Casa Balla a Roma e altre case-museo raccontate su RaiPlay Sound

casa balla a Roma

Passione per le case museo

Casa Balla a Roma è raccontata, insieme ad altre case museo, su RaiPlay Sound nel Podcast Le stanze dei sogni. Un viaggio affascinante ed emozionante in 13 case museo di grandi artisti che ci spalancano un mondo legato non solo all’attività artistica dei protagonisti ma, innanzitutto, alla loro quotidianità. 

Un viaggio incredibile in cui ogni oggetto presente nelle case museo è legato al mondo intimo e personale dell’artista, ai suoi desideri e alle sue emozioni. 

Le stanze dei sogni è, quindi, un percorso tra immaginazione e realtà, che ci catapulta in uno spazio visionario in cui sentiamo vive le storie degli artisti e che, inevitabilmente, ci impone anche una riflessione sul futuro dei grandi musei. L’enorme affluenza di pubblico in queste piccole e raccolte abitazioni, dimostra che l’esperienza appassiona i visitatori. E’ il concentrato di umanità che fa la differenza, perché in questi spazi domestici, caratterizzati da piccole cose e da riti quotidiani, l’intimità arriva al cuore del pubblico, umanizzando l’esperienza museale. 

Spesso, invece, capita che l’impatto con l’arte nei grandi musei tenda a spersonalizzare l’esperienza. L’oggetto artistico (quadro, scultura e altro) non è un tutt’uno con il suo creatore. Tracce della sua vita e del suo vissuto vengono raramente raccontate, poco della sua intimità è portata alla luce.  La storia personale e familiare dell’artista, le sue emozioni, e quindi il nucleo che ha dato vita alla sua creatività e al suo immaginario artistico, è spesso trascurato.     

Il prossimo appuntamento

Le stanze dei sogni è un percorso che parte da Istambul e che attraversa tutta Italia alla scoperta di 13 case museo create in epoche diverse, dal Cinquecento fino a oggi. Il Podcast è un ciclo di 7 puntate ideato da Flaminia Gennari Santori in onda fino al 24 gennaio 2026, ogni sabato alle 22.30 all’interno di Radio3 Suite.

MILANO_Casa Boschi Di Stefano_Sala da pranzo, oggi Sala Corrente_Alle pareti dipinti di Giorgio Morandi, Filippo de Pisis_© Alberto Lagomaggiore (casa museo raccontata nella puntata “Le Stanze dei Sogni” del 10 gennaio 2026)

In ogni puntata si narrano 2 case museo create da artisti o collezionisti, tranne una che è opera di uno scrittore celebre e un’altra che è appartenuta a un misterioso falsario. In questi racconti arte, biografia e storia si intrecciano in modo inestricabile. 

Prossimo appuntamento il 17 gennaio a Torino dove verremo catapultati nelle case di due amici artisti, l’architetto Carlo Mollino e l’artista Carol Rama, figure emblematiche della scena culturale italiana del Novecento.

La casa museo di Giacomo Balla a Roma

La prima puntata ha raccontato la casa museo di Balla a Roma e Il Museo dell’Innocenza a Istanbul, che è la trasposizione fisica dell’omonimo romanzo pubblicato dallo scrittore turco Orhan Pamuk nel 2008.

Non mi soffermo a parlarvi del Museo dell’Innocenza a Istanbul perché vi invito ad ascoltare il Podcast e, invece, volo subito nella Città Eterna a via Oslavia 39 B. Siamo nel 1929 quando il pittore Giacomo Balla (1871-1958), insieme alla moglie e alle adorate figlie, Luce ed Elica, si trasferì nel quartiere Prati a Roma, al 4° piano di una palazzina popolare. In questo appartamento ci rimarranno tutti i membri della famiglia, fino alla morte (le figlie moriranno negli anni ’90).

La casa in cui si trasferì la famiglia Balla era una tipica casa borghese, perché priva della stanza per la domestica, ed era costituita da un salotto, 3 camere da letto, uno stanzino e un bagno. Il visitatore sulla soglia era accolto da un corridoio angusto e buio che attraversava tutta la casa.

