I doni magici della Baba Jagà

Doni? Sì, doni perché la Baba-Jagà all’interno delle fiabe di magia ha delle funzioni ben precise, e una di queste è quella di fornire all’eroe alcuni oggetti magici per vincere i suoi antagonisti. La strega brutta e cattiva allora è una vecchietta buona? Avete le idee confuse? In realtà ci sono tre tipi di streghe, la strega donatrice (di cui vi racconterò oggi), la strega rapitrice e quella combattiva. Come vedete, tanto buona non è…

La strega è considerata il personaggio donatore più antico (anche se non l’unico); ha potere sugli animali della foresta e spesso chiama a raccolta i lupi, gli orsi, gli uccelli perché aiutino l’eroe. Quest’ultimo poi può essere premiato con un dono se dimostra di superare le prove che la Baba Jagà gli impone. La strega donatrice non è affatto una strega buona, tutt’altro. E’ malvagia, ma disponibile. Concede consigli e informazioni, ma non lo fa quasi mai di sua spontanea volontà, a volte bisogna costringerla. Tutti gli oggetti magici sono tali perché provengono dall’altro regno, dal “regno dei morti” al quale si accede tramite la porta dell’ izbà della Baba-jagà che ne è quindi la custode. Generalmente  l’eroe, per poter vincere un combattimento o per poter seminare l’antagonista durante un inseguimento, ha bisogno dell’aiuto di un oggetto o di un aiutante. Molto spesso, nelle fiabe gli oggetti magici hanno la capacità di trasformarsi in ostacoli che bloccano la strada all’antagonista, aiutando l’eroe a liberarsi dai suoi inseguitori.

I doni che la strega concede all’eroe sono diversi, qui vi racconterò quelli che appaiono nelle fiabe di magia con maggior frequenza. Il dono che solitamente riceve l’eroe dopo aver superato le prove della strega è un cavallo, un cavallo fatato di cui egli si serve per sfuggire ai suoi inseguitori.

Ci sono poi altri oggetti magici che l’eroe spesso ruba dalla izbà della strega e che, come il cavallo fatato, gli consentono di avere la meglio durante gli inseguimenti. Uno di questi è il fazzoletto. Questo oggetto, se agitato, è in grado di far apparire un ponte o un lago, ostacolando l’inseguimento dell’antagonista come descritto ad esempio nella fiaba di Afanas’ev “Baba- jagà e Scricciolino (105)”. L’eroe ruba dalla casa della strega un fazzoletto magico e quando la Baba-jagà se ne accorge comincia ad inseguirlo. L’eroe allora, per costringerla a tornare indietro agita il fazzoletto, facendo apparire un ponte che poi scompare al suo passaggio.

Ci sono infine, altri due doni molto frequenti, la spazzola ed il pettine che fanno parte di quegli oggetti magici che la fantasia popolare, insieme allo specchietto, ha ripreso dalla vita quotidiana femminile. La funzione di questi due oggetti, che solitamente vengono donati insieme, è molto simile a quella del fazzoletto perché serve all’eroe per liquidare i suoi inseguitori. Nella fiaba di Afanas’ev “La Baba-jagà (103)” l’eroina, aiutata dalle sue quattro bambole a sfuggire al fratello che la vuole sposare, sprofonda sotto terra, arrivando fino alla casetta della Baba-jagà. Per evitare di finire impalata sul cancello della sua izbà, le ruba un pettinino ed una spazzola. Quando comincia l’inseguimento e la Baba Jagà è in procinto di raggiungerla, la ragazza getta a terra il pettinino che si trasforma un fitto bosco. La Baba-jagà però riesce a superarlo e allora  l’eroina è costretta ad utilizzare anche la spazzola che si trasforma in un’alta montagna che blocca definitivamente la strega.  

Perché non riprendete i libri di favole e fiabe che avete lasciato in cantina? l’estate potrebbe essere un ottimo momento per sfogliarli di nuovo! Se poi avete accantonato proprio quelle di Afanas’ev, beh, rispolverateli! Ne riscoprirete la bellezza dopo tanti anni.

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