Basilica di San Clemente a Roma: il viaggio sotterraneo più affascinante della Città Eterna

scavi archeologici Basilica di San Clemente

Gli scavi archeologici della Basilica di San Clemente a Roma sono stati una splendida scoperta. Dedicatevi del tempo per ammirarli perché l’esperienza è tutt’altro che breve. Rimarrete sconcertati dalla lunghezza del percorso e dalla quantità di meraviglie da ammirare. A pochi minuti dal Colosseo vi aspetta un viaggio verticale dentro il tempo, dove ogni discesa rivela un’epoca, una fede, un volto diverso di Roma. Il vostro viaggio inizia con la basilica medievale per scendere poi sotto alla basilica paleocristiana e concludersi ancora più in basso con un mitreo che racconta la stagione dei culti misterici.

Ingresso agli scavi

Gli scavi archeologici Basilica di San Clement: la scoperta che cambiò la storia della basilica

Per secoli si pensò che la chiesa visibile oggi fosse quella ricordata già nel IV secolo da parte di San Girolamo, che parlava dell’esistenza di una chiesa a Roma che preservava il ricordo di San Clemente. Poi, a metà Ottocento, gli scavi avviati da padre Joseph Mullooly cambiarono tutto. Sotto l’edificio attuale emerse, infatti, la basilica originaria, rivelando che la storia del complesso era molto più profonda e articolata di quanto si immaginasse.

Le fonti ufficiali della basilica ricordano come qui sia possibile leggere i diversi strati del passato di Roma in modo quasi fisico, passando da una chiesa all’altra e poi a spazi ancora più antichi, tra ambienti civili, luoghi di culto e resti di una città che continua a scorrere sotto i nostri piedi. 

La basilica inferiore e gli affreschi medievali

Abside originaria della basilica

Scendendo al livello inferiore entrerete in un’altra dimensione: gli scavi archeologici della basilica di San Clemente. La basilica paleocristiana del IV secolo conserva affreschi datati tra l’VIII e l’XI secolo, considerati tra i più importanti esempi di pittura medievale a Roma. 

Appena si scende, le pareti raccontano episodi di fede, miracoli, devozione popolare e memoria dei santi. Si incontrano un affresco del IX secolo raffigurante il Giudizio particolare [FIG.1](dove Gesù impartisce una benedizione a due figure inginocchiate, i santi Cirillo e Metodio, personaggi centrali per la tradizione cristiana europea), il Miracolo del Mar d’Azov, la traslazione delle reliquie di San Clemente, la Discesa agli inferi, oltre a immagini frammentarie ma ancora potentissime.

Sono opere che non chiedono di essere guardate in fretta ma, come dicevo inizialmente, chiedono tempo, silenzio e attenzione. Qui il visitatore percepisce in modo netto il passaggio tra le epoche: sopra il pieno Medioevo, sotto le tracce della cristianità delle origini.

Se la basilica superiore conquista con la luce e l’armonia, quella inferiore coinvolge per il senso di sospensione e intimità.

[FIG.1]

Tra gli elementi più affascinanti c’è anche un dettaglio che parla direttamente alla storia della lingua: uno degli affreschi dedicati a San Clemente conserva uno dei primissimi esempi noti di scrittura nel passaggio dal latino all’italiano. È uno di quei particolari che rendono gli scavi di San Clemente molto più di una meta artistica. 

Tra gli affreschi di rilievo vi segnalo certamente il Miracolo del Mar d’Azov e la Messa di San Clemente

Dal cristianesimo al culto di Mitra: il volto nascosto della città

Scendendo ancora, il paesaggio cambia completamente. Il visitatore entra in un’area del I secolo d.C. dove si incontrano resti di edifici e che, verso la fine del II secolo, venne trasformata per accogliere un mitreo, cioè un santuario dedicato al culto di Mitra.

Qui il fascino è immediato. Scoprirete il vestibolo, l’altare mitraico, la schola, il corridoio stretto che collega ambienti diversi e avrete immediatamente la percezione di uno spazio raccolto e quasi segreto. 

In pochi metri si percepisce il cambiamento di clima spirituale e culturale rispetto alla basilica soprastante. È come se si palesasse la convivenza e poi il passaggio tra mondi religiosi differenti: prima il culto misterico, poi l’affermazione del cristianesimo come religione ufficiale dell’Impero, infine la trasformazione di questi spazi in un nuovo momento architettonico.

Un punto di notevole interesse accanto al mitreo è un grande edificio rettangolare del I secolo, costruito in blocchi di tufo e organizzato attorno a un cortile centrale. La sua funzione non è definita con assoluta certezza, ma si ritiene che potesse avere un uso commerciale o industriale. Probabilmente era collegato alla Zecca dell’antica Roma e risale al regno di Vespasiano (67-79 d.C.). 

serie di stanze coollegate alla Zecca

Quel grande edificio è anche il fulcro materiale dell’intero complesso, perché su di esso poggiano in parte le strutture successive. 

In un panorama turistico dominato da itinerari spesso prevedibili, questi luoghi conservano il privilegio della sorpresa. È proprio la sua stratificazione a rendere gli scavi della Basilica di San Clemente un luogo unico, capace di appassionare tanto gli amanti dell’arte quanto i curiosi, i pellegrini e chi cerca una Roma meno scontata e fuori dai percorsi più battuti mordi e fuggi. 

FOTO DI COPERTINA: triclinio mitriaco

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