se sì, perchè?

Prediligo la storia romanzata di Federico II di Svevia,”IL dente del lupo”.  Anche in questo romanzo mi sono appassionata al protagonista e mi è piaciuto raccontare, oltre alle sue azioni, soprattutto l’evolversi della sua personalità da ragazzino, costretto ben presto a guardarsi dai pericoli dei suoi avversari e rivali, a uomo forte e potente. Mi ha affascinato la sua volontà, il suo carattere forte e passionale, l’amore per l’arte e la cultura, il tentativo di mediare tra cristiani e musulmani.

Beatrice Cenci di Vilma Gaist è stato accolto con favore dalla critica, che ne ha elogiato l’accurata ricostruzione storica e la profonda analisi psicologica dei personaggi. 

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