Cultura in Cantiere: Palazzo San Felice si trasforma in polo culturale

Scoprire un luogo mai aperto al pubblico
Fino al 28 dicembre 2025 Palazzo San Felice a Roma apre eccezionalmente le sue porte al pubblico ogni fine settimana. Gratuitamente su prenotazione, i visitatori vivranno un’esperienza unica tra storia, archeologia e innovazione. L’iniziativa “Cultura in Cantiere” trasforma uno degli edifici storici di Roma in un vero e proprio laboratorio culturale, destinato a diventare la futura sede della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte.
Palazzo San Felice, in dotazione alla Presidenza della Repubblica, racconta la sua trasformazione da spazio residenziale a polo culturale. La fotografia si fa strumento di osservazione e riflessione, consentendo al pubblico di avere uno sguardo inedito sul dietro le quinte della cultura, tra il lavoro degli operai, nuovi spazi e le tracce del passato che riaffiorano.

Un’occasione per entrare in un luogo normalmente chiuso e scoprire da vicino una trasformazione in corso. “Cultura in Cantiere”, infatti, non è una mostra tradizionale, né una visita classica. È un percorso temporaneo pensato per accompagnare il visitatore tra gli spazi del palazzo, ancora in fase di cantiere, con uno sguardo privilegiato su ciò che prenderà forma nei prossimi anni.
Palazzo San Felice
Palazzo San Felice, situato in via della Dataria 21, è protagonista di una significativa fase di trasformazione. Concesso nel 2017 dalla Presidenza della Repubblica al Ministero della Cultura, il Palazzo ospiterà la nuova biblioteca gestita dalla Fondazione Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte, grazie al progetto dell’architetto Mario Botta. I lavori, affidati all’Agenzia del Demanio, sono iniziati nel 2023 e termineranno entro il 2026.

In realtà il Palazzo ha una storia ben più antica che risale all’epoca romana, per trasformarsi poi nel Cinquecento in Convento e successivamente, nel Seicento, in residenza per la famiglia pontificia (cioè seguito papale e il personale dipendente).
Palazzo San Felice è stato costruito nel 1864 da Filippo Martinucci su commissione di Pio IX (1846-1878), che fece demolire il Convento dei Cappuccini risalente al Cinquecento. In quel Convento era vissuto San Felice da Cantalice (Rieti), un frate cappuccino, caro al popolo romano.
Pezzo forte di Palazzo San Felice è ciò che emerso dai sotterranei e che oggi è visibile al pubblico in tutto il suo splendore:il monumento pagano del Sepolcro degli Sempronii.
Il Sepolcro degli Sempronii
Il Sepolcro è un sito archeologico che viene svelato per la prima volta proprio in occasione dell’iniziativa Cultura in Cantiere a Palazzo San Felice.

Il Sepolcro risale alla metà del I sec. a.C e al pubblico è visibile in tutta la sua bellezza attraverso la vetrata che lo protegge. La facciata è elegante, riporta un’iscrizione ed è caratterizzata da palmette decorative e una cornice con dentelli e ovoli.
Il luogo in cui si trova oggi il Palazzo era stato scelto dai membri della gens Sempronia per edificare il proprio monumento funerario. L’iscrizione sulla facciata ci ricorda che questo doveva conservare i resti di Cneo Sempronio, di sua sorella Sempronia e della loro madre Larcia.

Il Sepolcro dei Sempronii tornò alla luce proprio nel 1863 durante le fasi di costruzione di palazzo San Felice.
Originariamente, varcato l’ingresso del Sepolcro si percorreva un corridoio che conduceva alla camera sepolcrale. La volta a botte che ricopriva la struttura crollò già in epoca romana.
Cultura in Cantiere: Palazzo San Felice
Il percorso di visita si articola in pannelli esplicativi, filmati e fotografie con l’obiettivo di donare un’esperienza immersiva ai visitatori, un racconto coinvolgente che evidenzia il processo di trasformazione in atto. Non è la meta, ma il percorso il vero protagonista: un viaggio nella metamorfosi di Palazzo San Felice, da residenza privata a nuovo polo culturale della capitale, restituendo alla cittadinanza uno spazio aperto, accessibile e vivo.
Oltre la sala dedicata al Sepolcro, si snoda un itinerario di pannelli con esempi di bozzetti, disegni e mappe, che arricchiscono il patrimonio della Biblioteca.

Tra i capolavori esposti, anche il disegno preparatorio per la Nuova Pianta di Roma (1736-1738 ca., con aggiunte successive), primo rilevamento moderno dell’intera città, realizzato da Giovan Battista Nolli: una delle più grandiose imprese di cartografia urbana dell’Europa del XVIII secolo.
Al termine del percorso ci sarà la possibilità di accedere digitalmente ai contenuti della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte e di immergersi in questa attraverso la Realtà Virtuale.
Avete ancora pochi giorni per un Appuntamento da non perdere nel cuore di Roma!
È consigliata la prenotazione: https://www.vivaticket.com/it/ticket/cultura-in-cantiere/269067?culture=it-it
Informazioni: www.culturaincantiere.it | info@culturaincantiere.it | Telefono: +39 376-2823063 (dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00)

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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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