La Fontana del Babuino a Roma: brutta come una scimmia

Una scimmia, un Sileno o un santo?
La Fontana del Babuino a Roma si chiama così perché fu l’unico appellativo consono che il popolino riuscii ad affibbiare a una simile bruttura. Effettivamente, ancora oggi, a guardarla bene non desta poi tanta ammirazione, ma la sua storia è comunque degna di nota e la voglio raccontare.
Anche se il popolino la trovava bruttarella come un babbuino (badate bene, che l’appellativo della statua è con una sola “b” perché pronunciato alla romana: “er babuino”), in realtà la statua rappresentava un Sileno disteso posto sopra una vasca termale rettangolare antichissima, risalente all’epoca romana, da cui sgorgava l’Acqua Vergine.
Attualmente, la Fontana si trova nella via omonima ed era semipubblica, cioè realizzata con il contributo di un privato. Per aver partecipato alla spesa, quest’ultimo poteva, per concessione papale come prassi dell’epoca, usufruire di 3 once d’acqua.
La statua rappresentava quindi un Sileno a grandezza naturale, ma, nel tempo, ognuno ci vedeva quel che gli pareva. L’anziano cardinale Pietro Dezza (1520-1600), vi scorgeva addirittura San Girolamo con la barba incolta e ogni volta che passava di lì in carrozza, si fermava in segno di devozione. La gente cominciò a schernire tanto ossequio e, probabilmente, fu proprio in quel momento che la statua divenne un luogo mitico di beffa e di satira.
La Fontana del Babuino entrò, infatti, nella cerchia delle “statue parlanti” anche se, col tempo, inizò a rivaleggiare con la statua di Pasquino. Alle “pasquinate” si contrapposero le “babuinate”, anch’esse caratterizzate da epigrammi e critiche feroci appese alla Fontana e dirette al potere.

La Fontana del Babuino a Roma: una vita travagliata…
La Fontana del Babuino a Roma non ebbe vita facile. Subì diversi spostamenti e smembramenti, che iniziarono circa a metà del 1700 per terminare solo in epoca moderna.
Facciamo una premessa: la posizione originale della fontana non era lì dove la vediamo oggi, bensì sul marciapiede difronte, più precisamente al civico 49, addossata alla parete.
Il primo spostamento si ebbe nel 1738 in occasione della costruzione del Palazzo Boncompagni Ludovisi; in quella circostanza, la stata fu smontata e trasferita lì per abbellire l’entrata.
Nel 1877, invece, poichè si stavano sistemando fognature e marciapiede, fu addirittura smembrata. In quell’occasione, “Er babuino” ritornò provvisoriamente nel Palazzo iniziale, (Palazzo Cerasi), la vasca venne usata per sostituire quella di Palazzo Borromeo sulla Via Flaminia e la nicchia divenne la porta d’ingresso del palazzo tuttora esistente e che ospita il negozio di abbigliamento di Sandro Ferrone (sigh…).
Nel 1957, infine, la statua, ridotta in pessime condizioni, fu ripristinata nella sua interezza. Fu recuperata, infatti, la vasca da Via Flaminia ed entrambe le strutture furono poste nell’attuale via del Babuino, poco distante dal posto originario (Palazzo Cerasi). Ma le tribolazioni della Fontana del Babuino non finirono qui. Poco dopo, infatti, fu gravemente danneggiata dalle bravate di un gruppo di ragazzini che la rovesciarono per terra e che, al tempo, se la cavarono con una semplice ramanzina. Doveva capitare oggi…
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.








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