La pittura di Jόzef Natanson nel cinema di Fellini e De Sica

L’arte del pittore polacco Jόzef Natanson per gli effetti speciali del cinema italiano, anche la famosa nuvola di Fantozzi era la sua!

Gli effetti speciali

La pittura di Jόzef Natanson fu al servizio del cinema per più di trent’anni. Sfondi e paesaggi di importanti colossal mondiali erano i suoi. Un pennello prestato al cinema quindi.

Jόzef Natanson (1909-2003) pittore surrealista polacco si ritrovò, per una serie di coincidenze, a prestare la sua arte al cinema e divenire in breve tempo uno degli uomini più richiesti per la realizzazione di effetti speciali. Lavorò anche per Fellini e Vittorio de Sica, ma il sodalizio con De Sica fu vincente, quello con Fellini, assolutamente no.

In cosa consisteva il lavoro di Natanson? Semplice, dipingeva la scenografia. Il primo film italiano su cui lavorò agli effetti speciali fu il film Puccini (1953) del regista Gallone. Natanson dovette dipingere gli interni di vari teatri con poltrone, sedie e pubblico!. Poiché i teatri erano bui e non si poteva filmare, a Cinecittà si costruì il primo ordine di palchi e Natanson dipinse tutto il resto. il pittore polacco lavorò anche per diversi cineasti di Hollywood che si trovavano in Italia negli anni Quaranta tra cui John Huston e Leo Mankiewicz. Per quest’ultimo, su due lastre di vetro, dipinse la città di Alessandria del famosissimo film Cleopatra con Elisabeth Taylor. Inoltre, Natanson lavorò anche agli effetti speciali del colossal Via col vento (1939) e Giovanna d’Arco (1948).

I film con Vittorio De Sica

La pittura di Jόzef Natanson fece da sfondo a molti film di De Sica. Tra i due nacque subito una forte simpatia, che portò ad una felice collaborazione. Natanson realizzò per De Sica diversi effetti speciali come quelli per una scena di un film girato al Foro Italico con Silvana Mangano. Gli effetti speciali del pittore polacco consistevano nel far girare le statue del foro su se stesse al passaggio donna. Natanson contribuì a questo effetto speciale, ridipingendo le statue e conferendo loro un reale movimento.

In un altro noto film di De Sica, Lo chiameremo Andrea (1972), Natanson realizzò nuvole che si muovevano davanti alla luna e ombre sulle montagne illuminate da taglienti fasci lunari. Nel documentario-intervista Questo è il mio cielo di Wiktor Skrzynecki (1994), Natanson ricorda che al termine del lavoro, l’esclamazione di De Sica (Che bello…che bello) fu il riconoscimento più gratificante della sua carriera cinematografica. L’amabilità di De Sica, la sua eleganza e il rispetto per le persone e il loro lavoro, catturò Natanson e tra due nacque subito una collaborazione lunga e felice, piena di soddisfazioni per entrambi.

La pittura di Jόzef Natanson e i film di Fellini

Cosa completamente diversa invece con Fellini, con il quale Natanson non ebbe un buon feeling. Fellini gli affidò gli effetti speciali di alcuni film tra cui Toby Dammitt, tre passi nel delirio, per il quale Natanson realizzò i colori di una serie di scene che dovevano conferire un’atmosfera misteriosa. Poi lavorò al film Satyricon (1969) girato nei teatri di posa e per il quale Natanson dovette realizzare tutti i cieli delle scene. La cosa non fu facile anche perché erano i cieli avevano colori diversi. Uno di questi cieli doveva essere completamente rosso, perché la scena si svolgeva in una grande piscina rossa e anche il cielo doveva essere di quel colore. Per cogliere un perfetto tramonto, Natanson salì sul tetto di casa e iniziò a fotografare. Decise poi di adattare quelle foto alla scena del film e quando le fece vedere a Fellini disse: “non sembra un cielo di El Greco?”: Fellini si girò e gli rispose: “non è un cielo di El Greco, è un cielo di Fellini!”. Natanson allora si irritò e controbatté: “No. Questo è il cielo di Fellini e Natanson”*. Da quel momento Natanson uscì dalle grazie di Fellini…

*Questo è il mio cielo di Wiktor Skrzynecki (1994)

Fonti: documentario intervista TO JEST MOJE NIEBO (Questo è il mio cielo) di Wiktor Skrzynecki (1994), realizzato dalla TVP

Foto: Istituto polacco di Roma

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