Krzysztof Bednarski e il valore della memoria con Erba, solo erba

Erba solo erba di Krzysztof Bednarski

Erba, solo erba dell’artista polacco Krzysztof Bednarski è un’opera che evoca la memoria storica e che l’artista dedica al poeta e amico romano Elio Fiore

Erba, solo erba di Krzysztof Bednarski

Filo spinato al posto dell’erba. Cassette di legno piene di torba allineate una di fianco all’altra. Fili di cotone rosso intenso infilati sulle estremità di 1800 metri di filo spinato verde che riempie le tombe/cassette. Lampade basse, che nel buio più totale, illuminano ciò che non bisogna dimenticare. Odore acre e pungente della torba per richiamare al cervello ciò che non deve più accadere.

Quest’opera mi ha particolarmente colpita, e sulla scia del giorno della memoria, mi sembrava interessante parlarvene. L’installazione di Krzysztof Bednarski evoca immediatamente nella mente dello spettatore la tragedia dei lager e l’importanza di mantenere sempre viva la memoria. Non c’è nessuna morale dietro quest’opera, nessuna voglia di indottrinare, c’è semplicemente una considerazione personale su un’immane tragedia che l’artista cerca di condividere con il pubblico attraverso un profondo percorso emozionale. La mente e i sensi sono sollecitati a reagire: il pungente odore della torba e la luce impongono allo spettatore una profonda riflessione, risvegliano la sua coscienze e lo inducono alla consapevolezza.

foto dal catalogo realizzato dall’Istituto polacco di Roma in occasione della mostra Erba, non solo erba (maggio -giugno 2004)

Krzysztof Bednarski, attraverso le sue opere, compie un viaggio emozionale con lo spettatore, lo accompagna a riscoprire i sensi, a ridare valore alla nostra fisicità in modo da entrare in contatto con l’universo e percepire la realtà in senso critico attraverso il nostro corpo. Oggi i nostri sensi sempre più spesso sollecitati da esperienze tecnologiche che relegano nel dimenticatoio le esperienze più vere cioè quelle tattili, olfattive e uditive.  Con le sue opere Bednarski impone allo spettatore di ritornare a primordiali esperienze per ritrovare la propria fisicità e quindi se stesso. Opera emblematica in questo senso è Moby Dick oggi nella collezione del Museo d’arte di Lodz.

Elio Fiore e il giorno della memoria

Ripeto, quest’opera mi ha particolarmente colpita, e sulla scia del giorno della memoria, mi sembrava importante parlarvene, e continuerò a farlo nei prossimo Post. L’installazione Erba, solo erba è stata presentata alla mostra organizzata dall’Istituto polacco di Roma nel 2004 e dedicata all’amico e poeta romano Elio Fiore.

Elio Fiore (1935-2002) è stato un poeta italiano che nelle sue poesie, delicate e dolorose, rievoca i momenti terribili della che aveva vissuto con sua madre durante la guerra. Il poeta si sentiva fortemente legato agli ebrei del ghetto che aveva assistito prima dell’avvio allo sterminio. Elio Fiore dedicò all’artista polacco i primi versi della poesia Portico d’Ottavia, ottobre 1988 e Krzysztof Bednarski gli dedicò nel 2004 la mostra Erba, solo erba.

Kzysztof Bednarski

Krzysztof Bednarski

Krzysztof Bednarski (1953) vive a lavora in Italia dalla fine degli anni’80. E’ un’artista molto prolifico e tra le sue numerose personali ricordiamo Passaggio vuoto (mi senti?) presso la Fondazione morra di Napoli nel 2001 e Passaggio Scuro IV (omaggio a Mario Schifano) a cura di Achille Bonito Oliva.

Laureatosi all’Accademia di belle Arti di Varsavia, Bednarski inizia nel 1975 a collaborare con il teatro Laboratorio di Jerzy Grotowski in memoria del quale realizzò l’opera Thanatos Polacco nel 1984. Molte delle sue opere sono influenzate dalle vicende autobiografiche e gran parte delle sue installazioni sono dedicate alla memoria di persone che hanno lasciato un segno nella sua vita.

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