Alla scoperta della Basilica di San Clemente a Roma

Basilica di San Clemente a Roma

Se siete alla ricerca di un’esperienza affascinante, la Basilica di San Clemente a Roma è il posto giusto. Un luogo ricco di storia e leggende, vi accompagnerà in un viaggio “verticale” che dal Medioevo arriva fino all’antica Roma.   

E’ qui che eccezionali scavi archeologici ci evidenziano un tempo organizzato per strati, in cui rivivono diverse storie del passato. La Basilica attuale, quella paleocristiana sottostante e i livelli romani più antichi, infatti, formano un complesso unico, capace di unire fede, archeologia, arte e meraviglia.

La stratificazione urbana della città

Visitare la Basilica di San Clemente significa fare un viaggio in profondità, nel vero senso del termine. Sotto la Basilica del XII secolo, infatti, gli scavi archeologici svelano una chiesa del IV secolo con affreschi medievali di enorme valore e, ancora un livello più in basso, edifici del I secolo e un mitreo, testimonianza del culto di Mitra diffuso nell’età imperiale.

Questa struttura a livelli sovrapposti rende San Clemente uno dei luoghi più straordinari di Roma e ci permette di comprendere la stratificazione urbana della città.

Il viaggio che vi attende è emozionante, perché non vi limiterete solo ad osservare i reperti antichi.  In superficie, infatti, apprezzerete la basilica medievale, elegante e luminosa; più sotto l’atmosfera cambia, i corridoi si fanno più raccolti, le pareti conservano tracce di devozione antica e i resti archeologici trasformano la visita in una discesa nella memoria di Roma.

Lasciamo per un attimo gli scavi archeologici (di cui parleremo in un altro articolo) e restiamo in superficie. 

Il mosaico absidale: un capolavoro scintillante

[FIG.1], abside

Appena entrati nella basilica superiore, lo sguardo viene catturato dall’abside [FIG.1]. Oggi gli occhi si focalizzano lì perché tutto intorno è coperto dai lavori di restauro, ma anche in tempi normali l’abside avrebbe catturato comunque la vostra attenzione. Qui il grande mosaico del XII secolo domina lo spazio e racconta il trionfo della Croce attraverso tralci, figure, animali e scene che si intrecciano in una composizione di forte impatto visivo. Diciamo che il mosaico, insieme al pavimento cosmatesco e i marmi provenienti dalla chiesa sottostante sono gli elementi più affascinanti da apprezzare. 

Se riuscite a focalizzare la vostra attenzione sul mosaico, noterete che raffigura un folto cespuglio vegetale da cui si innalza la Croce affiancata dalla Madonna e da S. Giovanni Battista. In basso sono disseminati animali e piante. L’arco absidale, che oggi non si vede a causa dei lavori, è ornato da riquadri con scene bibliche e dai simboli degli Evangelisti

La domus ecclesiae di Clemente

La Basilica che state osservando è del XII sec. ed è stata innalzata, come dicevamo in precedenza parlando degli scavi archeologici, su una chiesa precedente, che risale alla fine del IV secolo e che, a sua volta, era stata costruita su un preesistente edificio del Il sec. d.C. Quest’ultimo era probabilmente la domus ecclesiae di Clemente, un liberto martirizzato sotto Diocleziano, (da qui il nome della chiesa). 

particolare del mosaico absidale

Le domus ecclesiae erano i luoghi di culto che i fedeli, nei primi secoli del Cristianesimo, usavano per riunirsi e quasi sempre coincidevano con le abitazioni private.

La Basilica che vediamo oggi fu eretta tra il 1099 e il 1118 quando la chiesa paleocristiana fu sepolta (a circa 5 m dal livello stradale). Il nuovo edificio è preceduto da un cortile daccesso che ricalcò grosso modo la planimetria della chiesa sottostante. Essa presenta una navata centrale affiancata da due navate laterali scandite da colonne antiche reimpiegate e che termina con l’abside di cui abbiamo già parlato. 

Le cappelle, la Schola Cantorum e altri tesori

Ciò che colpisce della basilica è la straordinaria ricchezza degli arredi e della decorazione interna, che rendono San Clemente una delle chiese medievali più affascinanti di Roma.

Nella navata centrale spicca la splendida Schola Cantorum [FIG.2], con i suoi amboni (struttura sopraelevata destinata alle letture), la cattedra e le recinzioni marmoree riccamente scolpite, realizzate in parte con elementi provenienti dalla chiesa più antica. A completare questo insieme di grande eleganza c’è il pavimento cosmatesco, che impreziosisce lo spazio con la sua trama geometrica raffinata e il candelabro del cero pasquale.

[FIG.2]

Anche le cappelle meritano una sosta attenta e tra le tante vi suggerisco di soffermarvi sulla  Cappella di Santa Caterina [Foto di copertina], celebre per gli affreschi attribuiti a Masolino da Panicale, considerati una delle testimonianze più affascinanti dei primi anni del Rinascimento a Roma. 

Cappella delle reliquie di San Cirillo

Soffermatevi anche sulla Cappella delle reliquie di San CirilloIl santo è sepolto qui per volere di Metodio, che chiese al papa la grazia di sepoltura del fratello nella stessa chiesa in cui erano presenti le spoglie di san Clemente, che Cirillo con grande ostinazione trovò e portò a Roma.

La Cappella fu realizzata tra il 1882 e il 1886 a spese di papa Leone XIII e delle nazioni slave per onorare la memoria dei santi Cirillo e Metodio. Inizialmente, si suppone, che reliquie di Cirillo stessero non lontane da quelle di San Clemente, poi, realizzata la Basilica superiore, furono portate qui. 

[FIG.3] Cappella di San Cirillo

Le reliquie di San Cirillo furono collocate sotto l’altare di questa cappella [FIG.3] nel 1963 da Papa Paolo VI.

Nell’abside è raffigurato Papa Leone XIlI che si inginocchia per presentare la Cappella a Cristo. Ai lati si trovano i santi Cirillo e Metodio.

Due grandi affreschi ornano le pareti laterali della cappella. Uno mostra i santi Cirillo e Metodio che presentano le loro ragioni a papa Adriano II per una liturgia in lingua volgare per i popoli slavi (parete destra); l’altro affresco (sulla parete sinistra) mostra il corteo funebre di San Cirillo verso la Basilica di San Clemente 

La Madonna sull’altare è un dipinto di G. B. Salvi da Sassoferrato (1605-1685).

In un panorama turistico dominato da itinerari spesso prevedibili, la Basilica di San Clemente a Roma conserva il privilegio della sorpresa. La sua forza non risiede soltanto nella somma delle opere e dei reperti archeologici che custodisce, ma soprattutto nella ricchezza narrativa che offre. Qui non vi potete certo annoiare, c’è tanto da leggere, guardare e imparare! 

Foto di copertina: Cappella di Santa Caterina

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