Arriva a Roma la mostra Rinascimento marchigiano

Il 18 maggio arriva nella capitale Rinascimento marchigiano, opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma, la mostra itinerante sulle opere restaurate dopo il sisma del 2016

Una mostra itinerante

Finalmente si riparte. I musei riaprono in sicurezza per rendere fruibili al pubblico le bellezze del nostro patrimonio artistico e culturale e così, riparte anche la mostra Rinascimento marchigiano, opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma inaugurata a febbraio ma subito chiusa a causa del Covid-19.

Dal 18 maggio fino al 26 luglio 2020 invece, la Mostra sarà visibile al grande pubblico, e ad accoglierla sarà il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro, sede della storica Fondazione Pio Sodalizio dei Piceni presente in città fin dal 1600.

La mostra, come dicevamo, è itinerante, si snoda in tre tappe e rappresenta un viaggio nella religiosità popolare marchigiana. Rinascimento marchigiano, opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma è partita da Ascoli Piceno, si è fermata a Roma e si concluderà a Senigallia, sulla riviera adriatica.  

Jacobello del Fiore Scene della vita di Santa Lucia – Lucia trafitta alla gola dal pugnale del boia 1410

Rinascimento marchigiano, opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma

L’obiettivo della mostra, a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, è quello di avvicinare il grande pubblico al patrimonio marchigiano enormemente sfigurato dal terremoto e portato invece a nuova vita da un abile e paziente lavoro di restauro.

La mostra raccoglie 36 opere che abbracciano un periodo che va dal ‘400 al ‘700 “alcune dall’alto valore devozionale e non storico-artistico ed altre invece dal grande valore storico-artistico”, come spiega il curatore Stefano Papetti. In mostra ci sono crocifissi lignei e vesperbilder(letteralmente “immagini del Vespro”, statuette devozionali nate in Germania nel XIV sec. e che rappresentano la Madonna con in grembo il corpo di Gesù morto), dipinti come la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Sarnano di Vittore Crivelli, la serie delle Scene della vita di Santa Lucia di Jacobello del Fiore  provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo, oppure la Natività con i santi Gerolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca di Cola dell’Amatrice  proveniente dalla sacrestia della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno. Tanti artisti di fama quindi che sono nati o hanno soggiornato nelle Marche lasciando la loro impronta nel territorio ma anche nell’intero patrimonio artistico italiano.

Le attività di restauro

Le attività di restauro sono state eseguite tutte da tecnici marchigiani in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza. Attraverso un magistrale lavoro di recupero, i tecnici marchigiani  hanno scoperto e rivelato nuove informazioni sulle tecniche e sui materiali utilizzati dai pittori. Oggi,  le nuove informazioni acquisite, hanno permesso non solo di aumentare le conoscenze relative a questo straordinario patrimonio artistico, ma hanno fatto da apripista a nuovi studi scientifici sull’argomento.

Ricordiamo infine che la Mostra Rinascimento marchigiano, opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma, è stata organizzata con il contributo della Regione Marche, di Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, insieme al contributo scientifico della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio delle Marche

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