Mai più roghi di libri

roghi di libri

Oggi 10 maggio si ricordano i roghi di libri ordinati nel 1933 a Berlino

Non fu il governo nazista

I roghi di libri di Berlino del 10 maggio 1933 non furono ordinati dai nazisti, bensì dall’Associazione degli studenti tedeschi, giovani esaltati dalla nuova politica nazista che decisero di bruciare ben 20.000 libri, secondo loro non in linea con la nuova ventata politica e culturale.

Un durissimo colpo alla cultura che purtroppo non ha visto nella notte di Berlino l’unico caso da ricordare e, ovviamente, da condannare. La libertà e la democrazia consistono, a mio avviso, nella convivenza pacifica di idee diverse, libri e opere d’arte che portano un messaggio, una cultura diversa dalla nostra. Per non strumentalizzare il concetto, però, è doveroso ricordare che la libertà di espressione è lecita solo nel momento in cui non offende e dileggia l’Altro, specialmente in riferimento a sfere delicate e personali come la libertà di culto, il sesso e la razza.

foto di dominio pubblico

Ma non c’è bisogno di soffermarci sulla storia recente. Il rogo dei libri è un vizio antico che non riguarda solo l’Europa, ma anche l’Italia e i paesi Oltre Oceano. Ne ricordo alcuni, giusto per mantenere viva l’attenzione su un fenomeno che dovrebbe essere impedito, perché dove si cancellano i pensieri altrui, non c’è più democrazia.

Per tornare alla Germania, il rogo di Berlino fu portato avanti con il seguente slogan, secondo le parole di Joseph Goebbels, politico e scrittore tedesco e ministro della Propaganda Del Terzo Reich, durante un suo discorso sulla cultura a suo avviso “degenerata”:

“Il futuro uomo tedesco non sarà uomo di libri, ma piuttosto un uomo di carattere”

I volumi furono selezionati dagli studenti tra quelli presenti nelle biblioteche pubbliche e private con la benedizione della politica. Raccolti i volumi si decise per un rogo esemplare nella piazza difronte all’Università. Tra gli autori selezionati ci sono psicologi (Sigmund Freud, Erich Fromm), politici (Hannah Arendt), filosofi (Karl Marx, Walter Benjamin, Herbert Marcuse, Ludwig Wittgenstein, Edith Stein), scrittori (Bertolt Brecht, Thomas Mann, Joseph Roth), scienziati (Albert Einstein) e artisti (tra cui Paule Klee e V. Kandinskij).  

foto da Wikipedia

Roghi di libri nella storia

Come dicevo, non c’è bisogno di soffermarsi sulla storia recente, si va molto indietro nel tempo. Di seguito riporto solo alcuni esempi per ricordare che questa pratica, purtroppo, va avanti da secoli:

 – nel 292 l’imperatore Diocleziano fa bruciare i libri di alchimia dell’enciclopedia di Alessandria;

 – il Falò delle Vanità nella Firenze del 1497 promosso da  Girolamo Savonarola che mandò al rogo libri e opere artistiche considerate immorali;

Wikipedia_Roma, Monumento a Giordano Bruno

 – in Messico nel 1562, l’Inquisizione fece bruciare manoscritti Maya e Aztechi su ordine di Diego de Landa, reo di aver distrutto qualsiasi traccia scritta di questa civiltà;

 – tristissima e crudele la storia di Giordano Bruno. Nel 1558 l’Inquisizione istituì l’elenco dei libri proibiti, cioè quei libri contrari alla visione cattolica. A farne le spese fu, nel 1600, il filosofo Giordano Bruno, le cui opere vennero bruciate e lui stesso messo al rogo a Campo de’ Fiori a Roma

L’elenco purtroppo è ancora lungo e per non dimenticare, in questa giornata, molte Associazioni promuovono un percorso di attività ed eventi per continuare a sensibilizzare sulla necessità di promuovere alla democrazia attraverso la lettura di libri, portatori di idee e culture. L’Associazione italiana biblioteche promuove dal 10 al 16 maggio la Terza Edizione di Libri Salvati con un programma nazionale diviso per Regioni.  A Roma ad esempio numerose biblioteche hanno aderito all’iniziativa con letture in sede e on line di brani di Franz Kafka, Marcel Prous, Thomas Mann, Darwin e Einstein.

Se il post ti è piaciuto, metti “mi piace” sulla mia pagina facebook o “like” su questo articolo. Grazie!

Foto di copertina da Wilìkipedia: libri bruciati dai nazisti, foto di David_Shankbone

0 Comments

Leave A Comment

You must be logged in to post a comment.

Translate »