Come e perché gestire i fallimenti

La parola "essenziale"

La parola d’ordine è: non lasciarsi scoraggiare e procedere con convinzione. Ecco perché è importante gestire i fallimenti

Non lasciarsi influenzare

Come e perché  gestire i fallimenti credo he sia un tema fondamentale che ogni scrittore de saper affrontare, uno step necessario alla propria crescita di scrittore.

Sapete benissimo quanto sia difficile il mercato dei libri  e quali siano le sue regole. Sapete benissimo che le case editrici importanti continuano ad investire su scrittori navigati che assicurano vendite certe. Se sapete tutto questo, allora perché vi affliggete se il vostro libro non trova estimatori? Il fatto che rifiutino il libro non significa che siete incapaci. Questo ve lo dovete mettere bene in testa.

A questo proposito voglio introdurre subito l’ospite di oggi Vincenzo de Lillo, uno scrittore emergente che ho avuto modo di intervistare qualche tempo, autore del romanzo “Delirio” e “Un cuore condiviso” che con ironia, una peculiarità del suo carattere e dei suoi romanzi, così mi racconta l’odissea degli scrittori emergenti quando gli ho chiesto: Come li hai gestiti i tuoi insuccessi iniziali?

Eh, come si gestiscono nella vita, con lo stesso atteggiamento. Le delusioni sono all’ordine del giorno, così come quelle relative alla scrittura e ai “no” delle case editrici. Di rifiuti ne avrai diversi lungo la tua strada. L’importante è non fasciarsi la testa, riprovare, riprovare finché non arriva l’occasione giusta!

Andiamo oltre, e cerchiamo di capire perché è necessario gestire il fallimento e non soltanto metabolizzarlo. Anche quello è importante, certo, ma ci deve essere dell’altro. Come nella vita, anche nel mondo della scrittura il fallimento ci insegna qualcosa. Il fallimento è un’esperienza che dobbiamo fare nostra, ma innanzitutto a cui dobbiamo fare l’autopsia. Dobbiamo cioè iniziare a porci delle domande del tipo: forse l’idea che ho scelto per il mio romanzo piace solo a me e non al mio pubblico? Allora significa che devo iniziare a pensare prima ai lettori e poi alle mie passioni? E sono in grado di scrivere ciò che non mi ispira? Ci voglio provare? Voglio cambiare il modo di vivere e pensare la scrittura in relazione al mercato? Ce la farò? E’ davvero quello che voglio? 

Questa valanga di domande, è vitale per il vostro futuro di scrittore. Inoltre questo atteggiamento critico verso voi stessi e i vostri obiettivi necessita di un atteggiamento mentale ottimista. E, come dice Patricia Highsmith, 

se questo atteggiamento mentale ottimista non ce l’avete per natura, bisognerà crearlo artificialmente. Dovrete a volte incoraggiarvi, per entrare in quello stato mentale

Dovete quindi iniziare a lavorare su voi stessi. Essere scrittore non significa solo scrivere, è una condizione e, come tutte le condizioni, deve essere affrontato in tutti i suoi aspetti. Il fallimento e il mercato editoriale sono due aspetti che fanno parte del mestiere dello scrittore.

Come e perché  gestire i fallimenti

Ritorno a Vincenzo de Lillo perché gli ho fatto una domanda proprio legata a questi due aspetti e gli ho chiesto: quali sono le difficoltà maggiori che incontri quando pensi di scrivere e pubblicare un libro?

