Giovanissimi, l’ultimo romanzo di Alessio Forgione

Gli occhi di un adolescente sul mondo, che tra mille conflitti, interni ed esterni, scopre se stesso
La trama
Giovanissimi di Alessio Forgione è un romanzo che parla di vita, quella vera, che il giovane protagonista, Marocco, cerca di comprendere tra mille sforzi e d emozioni. Siamo a Napoli, e Marocco è alla ricerca della sua strada, in una Soccavo violenta e stantia. Il protagonista è un adolescente che sta imboccando il cammino verso l’età adulta e che si ritrova solo nel viaggio più importante della sua vita.
Le figure di riferimento, che avrebbero dovuto accompagnarlo in questo percorso non privo di ostacoli, e che tutti abbiamo attraversato, le ha perse: la madre se ne è andata via abbandonando lui e il padre; una ferita che Marocco non riesce a superare. Il padre non è in grado di colmare la perdita e si chiude un mutismo che non aiuta né lui né il figlio. Tutto intorno il vuoto.
Marocco non ama la scuola e ci va solo per spacciare. Il quartiere non offre nulla se non un campo di calcio. Qui le giovani promesse, tra cui Marocco, vengono indottrinate al riscatto sociale e personale. Un coach, all’apparenza severo, si prodiga per fungere da padre e da guida per i suoi ragazzi, ma il suo linguaggio è troppo distante da quello dei giovani che, lo seguono, ma non lo capiscono.
Ad un certo punto, in maniera totalmente inaspettata, arriva una speranza, un momento di luce, Serena. Marocco scopre l’amore e inizia a pensare che forse la vita, la sua vita, non è così nera come l’ha sempre vista. Serena, come afferma lo stesso Forgione in un’intervista, gli svela il mondo. Poi, il tragico epilogo, e il nastro della disperazione si riavvolge, questa volta più nero di prima. Nonostante ciò, in Marocco avviene un cambiamento. Il ragazzo prende consapevolezza di sé e di ciò che lo circonda. In una parola, cresce.

L’ambientazione
Giovanissimi di Alessio Forgione è ambientato a Napoli, nel quartiere di Soccavo, dove è nato lo stesso scrittore. Una zona che Alessio conosce molto bene e che sviscera mostrandoci attraverso gli occhi di un ragazzino, le sue contradizioni, le sue miserie e il suo vuoto. Un vuoto che inghiotte tutti perché non offre niente. Non c’è un cinema, né un teatro. Eppure, parliamo di quartiere nel cuore della città, a solo un quarto d’ora di auto dal lungomare di via Caracciolo… La Soccavo di Marocco (così lo chiamano gli amici) ci appare come un mondo a sé, dove violenza e degrado sembrano le uniche anime che la popolano.
Nel romanzo, Forgione “fotografa” la vita in gruppetto di amici (Lunno, il miglior amico di Marocco, Gioiello, Fusco e Petrone) tra sogni di grandezza, delusioni, solitudine e violenza. Con molta delicatezza, ma anche con tanta amarezza, Forgione accompagna il lettore nella solitudine di un quattordicenne che, a fatica, cerca di trovare la coerenza nelle cose che fa e in quello che fanno e dicono le persone che gli stanno attorno.
Il linguaggio di Giovanissimi di Alessio Forgione
All’inizio, il linguaggio usato da Forgione spiazza. E’ un linguaggio diretto, semplice e spontaneo. E’ il protagonista che parla. Non si entra immediatamente in sintonia con il personaggio, proprio perché è il linguaggio che inizialmente forma una sorta di foschia tra noi e il racconto. Poi, a mano a mano che si va avanti nella lettura, quel linguaggio che ci cattura. E allora entriamo nella testa del protagonista, nel suo cuore, condividiamo dubbi, sensazioni ed emozioni, siamo dei quattordicenni che viviamo e vediamo con i suoi occhi. Nelle prime pagine del libro, Forgione non lascia trapelare nulla del suo personaggio, ci spiattella in faccia subito i suoi tormenti, li evoca e li descrive uno per uno. Marocco, con il suo linguaggio spontaneo racconta il suo mondo passando rapidamente da un sentimento all’altro, da un argomento all’altro; a volte, avevo la sensazione di leggere qualche rigo di Virginia Wolff in La signora Dalloway in Bond Street. Bellissima.
Giovanissimi è un romanzo che accompagna il lettore alla scoperta di un’anima solitaria e del suo tortuoso cammino verso l’età adulta in una società che non offre i giusti punti di riferimento e le giuste motivazioni per crescere. Nonostante l’ambiente esterno e il mutismo di quello interno, Marocco, raggiunge il suo piccolo traguardo, aggiunge un tassello fondamentale alla sua vita, opera un cambiamento interiore, e cresce. Il libro è scorrevole, fluido e ci cattura. L’epilogo ci lascia tanto amaro in bocca, ma forse a Marocco no.
Con Giovanissimi, edito da Nneditore, lo scrittore è al suo terzo romanzo. Sempre con Neditore, Forgione, classe 1986, pubblica il suo romanzo d’esordio Napoli mon amour (che vince il Premio Berto 2019 e Premio Intersezioni Italia-Russia). Ricordiamo inoltre, che Giovanissimi sta riscuotendo notevole successoe cheè stato proposto da Liza Lisa Ginzburg per lo Strega 2020.









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
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