Perché una piramide nera nell’opera di Christian Boltanski?

piramide nera Christian Boltanski

Il tema della memoria ripercorre tutte le opere di Christian Boltanski, e la “La Terril Grand-Hornu” non fa eccezione

Il tema della memoria

La piramide nera di Christian Boltanski, “La Terril Grand-Hornu” (2015), è stata esposta alla Mostra Corpus Domini  a Palazzo Reale (Milano) con una menzione speciale. 

Christian Boltanski (artista francese) è scomparso da poco (1944-2021) all’età di 77 anni. Con lui se ne va uno dei massimi esponenti dell’arte contemporanea, molto apprezzato a livello internazionale. Un artista dotato di una profonda umanità e sensibilità, che fin dagli anni ’70 ha portato avanti una ricerca incentrata sul tema della memoria e gli orrori della guerra. 

Di questo artista straordinario ne ho già parlato in occasione della Mostra “The dark Side” (Roma, 2019) alla quale l’artista partecipò con l’opera Les Ephemeres (gli efemerotteri), un insetto che vive solo 24 ore. Il fil rouge che lega tutte le opere dell’artista è l’ossessione verso il pensiero della caducità della vita e la necessità di non lasciare nell’oblio fatti e persone.

Il padre di Christian Boltanski era ebreo e l’artista ha sempre sentito molto forte il tema della Shoah. In occasione della mostra Corpus Domini (Milano), l’artista ha presentato un’opera che porta spesso in giro per il mondo e che ci trasferisce un senso di angoscia, profondo dolore e rabbia. Parlo di  La Terril Grand-Hornu” (2015), una piramide di vestiti scuri accatastati, emblema di identità e dignità rubate. 

La piramide nera di Christian Boltanski: La Terril Grand-Hornu”

La piramide di vestiti scuri, neri come una macchia gigante che la persecuzione degli ebrei ha lasciato nella nostra storia, vuole essere un monito alle nuove generazioni e un ricordo di chi non c’è più. Christian Boltanski si è sempre battuto affinché la gente non dimentichi ciò che potrebbe compiersi nuovamente. La violenza è frutto esclusivo della crudeltà umana. L’uomo è umano e, potenzialmente, in grado di perpetrare atroci brutalità nel corso del tempo. Sta alla memoria ricordarlo.

Boltanski infatti, con le sue opere ricorda che la memoria di ciò che è successo è l’unico modo per evitare che possa succedere ancora, ed è anche l’unico modo per mantenere in vita il ricordo di chi ha subito un’atroce ingiustizia senza alcuna colpa.

Un’enorme piramide di vestiti neri accatastati l’uno sull’altro troneggia nefasta e angosciante in una stanza smaccatamente bianca del museo. L’angoscia che si percepisce guardandola è forte e ci rimanda a crimini che non dobbiamo assolutamente dimenticare.

L’opera è stata realizzata grazie al sostegno di Humana People to People Italia, organizzazione di cooperazione internazionale che finanzia progetti di sviluppo grazie alla raccolta degli abiti usati e che ha fornito gli abiti utilizzati per l’installazione. 

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