Fjodor Petrovič Rejman, l’uomo che rivelò alla Russia le catacombe romane

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Trascorse 12 anni nelle catacombe romane senza luce e tra mille difficoltà per realizzare più di cento acquerelli

Chi era Fjodor Petrovič Rejman

Fjodor Petrovič Rejman (1842–1920) è un pittore poco noto al pubblico italiano, ma non a quello russo. Rejman era un acquarellista e i suoi dipinti furono  considerati di grande pregio e utilità dal mondo accademico russo a lui contemporaneo. Attraverso i suoi acquarelli,studiosi, archeologi e artisti russi ebbero la possibilità di scoprire e studiare l’immenso patrimonio sotterraneo di Roma.

Laureato all’Accademia delle Arti di San Pietroburgo, Rejman si trasferì a Roma nel 1869 concludendo gli studi presso l’Accademia di San Luca. Il suo laboratorio si trovava a Via Sistina, dove abitavano e lavoravano gran parte degli artisti. Il suo studio si trovava proprio nei pressi della casa di Gogol’ (1809-1852) dove peraltro visse e lavorò anche il poeta polacco Cyprian Norwid (1821-1883).

Nel 1888 Ivan Vladimirovič Cvetaev, padre di Marina Cvetaeva e illustre archeologo e storico dell’arte, si contattò Rejman per commissionargli un lavoro che  gli procurò grande fama presso i suoi contemporanei. Ivan Vladimirovič Cvetaev decise di realizzare un atlante della pittura paleocristiana e incaricò Rejman di fare una copia degli affreschi delle catacombe romane realizzati dai primi cristiani. Rejman accettò l’incarico tra mille difficoltà e inconvenienti. Si dedicò con amore e passione al lavoro affidato, realizzando più di 100 acquarelli in totale solitudine. Rejman lavorò nell’umidità e nel buio, riscaldato e illuminato solo dalle luci delle candele o delle lampade al cherosene. Una grande forza di volontà unita a tanta professionalità e serietà, contribuì a conferirgli il plauso del mondo dell’arte e della cultura non solo russa ma anche italiana.

Via Sistina, palazzo dove vissero e lavorarono Gogol’ e Norwid (due iscrizioni in armo li ricordano)

Perché divenne famoso

Rejman si dedicò a questo lavoro per ben 12 anni! (1895-1907) riscuotendo un grande successo, specialmente agli occhi dello zar Nicola II che gli concesse una pensione annua di 1200 rubli per continuare il suo lavoro in Italia. Le opere di Rejman erano di notevole importanza perché avrebbero dato la possibilità a studiosi, artisti e viaggiatori di ammirare le bellezze delle catacombe a centinaia di chilometri di distanza senza patirne gli effetti collaterali causati dall’umidità del luogo. Rejman  lavorò nelle catacombe di S.Priscilla, S.Callisto, S.Domitilla e SS. Pietro e Marcellina, donando al mondo dipinti di grande pregio.  

Fjodor Petrovič Rejman però è ricordato anche per aver immortalato con i suoi acquerelli gli interni del palazzo Stroganof a Roma che, ai tempi dell’artista russo, conservava una ricchissima collezione di capolavori di arte europea e contemporanea.

Fjodor Petrovič Rejman espose le sue opere alla prima mostra di artisti russi a Roma nel 1906 riscuotendo un notevole successo. Dopo qualche anno (1911) Rejman si trasferì a Spello in Umbria dove trascorse gli ultimi nove anni della sua vita, dedicandosi alla pittura del paesaggio. Morì a Spello nel 1920 dove  fu sepolto.

Catacomba di S.Callisto

Le opere al Museo Puškin

Le opere dell’artista si dividono tra occidente ed oriente. Molte sono conservate nel museo della città di Spello e molte altre a Mosca, nel Museo Puškin che nel 1988 realizzò una mostra dove furono esposti alcuni suoi dipinti.  

Delle opere realizzate su incarico del principe mecenate Jusupov, il Museo Puškin conserva 12 acquarelli che riproducono gli affreschi di 2 ambienti romani presenti sotto la Basilica dei santi Giovanni e Paolo sulla collina del Celio. Rejman realizzò una serie di acquarelli (tutti datati e firmati) degli affreschi presenti in un triclinio e un tablinum, portati alla luce durante gli scavi del 1887. Rejman era precisissimo. Riportava le crepe nei muri e i colori erano perfettamente aderenti alla realtà. Inoltre, per dare la percezione dello spazio, l’artista realizzò più acquerelli in sequenza relativi allo stesso ambiente in modo da dare agli studiosi una panoramica dell’intero locale.

Per vedere due opere di Rejman potete collegarvi a questi indirizzi:

 – https://www.urmii.ru/images/it-catalog/rus_graf/rg1591u.jpg

 – https://www.urmii.ru/images/it-catalog/rus_graf/rg3169u.jpg

Mentre per gli affreschi qui

Fonti:

https://art.1sept.ru/article.php?ID=200702213

Artisti russi a Roma all’inizio del Novecento, Antonella d’Amelia

http://www.slovoart.ru/node/2235

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