Renzogallo al Mattatoio di Roma con “Oltre le ceneri” 

Renzogallo Mattatoio Roma_

Dal 9 giugno al 2 agosto 2026, Renzogallo è al Mattatoio di Roma – La Pelanda con la mostra RENZOGALLO. OLTRE LE CENERI, personale dell’artista a cura di Aldo Iori. Una mostra site specific che trasforma l’ex spazio industriale di Testaccio in un percorso fisico e mentale, dove ferro rosso, giornali verniciati, legno, tele e carte diventano materia viva.

foto di Alessandro Vasari

Una mostra pensata per la Galleria delle Vasche

Il progetto di Renzogallo nasce in dialogo serrato con il Mattatoio. Non si tratta di una semplice esposizione, dunque, ma di un organismo visivo che cresce dentro la memoria del luogo. 

L’opera principale è una sequenza di elementi in ferro rosso che attraversa lo spazio come una lunga architettura instabile, ma nello stesso tempo, compatta e aperta. Il visitatore si muove tra installazioni in legno e carta di giornale, dipinti su tela e tecniche miste su carta che compongono un racconto fatto di soglie, passaggi, pieni e vuoti.

Il rosso è il filo conduttore. Nelle intenzioni dell’artista il colore non è semplice elemento decorativo, ma energia, ferita, calore e possibilità di ripartenza. In Oltre le ceneri l’artista, infatti, affronta il tema delle macerie, reali e simboliche, mettendo in crisi le narrazioni dominanti e cercando nuovi orizzonti di senso dove tutto sembra già consumato.

RenzoGallo, Oltre le ceneri- foto di Alessandro Vasari

Renzogallo al Mattatoio di Roma: “Oltre le ceneri”

Il cuore della mostra è l’esperienza dell’attraversamento. Il visitatore non resta davanti all’opera, ma entra in un campo di tensioni, cambia passo, modifica la distanza, ricompone i rapporti tra ferro, luce, vasche e pareti. Le strutture rosse sembrano vertebre di un corpo più grande, mentre le carte di giornale verniciate introducono una riflessione sul modo in cui le immagini e le notizie costruiscono — o deformano — la realtà.

Il titolo Oltre le ceneri suggerisce una domanda molto attuale: cosa resta dopo la crisi di un racconto, di un luogo, di una forma? Renzogallo non offre una risposta consolatoria. Propone, piuttosto, una pratica dello sguardo: camminare dentro ciò che resta, riconoscerne la memoria e trasformarla in possibilità.

foto di Alessandro Vasari

Perché la scelta del Mattatoio 

Il Mattatoio di Roma, nel cuore di Testaccio, è uno dei più affascinanti esempi di archeologia industriale della Capitale. Costruito tra il 1888 e il 1891 su progetto di Gioacchino Ersoch, conserva ancora la forza monumentale dell’architettura produttiva di fine Ottocento. La Pelanda, circa 5.000 metri quadrati un tempo destinati alla lavorazione dei suini, è stata restaurata preservando manufatti, vasche, navate, ciminiera e strutture metalliche. 

La Galleria delle Vasche, in particolare, porta nello spazio espositivo una memoria concreta: superfici, tracce e proporzioni non sono sfondo, ma materia storica. Oggi il complesso è un polo dedicato all’arte contemporanea, alla ricerca e alla sperimentazione, con spazi attraversabili dal pubblico e adatti a installazioni, performance e linguaggi ibridi. 

RenzoGallo, Oltre le ceneri_foto di Alessandro Vasari

La poetica di Renzogallo: spazio, corpo e trasformazione

Alla base del linguaggio estetico di Renzogallo emerge una poetica fondata sul rapporto tra opera, ambiente e osservatore. L’artista lavora su sculture, quadri, disegni, progetti e opere ambientali dagli anni Settanta a oggi, sviluppando una ricerca che parte dalla superficie pittorica per espandersi nello spazio. La sua idea di monumentalità non coincide con l’imposizione, ma con la capacità dell’opera di attivare relazioni. Materiali come ferro, carta, legno, reti, argille e vetri diventano strumenti per costruire architetture visionarie, spesso attraversabili con lo sguardo e con il corpo. La mostra al Mattatoio conferma questa tensione: l’opera non occupa il luogo, lo ascolta e lo riaccende. 

Foto di Alessandro Vasari

Una biografia attraversata da pittura, architettura e paesaggio

Lorenzo Gallo (nome d’arte Renzogallo) nasce a Roma nel 1943 e si forma in un clima artistico ricco di aperture, tra il Liceo artistico di via Ripetta, l’Accademia e maestri come Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato, Afro e Gastone Novelli. La borsa di studio in Spagna, poi Barcellona e Parigi, gli offrono presto una prospettiva internazionale, nutrita anche da architettura, design e teatro d’avanguardia. Negli anni Settanta la pittura diventa per lui un campo di ricerca sullo spazio; poi arrivano installazioni e interventi ambientali. Opere come OdysseusMareViaggioUtopiaDiarioElogio della lentezza e L’ombra delle idee raccontano una pratica che accorpa pensiero, materia e luogo. Dal 1985 assume il nome Renzogallo e consolida una ricerca capace di misurarsi con musei, paesaggi e spazi pubblici.

foto di Alessandro Vasari

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