Destinazione Amore di Gaia Valeria Patierno

Destinazione Amore di Gaia Valeria Patierno

Una storia travolgente

Destinazione Amore di Gaia Valeria Patierno è l’ultima pubblicazione della scrittrice romana, che con il suo romanzo trascina i lettori in una storia d’amore appassionante e ricca di colpi di scena. Il romance è ambientato in Cile, Paese affascinante, le cui atmosfere contribuiranno a far perdere la bussola alla protagonista June. 

Quando decide di lasciare Detroit per riscuotere un’eredità, il destino ha per lei nuovi progetti. E quel destino si chiama Eduardo, occhi verdi, fascino latino e un carattere scorbutico, che a June proprio non va giù.

Tra i due, però, divampa presto la passione ma June non riuscirà a godersi appieno la sua fiamma, perché qualcosa le ostacola il cammino. Qualcuno trama nell’ombra e l’eredità che doveva chiudere un capitolo grigio nella vita di June, potrebbe invece aprirne uno molto più pericoloso.

Destinazione Amore di Gaia Valeria Patierno per tutto il mese di agosto devolverà il ricavato a Giorgia per le sue cure. Giorgia è una bambina di 9 anni dolcissima e fortissima, colpita tempo fa da una rara infezione al midollo che l’ha mandata in coma. Quando si è risvegliata… aveva perso l’uso delle gambe. 

Come di consueto, ringrazio l’autrice per la bella intervista, grazie alla quale, senza spoilerare, abbiamo scoperto qualcosa in più non solo sul romanzo ma anche sul processo creativo che ha guidato il libro.

Destinazione Amore di Gaia Valeria Patierno

Salve Gaia, domanda di rito per tutti gli scrittori che approdano su Sguardo Ad Est: ci racconta brevemente di cosa si occupa nella vita?

Ciao, io sono romana, vivo a Roma, ho conseguito il diploma al liceo classico poi non mi sono più fermata con lo studio: mi sono laureata tre volte — nel 1998 in giurisprudenza, nel 2004 in politiche pubbliche e nel 2006 in pubblica amministrazione. 

Dal 2001 lavoro come specialista del settore giuridico presso il Ministero della Salute. 

Sono sposata, ho due figli, uno di nove anni e uno di tredici e un amore dichiarato per i gatti. Ne ho due a casa, due trovatelli, uno rosso e uno nero. Oltre che autrice sono anche editor diplomata all’Accademia di Diego di Dio, e mi sto specializzando nel settore pubblicitario, sempre in materia di libri. Curo personalmente molte campagne social di colleghi scrittori insieme a Michela Crepaldi, la mia bravissima grafica.

Lei ha scritto diversi libri e Destinazione Amore è la sua ultima pubblicazione. Qual è il genere che l’ha catturata maggiormente? Quello che preferisce di più?

Il mio genere di riferimento è il thriller, ma ultimamente ho deciso di provare a specializzarmi, per così dire, anche nel genere romantico, senza però mai lasciare andare la mia vena suspense. 

Voglio dire, per il prossimo libro sono indecisa se lanciarmi su un romance mozzafiato, di quelli con baci sotto la pioggia e dichiarazioni strappacuore, oppure in un thriller cupissimo e psicologico. Da una parte mi vedo a descrivere tramonti rosa e carezze rubate, dall’altra a disseminare indizi e far sospettare il lettore anche del proprio vicino di casa. Potrei mescolare le due cose: immaginate una storia d’amore tenerissima… con un cadavere in giardino. Il problema è che la mia tastiera cambia idea a seconda dei giorni, e così io mi ritrovo qui, come davanti a un menù con due piatti buonissimi: amore o terrore? Forse finirò per ordinare tutti e due e vedere cosa esce fuori.

Destinazione Amore è ambientato in Cile. C’è un motivo particolare per cui ha scelto questo paese? Lo conosce bene?

No, non ci sono mai stata. È stata una bella sfida anche questa per me, e forse proprio per questo mi sono divertita ancora di più a scriverla. Quando scelgo un’ambientazione che non conosco di persona, mi affido sempre alle ricerche, e il mio migliore alleato è Google Maps. A volte passo ore intere su un singolo fotogramma della Street View, girandolo e rigirandolo per capire come cade la luce, che colori hanno le case, come sono disposte le strade o persino che tipo di insegne ci sono sui negozi. Per il Cile ho fatto proprio così: ho “camminato” virtualmente tra le strade di Valparaíso, osservando ogni dettaglio, dalle panchine nei parchi ai murales sui muri. È un po’ come viaggiare senza passaporto!

Qual è la parte che l’ha emozionata di più mentre scriveva il romanzo?

Di sicuro la seconda parte. Quella in cui si scopre che… beh, non posso dirlo, ovviamente, altrimenti rovinerei la sorpresa! Posso solo dire che è il punto in cui tutto quello che il lettore credeva di sapere viene messo in discussione, e ogni pezzo del puzzle sembra spostarsi di posto. Mentre scrivevo, mi sono ritrovata con il cuore che batteva più forte, come se fossi io dentro la scena. Ho riletto quelle pagine mille volte, cercando di dare le giuste emozioni e far crescere la curiosità senza svelare troppo. È una parte che mi ha fatto sorridere, emozionare e, lo ammetto, anche un po’ tremare perché pensavo: e se stessi sbagliando tutto? E se al lettore non dovesse piacere?

June è la protagonista del suo libro. Ci sono aspetti di questo personaggio in cui si rivede o che richiamano sue esperienze di vita o emozioni vissute?

In parte sì: June dice sempre “Se puoi pensarlo, June può farlo”. È dotata di una positività contagiosa e non si lascia mai abbattere, anche quando tutto sembra remare contro. C’è sicuramente un po’ di me in lei, soprattutto nel modo di affrontare le sfide con determinazione ma anche tanta tanta ironia. Però, rispetto a me, June è decisamente più impulsiva, un po’ maschiaccio e casinara: non si fa problemi a sporcarsi le mani, a dire quello che pensa senza troppi filtri e a buttarsi in situazioni che io, forse, valuterei due o tre volte prima di affrontare. E poi, beata lei, è magrissima! Può mangiare di tutto! Scriverla è stato un po’ come avere un’alter ego che vive la vita con una marcia in più, permettendomi di esplorare lati di me che nella quotidianità restano più nascosti. Credo che, alla fine, sia proprio questo il bello di inventare personaggi: sono specchi un po’ deformanti, in cui riconosci te stesso ma anche quello che potresti essere… o che magari vorresti.

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