La casa dei mostri, D’Annunzio e una regina polacca: Palazzo Zuccari

Palazzo Zuccari

La casa dei mostri

Palazzo Zuccari è un affascinante edificio che troneggia su Piazza Trinità dei Monti e che, dall’alto dei suoi balconcini, ammira lo sciame umano che scivola sulla scalinata di Piazza di Spagna a tutte le ore.

Bocche mostruose, una regina polacca di nome Casimira Sobieski e il Piacere di D’Annunzio sono tre storie curiose che hanno un unico denominatore: Palazzo Zuccari.

Siamo nel Rione Campo Marzio e, come i famigerati villini del Quartiere Coppedè, anche il Palazzo Zuccari è annoverato tra le stravaganze del suo ideatore: Federico Zuccari (1540-1609).

Pittore e decoratore, Zuccari fu attivo in numerose città d’Italia e all’estero. Il Palazzo è noto anche come “casa dei mostri”, perché ci richiama alla mente proprio il Parco dei mostri di Bomarzo (VT). Se da Piazza Trinità dei Monti, infatti, scendete verso via Gregoriana, noterete, dopo qualche metro, che una parete del Palazzo ha il portone e le finestre incorniciate da mostruose bocche spalancate! Ottimo posto per portarci la vostra amata senza avvisarla, e quando si sarà spaventata alla vista delle terrificanti bocche..beh, stringetela tra le vostre braccia! 😉

Federico Zuccari era il proprietario dell’edificio, che progettò e decorò gran parte delle stanze. Alla sua morte chiese che diventasse un “ospizio” per giovani artisti stranieri squattrinati.

Palazzo Zuccari e la regina polacca Sobieski

Nel corso degli anni, il Palazzetto conobbe diversi proprietari e subì numerosi rimaneggiamenti, tra cui alcuni nuovi piani.

Dal 1702, quando venne affittato dalla bella regina polacca Casimira Sobieski (1641-1716), il Palazzo fu sulla bocca di tutti.  Casimira era la vedova del famoso re Jan Sobieski, rinomato per aver fermato l’avanzata dell’Impero Ottomano che minacciava l’Europa cristiana.

Casimira Sobieski, ritratto di Jan Tricius,1676

Dopo qualche anno dalla morte, Casimira Sobieski decise di trasferirsi a Roma con la corte e alcuni familiari in occasione del Giubileo del 1700 indetto da Innocenzo XII. 

La regina polacca rimase a lungo a Roma (fino al 1714), per poi trasferirsi in Francia dove morì. 

Durante il periodo romano, Casimira Sobieski faceva spesso parlare di sé. Il suo nome risuonava in tutta la comunità romana, perché divenne una protagonista della vita culturale, religiosa e sociale della città. 

La regina entrò nell’Accademia dell’Arcadia (una scuola di pensiero e un vero e proprio movimento letterario che si sviluppò per tutto il Settecento in contrapposizione al “cattivo gusto” barocco) e fu mecenate di numerosi musicisti e artisti

All’interno della sua corte a Palazzo Zuccari, Casimira preparava spettacoli teatrali e organizzava manifestazioni culturali che celebravano anche l’operato del marito defunto. 

Una delle curiosità che riguardava la principessa (considerata una vera e propria stravaganza) era l’Arco della regina”, un ponte di legno che Casimira chiese di costruire e che collegava l’ultimo piano del Palazzo Zuccari con Villa Malta, l’altra dimora della famiglia Sobieski. Dal ponte arrivavano al pubblico le arie eseguite dai cantanti. 

I rapporti con la chiesa, però, cominciarono ad incrinarsi e, stretta dei creditori per le sue eccessive spese, Casimira decise di abbandonare Roma per non tornarci mai più.

Nonostante ciò, l’attività della regina verso i suoi benefattori lasciò un segno in tutta la città che la ricordò, ad esempio, con un ritratto in marmo visibile ai Musei Capitolini in Campidoglio nella Sala Castellani.  

Palazzo Zuccari e D’Annunzio

Un’altra curiosità riguarda il divino poeta dell’amore, Gabriele D’Annunzio (1863-1938) che proprio nella “casa dei mostri” ambientò alcune parti chiave del suo romanzo il Piacere

Quando Elena, l’amante di Andrea Sperelli, il protagonista del libro, gli dice che è un uomo fortunato ad abitare a Palazzo Zuccari, Andrea le risponde che è vero, perché V’è raccolta ( in essa) come un’essenza in un vaso, tutta la sovrana dolcezza di Roma.

Il Palazzo è nominato da D’Annunzio in numerose occasioni e forse per questo motivo è nata la leggenda secondo cui la vista dell’edificio contribuisce a far sciogliere gli amanti un po’ “timidi”. 

Si mormora, infatti, che, essendo il Palazzo il luogo del piacere del protagonista del romanzo di D’Annunzio, toccarne il portale e accarezzare i mostri, faccia salire il desiderio! 

Diciamo che basta, forse, solo guardare i mostri per accendere le fantasie amorose e non è un caso, infatti, che tutti gli innamorati si fermano qui per darsi sempre un bacio appassionato!

Infine, mi preme ricordare che il Palazzo fu acquistato all’inizio del Novecento da Enrichetta Hertz che qui vi realizzò la Biblioteca hertziana, esistente ancora oggi, con oltre 170.000 volumi, specializzata in storia dell’arte italiana, medievale e moderna. 

Non potete quindi esimervi dal fare una passeggiata a Palazzo Zuccari, casa dei mostri, salotto romano della regina polacca Sobieski e location molto amata da D’Annunzio. 

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