Oggi è l’anniversario della morte di Munch

Sera sulla via di Kar Johann, 1892

Oggi, 23 gennaio ricorre l’anniversario della morte di Munch, avvenuta ad Oslo nel 1944.

La visione tragica della vita

In occasione dell’anniversario della morte di questo straordinario artista, mentre Google celebra con un doodle il 70° anniversario della nascita di Luis Spinetta, io ho deciso di spendere due parole su alcuni temi della pittura di Munch.

Disperazione, Munch, 1892

Malattia e pazzia furono gli angeli custodi della mia culla. Parto da questa frase di Munch sulla sua infanzia per delineare brevemente il ritratto artistico di questo straordinario pittore. Come già anticipato in un altro articolo, la vita di Munch è segnata da una serie di fatti tragici accaduti alla sua famiglia e che ne segnarono profondamente l’infanzia. Munch perse il padre, la madre e le sorelle a causa di terribili malattie. Il padre, ossessionato dalla religione, morì per una forma galoppante di disagio mentale, così come una delle due sorelle di Munch. Dello stesso disagio psichico soffriva anche l’artista. Nel 1908 infatti, a causa di uno stile di vita sregolato, alcol, e insonnia e superlavoro, andò incontro ad una vera e propria crisi nervosa. Questo stato, nel quale ricadeva spesso, lo portò a non costruirsi mai una famiglia per paura di passare ai figli la malattia mentale e fisica eredita dai genitori (la madre e una delle sorelle morirono di tisi giovanissime.

La solitudine dell’uomo

L’Urlo, Munch, 1983

Nonostante oggi si ricordi l’anniversario della morte di Much, ho scelto di parlare della sua poetica perché il tema della solitudine, che ritorna spessissimo nelle sue opere, è invece oggi più che mai vivo, sopratutto tra le nuove generazioni. L’Urlo, la Sera sulla via Karl Johann (foto di copertina) e Angoscia, esprimono il disagio di Munch di fronte alla solitudine dell’ uomo all’interno della società. I volti della gente comune nei suoi dipinti sono volti allucinati, che non si scambiano sguardi con le altre persone. Nella foto di copertina, una semplice passeggiata per strada si trasforma in un corteo funebre, dove le persone sono vicinissime, ma in realtà lontanissime tra di loro. E nell’Urlo, l’uomo rimane solo più che mai.

malinconia, Munch, 1892

Much è stato un grande precursore dell’Espressionismo a cui egli non aderì mai, ma che è evidente nelle soluzioni tecniche che adotta per esprimere i temi legati alla sofferenza: aloni attorno alle teste rappresentano l’ansia, la follia ha sempre i toni del rosso specialmente nel cielo, la paura è fissata sulla tela con improvvise fughe prospettiche ben delineate e che richiamano staccionate, letti e ponti.

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