Giovanni Battista Piranesi con le sue incisioni ha fatto innamorare di Roma mezzo mondo

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Giovanni Battista Piranesi, incisore e architetto visionario del ‘700, ha tramandato al mondo un’immagine originale e innovativa di Roma

Perché ne parlo

Colgo l’occasione della mostra in corso “Metropoli” del fotografo Gabriele Basilico al Palazzo delle Esposizioni di Roma, per spendere due parole su questo eccezionale artista italiano. Parliamo di Giovanni Battista Piranesi a cui il fotografo Gabriele Basilico ha dedicato una sezione (Roma) della sua esposizione. In questa parte della mostra, Gabriele Basilico confronta la moderna città di Roma con la visione che ne dà nel ‘700 Giovanni Battista Piranesi attraverso le sue incisioni.

Ne parlo anche perché, l’Istituto Centrale della Grafica a Roma ha comunicato che ad ottobre 2020, in occasione del terzo centenario della nascita di Giovanni Battista Piranesi (Venezia 4 ottobre 1720), verrà presentata la mostra Piranesi e la Roma del ‘700. Il titolo è stato scelto per sottolineare l’importanza che ha avuto il Piranesi nel tramandare all’epoca un’immagine originale della città di Roma. Presso l’Istituto Centrale della Grafica si conservano quasi al completo i rami piranesiani, circa 1191, un tesoro di capolavori straordinari, presto visibili al pubblico.

Piranesi_Veduta di piazza del Popolo_1750

Il grande merito di Giovanni Battista Piranesi è stato quello di aver diffuso nel mondo, attraverso le sue incisioni, l’immagine di Roma, della sua bellezza e della sua magnificenza architettonica. Sembra che Goethe si innamorò di Roma ancora prima di vederla, grazie alle numerose incisioni che il padre aveva alle pareti. Le incisioni di Giovanni Battista Piranesi infatti erano molto famose e oggetto di collezionismo in tutto il mondo.

Galeotto fu Panini

Nel 1745 Giovanni Battista Piranesi si trasferì a Roma in un alloggio di fronte all’Accademia di Francia. In quel periodo entrò in contatto con un circolo di artisti tra cui Panini, grande maestro della pittura vedutistica che lasciò un segno profondo nell’immaginario dell’artista. Intorno al 1748 infatti, il Piranesi iniziò il ciclo delle grandi Vedute di Roma, 137 tavole raccolte in due volumi a cui l’artista si dedicò fino alla morte e che furono pubblicate successivamente dal figlio Francesco.

Giovanni Battista Piranesi era affascinato dall’architettura, ed essendo un visionario, decise di iniziare un lavoro ambiziosissimo che è arrivato fino a noi nelle raccolte Antichità Romane. Nel 1750, il Piranesi iniziò a dedicarsi ad una serie di incisioni (226 in totale) in quattro volumi contenenti immagini di Roma antica. Il suo progetto consisteva nel documentare la grandezza dell’architettura romana attraverso immagini caratterizzate da un evidente rigore scientifico della ricerca e una intensa eloquenza.

Giovanni Battista Piranesi, Le Antichità romane, 1750-53

Chi era Giovanni Battista Piranesi

Un eclettico diremmo. Incisore, architetto, pittore, scrittore e archeologo. Uno dei maggiori rappresentanti dell’illuminismo, le cui immagini hanno affascinato il mondo per la straordinaria forza espressiva. Univa al rigore della ricerca scientifica una personale visione fantastica della realtà che rendeva le sue opere uniche e inimitabili. Sembra che Escher ne fosse un suo grande estimatore e che proprio le incisioni di Giovanni Battista Piranesi fossero state una sua importante fonte di ispirazione.

Giovanni Battista Piranesi, Carceri, 1745

Il Piranesi perfezionò la tecnica dell’incisione a Venezia, nel 1744, quando venne a contatto con l’arte del Tiepolo (del quale frequentava la bottega) e del Canaletto. Qualche anno, dopo la sua fervida immaginazione e il suo talento partorirono Capricci e Invenzioni di Carceri, alcune delle opere più belle partorite dalla sua fantasia partorì. E guardando Capricci non si può non pensare al grande incisore olandese Escher…

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