“Acrobazie” di Alessandro Trasciatti

Acrobazie di Alessandro Trasciatti

Il ramo e la foglia

Acrobazie di Alessandro Trasciatti trova posto su uno degli scaffali della casa editrice Il ramo e la foglia. E’ uno scaffale ancora vuoto, dedicato alla collana dei racconti e Acrobazie. Storie brevi e brevissime è lì, in bella mostra, a inaugurarla.

Non vi aspettate di leggere racconti con una trama, e non fatevi ingannare. Anche quando pensate di entrare nel vivo della storia, Alessandro Trasciatti vi destabilizza, devia le vostre certezze, vi dà un colpetto sulla spalla e vi fa ritrovare in cima alla sua piramide a strisce. Siete in bilico e non capite. Cosa mi sta raccontando Trasciatti?

uno dei disegni presenti nel libro, realizzato di Alessandro Trasciatti

Atmosfere paradossali, surreali, oniriche condite da tanta ironia su cui a volte veleggia una tragica malinconia. Il libro è un accumulo di storie e storielle che l’autore ha raccolto nell’arco degli anni, tanti anni. Le ha riviste, rilette, aggiustate, gonfiate, smorzate e poi le ha rimesse insieme. Il risultato è una vera e propria acrobazia narrativa che necessita di un lettore altrettanto acrobatico, avvezzo allo stupore e al trapasso. Non si capisce mai se Trasciatti ci sta raccontando un sogno, un’esperienza vissuta o una storia di fantasia. E’ questo il bello. In Acrobazie di Alessandro Trasciatti ogni rigo è una scoperta.

Acrobazie di Alessandro Trasciatti

Non vi racconto nessuna delle storie del libro, perché vi rovinerei il piacere dell’acrobazia, però almeno una mia sensazione la voglio esternare, e riguarda il linguaggio. Probabilmente Trasciatti è cresciuto a pane e letteratura perché la sua prosa, ricercatissima, mi sembra un viaggio nel tempo, specialmente tra i classici che ho amato e amo, e che primeggiano nelle file della mia biblioteca in salotto. Percepisco il macabro Allan Poe nel La pentola, sento Cechov e Gogol’ ad ogni angolo, ma il profumo di “russo” si estende anche ad altri ambiti. Per esplicita ammissione di Trasciatti, uno dei racconti che mi è piaciuto di più trae ispirazione anche dal mondo dell’arte, e nello specifico, dal mondo onirico di Marc Chagall. Trasciatti, in Un caso asinino, trae proprio ispirazione da Gli innamorati con l’asino blu di Chagall del 1955.

Alessandro Trasciatti, foto di Sara Ongaro

In Acrobazie, come nei quadri di Chagall, tutto è capovolto, tutto è sottosopra, tutto si mescola. Che fatica orientarsi! Che spasso galleggiare nei suoi racconti!Le atmosfere oniriche del grande pittore russo le ho avvertite in tutte le “acrobazie” di Trasciatti, ma ancora di più tra i meandri della tasca destra del suo cappotto, un capitolo da cui sono stata magicamente attratta. Ho provato a riportare a galla le mie storie nella speranza di trovarci qualcosa che mi facesse fare un viaggio nel tempo, come quello raccontato da Trasciatti. Anche io ho ravanato insistentemente nella tasca del mio cappotto, ma non ci ho trovato il buco delle meraviglie. Un volgare scontrino dell’Elite ha stroncato sul nascere i miei sogni, e allora, mi sono gettata nuovamente a capofitto nella bellissima lettura delle Acrobazie di Alessandro Trasciatti, con l’intento di farmi risucchiare nel suo mondo magico e surreale.

Perché leggere il libro? Innanzitutto, perché è una lettura inusuale, e già solo questo merita la vostra curiosità. E poi perché i racconti evocano atmosfere da sogno, che ci regalano un pizzico di leggerezza e spensieratezza che, specialmente in questo periodo, non guastano. E infine, trovo che la deliziosa ricercatezza verbale sia anche una continua rivelazione per il lettore, un gioco affascinante alla scoperta di accostamenti magici, legami lessicali sofisticati e raffinati.

Inoltre, se avete voglia di avere qualche informazione in più sul libro e su Alessandro Trasciatti, qui trovate la mia intervista all’autore di qualche mese fa.

Buona lettura!

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