Le “Madonnelle stradarole” di Roma: sicurezza, protezione, conforto e…orientamento nella città!

Sicuri di sapere proprio tutto sulle “Madonnelle stradarole”?
Le “Madonnelle stradarole” di Roma sono ovunque. E’ la prima cosa che salta agli occhi dei turisti quando iniziano a perlustrare la città. Sono dappertutto e se ne contano circa 600, anche se in passato erano molte di più e superavano di gran lunga il migliaio.

La maggior parte delle teche che puntellano la Città Eterna risalgono al periodo compreso tra il XVII secolo e la prima metà del XIX secolo.
Adornano muri, facciate, piazze, angoli dei palazzi e torri. Vi ci potete perdere tanto nella loro semplicità quanto sontuosità. Eh sì perché se ne trovano di tutti i tipi: incastonate in veri e propri baldacchini, in semplici cornici, in medaglioni maiolicati, in mosaici, in stucco, in terracotta, dipinte, insomma, davvero vi potete perdere ad ammirarne i dettagli.

Perché la città è zeppa di Madonnelle? Perché oltre alla Roma spettacolare delle chiese e dei palazzi, esiste anche una Roma della sacralità. Certamente “esisteva”, oggi non so quante di esse siano ancora venerate e curate.
Tutte le “Madonnelle stradarole” avevano un lumino che si accendeva davanti a tutte le immagini contemporaneamente, la sera, dopo il rintocco delle campane dell’Ave Maria.
Pensate, che in interi quartieri i lumini delle Madonnelle rappresentavano l’unica illuminazione notturna! E non era poco, dal momento che offrivano anche sicurezza agli abitanti nelle ore più buie del giorno e della notte. Non era un caso, infatti, che il maggior numero di immagini mariane fosse proprio nei rioni e nei vicoli più malfamati (i “malpassi”) specialmente dopo le devastazioni portate dai lanzichenecchi a Roma nel 1527.
“Madonnelle stradarole” di Roma: orientamento, aggregazione e devozione
Una curiosità: poiché fino al 1870 ancora non esisteva la numerazione delle case, le Madonnelle servivano anche per orientarsi all’interno della città! Prima di questa data i numeri civici comparivano solo sugli edifici più importanti e non sulle abitazioni private. Le Madonnelle, quindi, permettevano agli abitanti di orientarsi tra gli innumerevoli vicoli della città!

La Madonnella, inoltre, favoriva anche un momento di aggregazione della comunità, perché attorno ad essa ci si riuniva per pregare tutti insieme e a Natale vi si raccoglievano gli zampognari per suonare le loro tipiche musiche.
E’ chiaro che le immagini non avevano affatto una funzione decorativa, ma erano espressione di sincera devozione. Molte di queste venivano portate addirittura in processione, avevano sempre fiori, tante erano contornate da ex voto per un miracolo ricevuto e quasi tutte avevano il loro giorno di festa.
Trastevere fu il primo quartiere ad accogliere il culto delle edicole mariane. E furono accaniti difensori delle loro immagini, specialmente nel periodo dell’invasione francese quando i giacobini le sfiguravano o le imbrattavano. Per un giacobino fare atti vandalici a Trastevere era davvero molto rischioso!
Madonna dell’Annunziata (o della Divina Provvidenza)
A proposito di prodigi, molte di queste Madonnelle, nel 1796 (ma anche molti secoli prima) iniziarono a produrre miracoli. Una di queste è propria quella che ho scelto per la copertina del mio articolo. Si tratta della Madonna dell’Annunziata (o della Divina Provvidenza) [FIG.1] che si trova nei pressi di Largo Argentina, precisamente a Via delle Botteghe Oscure 34. Il dipinto, olio su tela risalente al XVIII sec, raffigura la Madonna a mezzobusto con le mani incrociate sul petto, il capo lievemente chinato sulla spalla. Noterete che il quadro è protetto da un vetro ed è raccolto in una cornice di stucco sormontata da un baldacchino. A ridosso del lumino è presente la colomba dello Spirito Santo attorniata dai raggi. L’autore è ignoto.

Questa Madonna fu una delle tante che iniziò una serie di prodigi durante l’invasione francese. Iniziò a muovere gli occhi come tante altre immagini che si trovavano tanto nelle case private quanto nei vicoli e nelle chiese. Si trattava di Madonne particolari ma ne parlerò in modo più approfondito in un articolo ad hoc.
La Madonna dell’Annunziata (o della Divina Provvidenza) è una delle icone mariane più celebri e venerate a Roma.

Sotto l’immagine sacra sono presenti tre epigrafi in marmo bianco. Queste targhe tramandano la memoria scritta del miracolo e testimoniano i numerosi ex-voto d’argento lasciati nel corso dei secoli dai fedeli come ringraziamento per le grazie ricevute (ora non sono più visibili). Nelle targhe si narra che nell’estate del 1796, durante l’invasione francese, a partire da Ancona, tutto lo Stato della Chiesa fu attraversato da eventi prodigiosi che coinvolsero centinaia di immagini mariane. Il fenomeno più diffuso fu proprio il movimento degli occhi (da destra a sinistra o dal basso verso l’alto). A Roma furono circa venticinque acclarate e ufficialmente riconosciute per decreto cardinalizio.
Le “Madonnelle stradarole” di Roma erano delle vere e proprie opere d’art, realizzate con cura e devozione da antiche maestranze del tempo. Si cimentavano nel lavoro diversi artigiani come i marmorari, i ferrari, i pittori, gli scultori, gli stuccatori e i doratori. Le Madonne erano quindi un concentrato di arte applicata a livello popolare, espressione di quelle raffinate maestranze presenti a Roma nei secoli passati.
Fonte: Rino Camilleri e Vittorio Messori, Gli occhi di Maria, Ed. Ares, 2023
Se il post ti è piaciuto, metti “mi piace” sulla mia pagina facebook e continua a seguire Sguardo Ad Est. Grazie!
Seguimi anche su:
Instagram: https://www.instagram.com/sguardoadest/
- Twitter: https://twitter.com/Sguardoadest1
- Pinterest: https://www.pinterest.it/SguardoAdEst/_saved/
- Linkedin: https://www.linkedin.com/in/sguardo-ad-est-blog-47545b1ab/detail/recent-activity/
- Facebook: https://www.facebook.com/sguardoadest
- Facebook: https://www.facebook.com/duck.amelia
- YouTube. https://www.youtube.com/channel/UCRltYIZk55MiHbw45taqHhg
- Tik Tok: https://www.tiktok.com/@sguardo.ad.est
- Telegram: https://t.me/Sguardo_Ad_est









Mi chiamo Francesca Amore, classe 1971, nata a Napoli e residente a Roma da quasi vent’anni. Roma ormai mi ha completamente adottata, e ricambio questo affetto scoprendola in lungo e in largo, raccontando le sue storie dimenticate e le sue bellezze che lasciano senza fiato.
0 Comments