Muzeum Sztuki di Łόdź: il progetto pioneristico di Władysław Strzemiński

sala neoplastica del museo dell'arte di Łόdź

Il Muzeum Sztuki di Łόdź fu un’idea dell’artista Władysław Strzemiński, uno dei più importanti rappresentanti del costruttivismo polacco

Il Muzeum Sztuki di Łόdź e gli “artisti rivoluzionari”

Iniziamo col dire che il Muzeum Sztuki di Łόdź è stato uno dei primi musei di arte contemporanea al mondo. L’idea nacque da un gruppo di artisti d’avanguardia che alla fine del 1921 decise di riservare all’interno del neo museo municipale di Łόdź, uno spazio solo per le opere contemporanee. L’apertura del museo municipale fu un’iniziativa dell’autorità locale che ideò un luogo di aggregazione culturale dedicato ai lavoratori. Strzemiński e il suo gruppo colsero l’occasione al volo e diedero vita ad un progetto unico. Si facevano chiamare “a.r” acronimo di “artisti rivoluzionari”, artisti che volevano cambiare il mondo attraverso la fusione della sperimentazione formale e una radicale trasformazione sociale. Il gruppo era formato da uno manipolo di visionari: due poeti (Jan Brzękowski e Julian Przyboś), il pittore Henryk Stażewski, e l’artistaWładysław Strzemiński con la moglie Katarzyna Kobro.

Museo di Strzemiński, Accademia dell’Arte di Łόdź

Un’idea pioneristica quindi, che nelle intenzioni Strzemiński e della moglie Kobro (i veri ideatori del progetto) doveva essere uno spazio permanente, dedicato solo all’esposizione delle opere d’avanguardia. Il museo cominciò ben presto a raccogliere opere d’arte da tutta Europa con l’eccezionalità del fatto che gli oggetti d’arte non erano prestiti bensì donazioni. Fu un successo inaspettato. Grandi artisti dell’avanguardia di tutta Europa iniziarono a regalare al museo non solo le proprie opere ma intere collezioni. Le donazioni, grazie anche ad una straordinaria apertura da parte delle autorità, andarono avanti per anni fino agli anni Ottanta. In questo periodo, molti artisti donarono incondizionatamente, senza un tornaconto, anche per sostenere Solidarność.   

Un luogo di aggregazione

Il Muzeum Sztuki di Łόdź nelle intenzioni di Strzemiński, non doveva essere inteso come un luogo riservato agli addetti ai lavori. L’idea era quella di un luogo di partecipazione collettiva all’arte volta innanzitutto all’emancipazione, ingrediente fondamentale per contribuire a cambiare l’ordine sociale. Nel 1949, Strzemiński ebbe il compito di realizzare all’interno del museo una sala apposita per le opere di avanguardia che prese il nome di “sala neoplastica”(foto di copertina).

Dopo il 1949, con l’avvento del realismo socialista, la sala di Strzemiński fu distrutta e tutte le opere furono chiuse nei depositi. Fortunatamente, a metà degli anni Cinquanta, il Museo riaprì e le opere d’avanguardia vennero esposte nuovamente al pubblico. Poi, nel 1959 uno studente di Strzemiński decise di recuperare la sala del maestro e la ricostruì. Da allora, per mantenere l’antico legame con la storia, è rimasto uno spazio dedicato ad ospitare lavori di importanti artisti contemporanei. Oggi sono esposte le opere di autori come Daniel Buren e Liam Gillick (la cui collezione è attualmente al Museo Madre a Napoli).

YOU MIGHT ALSO LIKE

0 Comments

Leave A Comment

Your email address will not be published.