L’antica Pasta e ceci alla romana: alici, rosmarino, salsa e aglio

Sperimentiamo il ritorno alle origini!
L’antica pasta e ceci alla romana ha poco a che vedere con quella che prepariamo oggi. Alcuni accorgimenti e ingredienti diversi conferiscono all’antica pasta e ceci alla romana un sapore decisamente più intenso e un colore più scuro. Merito delle alici salate e degli altri ingredienti che fanno parte di un piatto della tradizione romana amatissimo ancora oggi.
E sono proprio loro, le alici, a dare alla pietanza quel gusto particolare che distingue la variante romana da molte altre paste e ceci italiane. Le alici non devono dominare, ma agire come un’ombra avvolgente che dona al piatto gusto e profumo inconfondibile. Il segreto è quello di non far vedere l’alice. Deve sciogliersi nell’olio e lasciare solo il ricordo del mare, un sapore gustoso che sostiene i ceci senza coprirli.
La mitica Ada Boni ci ricorda, infatti, che la tradizionale pasta e ceci romana aveva un sapore deciso, era particolarmente calorica e facile da preparare. I ceci, economici, nutrienti e facilmente conservabili, sono stati per secoli una risorsa preziosa nelle cucine popolari. Erano già presenti nella cultura alimentare dell’antica Roma (li cita Orazio) ed erano molto apprezzati dai soldati e dai gladiatori per la loro carica energetica. Uniti alla pasta sono diventati un classico della tradizione romana, soprattutto nei giorni di magro e di vigilia.

Città che vai, preparazione che trovi
Come la maggior parte dei piatti della tradizione popolare, ognuno la faceva ( e la fa) a modo proprio. C’è chi preferisce la pasta e ceci un po’ brodosa, chi la prepara densa e cremosa e chi addirittura la ama con i ceci frullati. Anche il formato di pasta racconta la cucina di recupero: utilizzare pasta corta, mista o spezzata permetteva di non sprecare nulla. Inoltre, ora come allora, vale il mito del “giorno dopo”: molte famiglie sostengono che la pasta e ceci sia ancora più buona riscaldata. Una goccia d’acqua calda, un filo d’olio e un po’ di pazienza la riportano in vita! Nell’antica cucina romana era proprio così: il giorno dopo era da leccarsi letteralmente i baffi!
Di seguito, vi guido passo passo alla scoperta di un gusto antico, fatto di memorie familiari dove i legumi ricoprivano un ruolo importantissimo nella dieta povera della cucina domestica romana. Pronti?
L’antica Pasta e ceci alla romana
Ingredienti per 4 pax
- 350 gr di ceci secchi
- 1 cucchiaino di bicarbonato (facoltativo)
- 1 ramoscello di rosmarino
- Sale
- olio di oliva
- 1 spicchio di aglio grande
- 2 alici salate
- 1 cucchiaio di salsa di pomodoro
- 250 gr di cannolicchi e/o linguine spezzate
Preparazione
Mettete a bagno i ceci il giorno prima (con 1 cucchiaino di bicarbonato se non li digerite facilmente; il bicarbonato si usa per rendere la buccia molto più morbida).
Il giorno dopo sciacquate bene i ceci e metteteli in pentola con abbondante acqua, aggiungete sale fino (secondo il vostro gusto) e 1 ramoscello di rosmarino.

Personalmente, per i legumi utilizzo la pentola a pressione. Se la usate anche voi, dovete riempirla di acqua fino a coprirli tutti (vedete la foto) e lasciare cuocere i ceci 30 min dopo l’inizio del fischio.
Se invece utilizzate la casseruola, per le indicazioni di cottura dovete attenervi ai tempi indicati sulla confezione (solitamente 1 ora e 30 min), anche se, per esperienza, vi dico che è preferibile aggiungere ulteriori 10 min rispetto a quanto riportato sulla confezione.
Lavete bene le alici, spinate e fatte a pezzetti.

Prendete una casseruola e, regolandovi con un bicchiere, versate circa 1 dito e mezzo di olio extra vergine di oliva; aggiungete 1 aglio tritato finemente e le alici ben lavate, spinate e fatte a pezzetti.

Fate soffriggere il tutto per qualche minuto e poi aggiungete 1 cucchiaio di salsa di pomodoro (la passata è preferibile).

Diluite il tutto con un goccio di acqua dei ceci e lasciate cuocere ancora per qualche minuto.

Terminato il soffritto, aggiungete nella casseruola i ceci con l’acqua di cottura. Regolatevi ad occhio: se vedete che è tanta, lasciatene da parte una quantità perché potrebbe servirvi quando calate la pasta.

Togliete il rametto di rosmarino e portate il tutto a ebollizione. A bollore vivo, calate la pasta.
Tenete a mente che il piatto deve risultare cremoso, più tendente al denso.
Quando sarà cotta, servite con una leggera spruzzata di pepe!

Buon appetito
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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