Il Semenzaio di San Sisto e le opere di Michel Patrin

Visite guidate
Il 16 ottobre è stato l’ultimo giorno utile per visitare il Semenzaio di San Sisto, il pendio che collega il cuore del Celio con gli spazi di Villa Celimontana.
Attraverso il FAI è stato possibile visitare il suggestivo Semenzaio e le opere di restauro effettuate dalla Sopraintendenza capitolina con un investimento di circa 1 milione e 200 mila euro. La spesa ha permesso il restauro delle mura, interventi sulle fontane storiche e un rinvigorimento della vegetazione grazie a nuove piantumazioni.

Un percorso interessante accompagnato, però, da una cattiva comunicazione che ha disorientato i visitatori che nel fine settimana si aggiravano spaesati nel parco di Villa Celimontana alla ricerca delle opere appena restaurate.
Il restauro pubblicizzato dal Sindaco in pompa magna, in realtà, non è aperto al pubblico. Il Semenzaio di San Sisto, infatti, al momento è visitabile solo attraverso visite guidate organizzate dal Dipartimento Ambiente del Comune di Roma secondo uno specifico calendario, che è possibile consultare al seguente indirizzo: https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF744119
La riqualificazione del colle
Fin dai tempi dell’antica Roma, l’area della collina del Celio era una zona verde, ricca di boschi, querce e fonti d’acqua. La zona del colle era largamente utilizzata e valorizzata anche attraverso costruzioni di domus e templi, come quello al Divo Claudio, imperatore divinizzato dopo la sua morte.

Dal Medioevo in poi, e fino al Regno d’Italia, l’area venne abbandonata, diventando una zona disabitata in cui la natura faceva da padrona. Qui, spiccavano horti e vigneti, che incorniciavano di tanto in tanto resti antichi e qualche monastero o chiesa che puntellava l’area.
Una sorta di riqualificazione si ebbe solo a partire dagli anni ’20 del Novecento, interessando peraltro soltanto alcune aree del colle.
La zona resta ancora oggi un luogo suggestivo in cui apprezzare la natura; si passeggia tra i viottoli erbosi di Villa Celimontana, ammirando Palazzetto Mattei e i reperti di varie epoche.
Il Semenzaio di San Sisto
La visita guidata concessa al FAI dal Dipartimento Tutela Ambientale, ci ha permesso di apprezzare i punti più interessanti del Semenzaio di San Sisto, sede storica del Servizio Giardini (oggi Dipartimento Tutela Ambientale) e del Vivaio Comunale. Quest’ultimo è destinato alla coltivazione di piante che serviranno poi per adornare i parchi e i viali della città di Roma. Si tratta di un piccolo orto botanico che ospita numerose specie di piante provenienti da tutto il mondo.

L’area, un tempo di proprietà del Monastero Domenicano di San Sisto (da qui il nome), venne trasformata nell’Ottocento, in epoca napoleonica, in Semenzaio, con lo scopo di fornire piante alla Città Eterna. Oggi, il Semenzaio, provvede alle splendide azalee che ogni anno adornano la scalinata di Trinità dei Monti.

Lungo il percorso guidato si possono ammirare querce (olmi, lecci e roverelle), melograni e la bellissima Chorisia giapponese, un albero dalle caratteristiche particolari. La Chorisia, infatti, è una pianta, ma è da molti considerata un albero, in quanto in età adulta diventa robusta e arriva fino a 19 metri di altezza. Un’altra particolarità è il tronco, completamente ricoperto di spine! Chi ha usufruito della visita guidata di ottobre ne ha potuto apprezzare anche l’ultima fioritura, caratterizzata da fiori simili alle orchidee, con petali tra il rosa e il fucsia.
Durante la visita guidata, è possibile ammirare il “Giardino degli Agrumi” con 15 specie diverse, tra cui l’arancia amara, il cedro, il limone amalfitano e apprezzare una pianta secolare di limone.
La visita comprende anche il restauro di tre fontane storiche e la possibilità di ammirare nel giardino d’entrata le opere di arte contemporanea di diversi artisti, tra cui quelle dell’architetto Michel Patrin.
L’arte di Michel Patrin
L’opera dell’artista Patrin presente nel giardino d’entrata del Semenzaio, fa parte di un progetto più grande, “Cibo Condito ad Arte”, che nasce in occasione degli 80 anni della FAO. Il progetto ruota attorno al tema dell’alimentazione, con l’obiettivo di indurre a riflettere e sensibilizzare il pubblico.

Le opere sono esposte all’interno degli uffici dell’Assessorato all’Agricoltura, tranne alcune, tra cui quelle dell’artista Michel Patrin, che è possibile ammirare all’esterno.
Un totem di cristalli di vetro, luminoso e particolarmente evocativo fa bella mostra di sé nel giardino antistante gli uffici.
“Tu sei la vita e sempre sempre fuggi” è la frase che Patrin ha scelto per rappresentare la sua opera, che raffigura uno degli elementi naturali fondamentali per la vita sulla terra: l’acqua.
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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