Botox? Molto più economica la rugiada fresca nel giorno di Ivan Kupala!

In tempi di crisi (perché c’è crisi giusto?)
Il giorno di Ivan Kupala è un’antica festa pagana slava che si celebrava il 6 luglio (24 giugno secondo il vecchio calendario).
Alla rugiada si attribuivano proprietà magiche. Si riteneva che chiunque si fosse bagnato con la rugiada di quella notte, sarebbe diventato più bello e sarebbe rimasto in salute per tutto l’anno successivo. Certo, un anno è poco, ma, a meno che non abbiate messo da parte un budget consistente per farvi un lifting risolutivo, una bella lavata di faccia con la rugiada fresca raccolta nella notte di Ivan Kupala ha in media la stessa durata di una punturina sulle vostre labbra ormai a canotto.
La bellezza delle donne slave è rinomata, magari si rinfrescano con la rugiada di Ivan Kupala da generazioni! Perché non provate a cambiare metodo per dare sollievo alle vostre tasche? Vi fate brutte con molto meno…

Cosa si faceva il giorno di Ivan Kupala
In molte regioni si organizzavano delle vere e proprie feste con canti e balli, prevalentemente in prossimità dei fiumi e si accendeva un fuoco, attorno al quale si danzava e si intonavano canzoni. Qualche incosciente si azzardava anche a fare il bagno nelle acque buie e inquietanti dei fiumi ma i più sapevano che era rischioso, perché quella notte era anche la festa del padrone delle acque, il Vodjanoj, che tanto tenero non era. Acqua e fuoco, infatti, erano i due elementi naturali, purificatori per antonomasia e simbolo di questa giornata.
Le ragazze dei villaggi portavano alla festa corone di ghirlande che poi gettavano in acqua, attendendone con trepidazione l’esito: se la ghirlanda si allontanava placida, cullata dall’acqua, allora era in vista un matrimonio entro l’anno!
Le corone di ghirlande e la leggenda dell’incesto
La tradizione delle corone di ghirlande gettate in acqua, viva ancora oggi in moltissime regioni, è legata alla leggenda di Kupala e Kostromà. Secondo questa storia, due fratellini furono separati alla nascita e le loro vite si chiusero con un doloroso epilogo. Una volta adulti, si incontrarono, inconsapevoli del loro legame di sangue, e si innamorarono perdutamente.
Galeotta fu la corona di ghirlanda di Kostromà, che un soffio di vento le fece finire in acqua e che un giovanotto in barca, passando di lì, le porse fino alla riva… I loro sguardi quando si incrociarono, segnarono il loro tragico destino.
Il tutto avvenne dopo le nozze, quando i genitori realizzarono che si trattava del loro figlio scomparso. Alla notizia, i due sposi, dal dolore, decisero di uccidersi insieme e si gettarono nel fiume. Kostromà si trasformò in una sirena, mentre Kupala morì.

Kostromà, però, non si rassegnava alla morte del fratello, e ogni giorno pregava gli dei affinché trovassero il modo di farli stare ancora insieme. Le sue preghiere vennero ascoltate e gli dei decisero di intrecciare i loro corpi in un fiore, Kupala-da-Mavka (sirena), che i cristiani chiamarono successivamente Ivan-da-Marya.
Mai i ladri a casa dal giorno di Ivan Kupala!
Secondo le tradizioni di alcuni villaggi slavi, raccogliere i fiori Ivan-da-Marya nel giorno di Ivan Kupala e posizionarli in un angolo della casa, aveva lo stesso effetto di una moderna telecamera posizionata sulla porta d’ingresso o di un allarme. Perché spendere tanti soldi quando basta un bel mazzo di fiori? La tradizione slava ha sperimentato che i ladri che sono in procinto di entrare in casa, sentono delle voci provenire dall’interno e si allontanano. Pensano che siate voi a fare rumore! In realtà sono i due fratellini che chiacchierano e vi salvano da intrusi indesiderati.
I fiori di Ivan-da-Marya, inoltre, sono anche un efficace talismano contro il malocchio. Fateli quindi seccare e usateli come ornamento-talismano fuori dalla vostra dača oppure come frusta per la sauna o il bagno. E’ purificatore e allontano impurità e negatività anche dal corpo!
Il giorno di Ivan Kupala siate felici e immergetevi anima e corpo nell’antica festa pagana che celebrava la giovinezza e l’amore. Riunitevi di notte accanto a un fuoco e aspettate l’alba. Potete cantare, ballare, fare l’amore e sfidare i vostri amici a chi salta il fuoco più in alto, un’antica tradizione, viva ancora oggi!

Foto di copertina: Notte di Ivana Kupala di Pavlov Yakov Michailovich, 1911
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Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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