Lo scrittoio con uova di quaglia di Anthea Hamilton a Roma

Anthea Hamilton

Anthea Hamilton a Roma

Anthea Hamilton espone a Roma, alla Fondazione Memmo fino al 2 novembre 2025. L’artista britannica, classe 1978, torna in Italia per una nuova mostra personale, Soft you a cura di Alessio Antoniolli.

Una serie di installazioni tra cui foto, sculture e oggetti di design accolgono il visitatore negli ambienti della Fondazione. 

Anthea Hamilton con i suoi lavori esplora la realtà e la restituisce al pubblico con un effetto quasi surreale; tutto è dialogo tra passato e presente e la realtà si carica di nuovi e moderni significati. 

I due punti cardini su cui si fonda la ricerca dell’artista britannica per la mostra Soft you sono Roma e Shakespeare. Non a caso, il titolo della mostra si richiama all’incipit dell’Otello (atto V, scena II): «Soft you. A word or two before you go» («Piano, fermati. Una parola o due prima che tu vada»).

Anche se l’artista attinge al bagaglio personale, le sue opere superano l’elemento biografico, creando qualcosa di originale strettamente legato all’arte popolare, al design alla fotografia e alla moda.

L’oggetto che in assoluto mi ha colpita di più è lo Shibari Desk [foto di copertina, FIG.1,2], uno scrittoio realizzato in collaborazione con gli artisti Alice Rivalta e Pietroarco Franchetti. L’opera si richiama alla tecnica Rankaku, un’antica arte di intaglio giapponese che utilizza gusci d’uovo per la decorazione di piccoli oggetti. 

[FIG.1]
[FIG.2]

Soft you

In Soft you Anthea Hamilton mescola architettura, design, fotografia e moda mantenendo sempre vivo il collegamento fra i due pilastri culturali scelti: Roma e Shakespeare. Un riferimento al drammaturgo inglese è tratto da Othello: A Play, De Singel (Anversa), 2024 [FIG.3] fotografie scattate da Tanguy Poujol e che ripercorrono la performance di attori diretti proprio da Anthea Hamilton.

[FIG.3]

Per la realizzazione di questa mostra, l’artista britannica si è avvalsa della collaborazione di altri artisti tra cui anche il designer Ezra-Lloyd Jackson le cui fragranze si diffondono nelle sale della mostra. 

Tra le altre opere ci sono manichini neri in fibra di vetro e corda di iuta (Shibari Chefs), paraventi in metallo specchiante (Metal Screen, 2025), chiaro riferimento ad un’architettura che gioca con la luce attraverso la superficie riflettente, e sculture in tessuto (Transposed Lime Waves, 2025).

[FIG.4]

Il dialogo con la Città Eterna, invece, attinge dalla storia romana con un chiaro riferimento, attraverso i legs (le gambe, ricorrenti nei primi lavori di Anthea Hamilton), all’antica numerazione romana. Nella mostra Soft you, questi elementi vengono percepiti dal visitatore come sculture, ma anche come elemento di design o di pura decorazione. Si tratta di gambe in plexiglass (Calzedonia, Hot Legs, 2025) che decorano un’intera stanza della mostra.

Anthea Hamilton vive e lavora a Londra.  Nel 2016 è stata finalista del Turner Prize e le sue opere sono presenti in numerosi contesti internazionali. Se avete deciso di esplorare e avvicinarvi all’arte contemporanea, questo potrebbe essere il luogo giusto!

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