In mostra a Mosca il progetto per valorizzare i pini inclinati dei Giardini Marinaressa

Alla mostra “Architettura pubblica –  il futuro dell’Europa” si espone il progetto italiano di Oblò Architetti per la rivalutazione dei pini inclinati dei Giardini Marinaressa

I pini inclinati dei Giardini Marinaressa

I pini inclinati è un argomento periodicamente ricorrente. Arriva l’inverno, si avvicinano vento, pioggia e  bombe d’acqua ed ecco che i pini si ritrovano sulle pagine di tutti i giornali. Pini caduti che uccidono persone in auto, radici che spuntano dall’asfalto e minacciano i centauri, aghi che otturano i tombini. Io stessa sono statacolpita dalla furia “distruttrice” dei pini (un pino si è completamente sdraiato sulla l’auto di mio marito). Eppure, a Venezia, a questi “terribili killer” (ma forse non è che serve solo una corretta e costante manutenzione per renderli innocui?) hanno dedicato un progetto che ne esalta la bellezza. Cioè, badate bene, il progetto esalta non la bellezza dei pini, ma la bellezza dei pini inclinati! Avete presente quei pini obliqui che solo a guardarli vien voglia di starci lontani centinaia di metri? Ecco, quelli.

“Architettura pubblica –  il futuro dell’Europa”

Il progetto sui pini inclinati dei Giardini Marinaressa è stato presentato a Mosca alla mostra “Architettura pubblica –  il futuro dell’Europa”, trattata in questo articolo. Qui sono esposti i progetti del futuro, cioè progetti che valorizzano la nuova architettura, vicina alle esigenze delle grandi città, ma che rispettano e integrano la natura all’interno degli spazi cittadini. Il progetto del Centro di Cultura Europeo (ECC Italy) in collaborazione con Oblò Architetti si è orientato proprio in questo senso.

Giardini Marinaressa 2017

Nelle intenzioni di ECC Italy, il Giardino Marinaressa si doveva trasformare in un luogo di aggregazione, dove veneziani e turisti si potevano incontrare in occasione degli eventi della Biennale.

Il progetto dei pini inclinati Giardini Marinaressa

Il parco pubblico di Marinaressa  è caratterizzato da una moltitudine di pini marini che, per diverse ragioni, stanno diventando instabili e pericolosi. Essendo comunque una caratteristica del giardino, il progetto si è concentrato sulla possibilità di mantenere la maggior parte dei pini inclinati. Tre pini marittimi sono stati abbattuti e sostituiti con pini più giovani. Per quelli particolarmente inclinati invece si sono studiati dei supporti. Questi ultimi hanno consentito agli alberi di restare inclinati in sicurezza, cioè, senza alcun rischio per le persone che si aggirano nel parco.

Il progetto di ECC ha introdotto nuovi percorsi e ha predisposto ampie aree per l’installazione di opere d’arte; l’intento è quello di creare un vero e proprio parco di sculture. 

Infine, è stato piantato un perimetro di nuovi rampicanti, siepi e fiori con l’obiettivo di dare la sensazione di un luogo chiuso e raccolto, proprio come un vero e proprio giardino. Il progetto prevede anche la presenza periodica di un giardiniere che cura il bene pubblico e che, gratuitamente, fornisce consigli agli abitanti sulla cura delle piante. Il nuovo sazio è concepito come un luogo di aggregazione dove poter condividere il verde e fruire delle opere d’arte installate negli spazi dedicati del giardino.

Per me che sono napoletana e che i pini marini hanno accompagnato fin da ragazzina il mio sguardo sulla città, è un immenso piacere vedere come gli architetti hanno recuperato questi terribili killer.

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