Giacomo BALLA, Le frecce della vita, 1928 (Donazione di Luce ed Elica Balla alla galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Roma)

La famiglia visse in modo drammatico il trasferimento nel nuovo appartamento. Precedentemente, i Balla avevano vissuto per quasi 25 anni in un ex convento, con un ampio balcone che dava su Villa Borghese e che Giacomo ritrarrà in diversi lavori (la foto di copertina dell’articolo è un esempio: “Villa Borghese – Parco dei daini, 1910)

A un certo punto della sua vita, però, non avendo amicizie particolarmente influenti, Giacomo Balla dovette ripiegare in un piccolo appartamento che divenne casa e studio.  Nel salotto di Via Oslavia lavorerà fino alla fine dei suoi giorni.  Qui c’era il suo cavalletto e quello delle figlie. E qui dipingeva ritratti per portare avanti la famiglia.  

Benvenuti nella Casa di FuturBalla

Con l’aiuto delle figlie l’intero appartamento venne rivoluzionato. Non si poteva vivere in un luogo così anonimo e comune. Tutto venne stravolto e la targa di ottone alla porta d’ingresso ne doveva essere la testoimonianza: casa di FuturBalla

L’intero arredo venne ricoperto di pattern futuristi, trasformando l’appartamento in una vera e propria opera d’arte. Carte variopinte, colori sgargianti, lampade di carta velina, vernici cristalline, tutto doveva contribuire a rendere quel luogo ordinario un luogo speciale.

Le giornate erano scandite da sinergie creative: con l’aiuto della famiglia, Giacomo realizzava mobili, vestiti, lampade e tessuti. Gli oggetti di uso quotidiano vennero completamente stravolti e reinventati.  

Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all’invisibile, all’impalpabile, all’imponderabile, all’impercettibile. Troveremo degli equivalenti astratti di tutte le forme e di tutti gli elementi dell’universo, poi li combineremo insieme, secondo i capricci della nostra ispirazione, per formare dei complessi plastici che metteremo in moto.

(apertura del Manifesto del 1915 firmato da Balla e Depero).

Un modo completamente nuovo quindi di combinare arte ed esperienza, estetica e vita vissuta. Su questa scia nasceranno degli atelier dove i Futuristi venderanno oggetti per la vita di tutti i giorni, oggetti futuristi appunto. E casa Balla divenne uno di questi atelier, aperto al pubblico curioso e agli acquirenti. 

RIVOLI_Villa Cerruti, Raccontata nella puntata “Le Stanze dei Sogni” del 10 gennaio 2026

Artigianato di alto livello

Tra le mani di Balla il povero e ultramoderno si fondevano insieme per dare vita a un artigianato unico. I mobili costruiti da Giacomo erano realizzati senza chiodi, tutto a incastro, rimodulabili, freschi e nuovi nel design. 

Un elemento che regnava sovrano nella poetica futurista, e quindi nella casa della famiglia Balla, era il gioco. Un nuovo concetto di gioco, che implicava porte spalancate sull’immaginazione, animava anche casa Balla. Ecco allora che l’angusto corridoio venne trasformato e rivestito di sportelli, cassettini e panche sottili; dal soffitto pendevano lampade rivestite in plexiglass che moltiplicano le forme dipinte sulle superfici; lo sgabuzzino venne trasformato in un piccolo studio completamente ridipinto in rosso scuro con forme sinuose e accattivanti; non mancavano letti a incastro, maioliche dipinte per tutta la casa e lampade incantevoli. Tutto fu reinventato e camuffato, niente venne gettato e tutto fu riutilizzato. 

L’estro entrò a far parte della quotidianità e, ad esempio, per coprire i tubi degli impianti a vista, la famiglia Balla si inventò un sistema a pannelli mobili dipinti, riciclati da una scenografia che Giacomo aveva fatto nel 1907 per uno spettacolo di Stravinskij! 

Anche dopo la morte del padre, le figlie di Giacomo accolsero nella loro casa chiunque amasse l’arte, specialmente quella del padre. 

Casa Balla a Roma è stata riaperta nel 2021 ed è un vero e proprio luogo leggendario! Se non siete mai riusciti a vederla, provate a immaginarla con l’aiuto del bellissimo Podcast Le stanze dei sogni. Lasciatevi trasportare dalle parole dell’ideatrice Flaminia Gennari Santori e immergetevi nell’universo e nel quotidiano della famiglia Balla. 

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