Le difficoltà che si incontrano da scrittore emergente sono sempre le stesse, per tutti, penso: pregiudizi, scetticismo, diffidenza. Pochi lettori di danno la possibilità di entrare nella propria biblioteca, perché non ti conoscono. E ancor meno gli addetti ai lavori sono disposti a darti una chance, perché le potenzialità di vendita, essendo un illustre sconosciuto, diciamo la verità, sono poche. “Quanti followers hai?”Mi rispose una Casa editrice facendomi cadere le braccia, ancora primadi valutare il manoscritto, per dire…

Mi è piaciuto tantissimo il consiglio che la scrittrice americana dà agli scrittori emergenti in merito al fallimento e ai manoscritti rifiutati. Vi riporto l’intero pensiero, unicamente per farvi capire che, se il vostro manoscritto è stato rifiutato una marea di volte, significa poco. Come voi hanno fatto la stessa gavetta centinaia di scrittori oggi famosi.

Dal punto di vista psicologico fa bene un adeguato e decente periodo di lutto per un manoscritto respinto –  voglio dire un manoscritto respinto circa venti volte, respinto davvero, non due o tre volte –  ma non dovrebbe durare più di qualche giorno. E non dovreste nemmeno buttarlo via, il manoscritto, perché nel giro di un anno o due magari saprete esattamente come aggiustarlo perché si venda. 

Chi è Vincenzo de Lillo

Prima di concludere con l’ultima domanda a Vincenzo, vi do qualche informazione divertente sul suo conto.

Vincenzo De Lillo, napoletano classe 1977, da sempre amante della lettura e dei carboidrati, cresciuto a pane e Stephen King, fino al 2016 non aveva mai scritto nulla, se si esclude qualche racconto di vita su un noto social network o qualche veloce nota della spesa. Poi, complice la perdita del lavoro e il conseguente aumento del tempo libero, come un rubinetto aperto di getto, eccolo mettere nero su bianco decine di racconti, alcuni dei quali raccolti nel suo primo libro: “Wc Tales-brevi storie per una sana e corretta attività intestinale” (2018, WritersEditor). Attualmente lavora come autista in una struttura sanitaria e nel tempo libero collabora con alcune pagine satiriche e con un blog che si occupa di libri per cui si diverte a scrivere le recensioni. L’amore per i carboidrati persiste, ma è un problema suo e del suo dietologo. Delirio è il suo romanzo d’esordio. 

Concludo ancora con Vincenzo de Lillo perché gli ho chiesto un consiglio da dare agli scrittori emergenti:

A chi è alle prime armi, a chi si affaccia per la prima volta nel mondo editoriale, in questo mondo così difficile, è quello di non mollare e di cercare la casa editrice più vicina ai propri scritti. Bisogna guardarsi attorno con attenzione, senza buttarsi sull’editoria a pagamento che è veramente un danno per tutti, sia per gli scrittori sia per le case editrici. 

Prima o poi la vostra occasione arriverà. Non ve lo prometto, perché non sono nessuno, ma prima o poi arriverà!

Chiudo il podcast con questa ventata di ottimismo che ci ha portato Vincenzo de Lillo, invitandovi a riflettere sul tema  di oggi  e, come di consueto, vi esorto a raccontarmi il vostro punto vista sull’argomento e le vostre esperienze.

Grazie per essere stati con me e vi invito a seguire il mio prossimo podcast #Sviscerandoconlautore. Mi rivolgo agli scrittori emergenti e non, ricordando che se volete esprimere il vostro punto di vista ed essere intervistati, potete scrivere al mio indirizzo email presente sul blog sguardo ad est.

Nel testo del podcast potete trovare un link con tutti gli approfondimenti comprese le interviste allo scrittore Vincenzo de Lillo.

Ancora grazie per essere stati con me, alla prossima settimana

Per approfondimenti:

Un cuore condiviso di Vincenzo de Lillo (intervista su Cinquecolonne.it)

Un cuore condiviso di Vincenzo de Lillo (recensione su Sguardo Ad est)

Delirio di Vincenzo de Lillo (intervista su Cinquecolonne.it)

Delirio di Vincenzo de Lillo (recensione su Sguardo Ad est)

Sommessamente con Vincenzo De Lillo (Podcast di Cinquecolonne.it)

PATRICIA HIGHSMITH, Come si scrive un giallo, Minimun fax

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